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Diario politico. Mancino: ‘Clima invivibile’ Lo scandalo appalti, 665 raccomandazioni

ottobre 21, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Caso Mesiano, il vicepresidente del Csm: «No a intimidazioni nei confronti della magistratura. Per Napolitano vicenda inquietante». In Campania un file con i nomi di presunti raccomandati con accanto l’indicazione degli uomini politici che li avrebbero segnalati porta alla luce un «ramificato sistema di potere» intorno all’Azienda regionale per la tutela del territorio. Coinvolta anche Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, già arrestata nel 2008 con l’accusa di concussione, cui viene oggi intimato il divieto di dimora nella regione. Minacce al presidente del Consiglio da un gruppo Facebook. Infine, in serata primo sì alla Camera all’emendamento salva precari della scuola. Il racconto, imperdibile, del giornale della politica italiana.

Nella foto, Sandra e Clemente Mastella

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di Carmine FINELLI

Una giornata infuocata quella di oggi per la politica italiana. Molti i temi agli onori della cronaca. Ancora però tiene banco la questione del giudice Raimondo Mesiano, il quale ha emanato la sentenza sul Lodo Mondadori che condanna Fininvest, la holding di Silvio Berlusconi, a risarcire per 750 milioni di euro la CIR (Compagnie Industriali Riunite) che fa capo all’eterno rivale del premier ed editore del quotidiano La Repubblica, Carlo De Benedetti.
Il giudice Mesiano si è trovato al centro delle attenzioni non tanto per la sentenza, quanto per uno scellerato servizio andato in onda durante la trasmissione “Mattino Cinque” della testata “Videonews” diretta da Claudio Brachino. Il servizio mostrava scene della vita privata di Mesiano. Normalissime scene di vita quotidiana che alla redattrice del servizio sono parse “stranezze”. Inoltre, gli attacchi del presidente del Consiglio e della maggioranza al magistrato civile hanno prodotto una percezione di minacce per la magistratura nel suo complesso. Unitamente al video, quindi, si starebbe verificando una sorta di intimidazione degli organi giudiziari. E’ questa la ratio della pratica a tutela che il Consiglio Superiore della Magistratura approva in serata. Il plenum del Csm vota in maniera compatta la misura a tutela del giudice Mesiano. A favore anche il vice-presidente Nicola Mancino. L’unico voto contrario è stato quello dei laici in quota Pdl. Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, prima della votazione della delibera si dice preoccupato “per il clima invivibile che si è creato nel paese e che lo rende insensibile rispetto ai valori. Il potere più è forte e più può intimidire. L’uso del consenso contro altri poteri – ammonisce il vicepresidente del Csm – è deviato e porta a ubriacature”. Il contenuto della delibera, approvata dalla I Commissione del Csm non lascia spazio ad interpretazioni e ricalca il pensiero del vicepresidente ed ex ministro Mancino. Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi e quelle rilasciate da esponenti di centrodestra, oltre al video diffuso da Canale 5 del giudice Raimondo Mesiano, “destano allarmata preoccupazione perché rischiano di produrre oggettivamente una forma di condizionamento per ciascun magistrato, nell’esercizio della funzione giurisdizionale, in particolar modo allorquando si tratti di decidere controversie nelle quali siano parti, soggetti di rilevanza istituzionale ed economica”. Nel testo della Commissione si riportano le parole pronunciate dal premier in una trasmissione televisiva, quando disse di ritenere il giudice Mesiano “di estrema sinistra” e “fortemente influenzato esternamente”. Inoltre nella sua sentenza ci sarebbero state secondo il premier “le impronte digitali della Cir”. La Commissione ricorda anche la considerazione successiva di Berlusconi che presto sul magistrato milanese ne sarebbero venute fuori “delle belle”. Il documento mette in relazione temporale quest’ultima dichiarazione con “l’illecita intrusione nella sfera privata del magistrato”, con cui allude al video mandato in onda su Canale 5. L’intrusione, denunciano i consiglieri, “è avvenuta con tempi e modalità tali da attentare non solo all’indipendenza ed autonomia di ogni singolo magistrato, ma anche e soprattutto alla credibilità della funzione giurisdizionale stessa. Tali condotte destano allarmata preoccupazione in considerazione del fatto che possono produrre oggettivamente una forma di condizionamento per ciascun magistrato nell’esercizio della funzione giurisdizionale”. Nella risoluzione si fa anche riferimento alle parole pronunciate dai capigruppo del Pdl a Camera e Senato, che parlarono di “disegno eversivo”. Si dice anche che “l’assunto di una magistratura giudicante che persegue finalità diverse da quelle sue proprie e, per di più, volte a sovvertire l’assetto istituzionale democraticamente voluto dai cittadini, oltre ad esser privo di fondamento, costituisce la più grave delle accuse ed integra, anche per il livello istituzionale da cui tali affermazioni provengono, un’obiettiva e incisiva delegittimazione della funzione giudiziaria nel suo complesso e dei singoli magistrati”.
Nicola Mancino riporta ai colleghi del Csm anche il parere del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che è presidente dello stesso Consiglio. “Il presidente della Repubblica è consapevole delle inquietanti connotazioni della vicenda. Ho informato Napolitano – dice Mancino – della scelta di trattare con procedura d’urgenza la pratica a tutela del giudice Raimondo Mesiano. Il presidente – aggiunge – si è mostrato consapevole delle inquietanti connotazioni della vicenda e del fatto che in base ad esse la pratica a tutela è stata aperta”. Pratica che sarà “ovviamente trattata dal plenum valutando la sussistenza dei presupposti richiesti dal regolamento interno” conclude Mancino, il quale ricorda in particolare le parole pronunciate da Napolitano nella seduta del 14 febbraio dell’anno scorso, quando il capo dello Stato sostenne che “occorre prestare la massima cura e non superare il senso del limite e della responsabilità per ricreare un ‘giusto clima di rispetto, riservatezza e decoro intorno al processo”.

Raccomandazioni in Campania. Ma la magistratura campana non si lascia certo intimidire dai politici di turno. Specie se questi si chiamano Mastella, o meglio Lonardo. Già, perché la moglie dell’ex ministro della Giustizia e presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo ci è ricascata. Il 16 Gennaio del 2008 fu arrestata con l’accusa di concussione, ed oggi, dopo una indagine di più di due anni gli è stato intimato il divieto di dimora in Campania. Indagato insieme alla sua consorte è proprio Clemente Mastella oggi eurodeputato del Pdl. Poco prima delle ore 13 Sandra Lonardo ha lasciato la propria abitazione di Ceppaloni per recarsi nella sua casa romana. Intanto Mastella, che ha appreso la notizia mentre era a Strasburgo alla riunione del Parlamento europeo, ha preso il primo volo utile per raggiungere la capitale. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni, limitandosi a commentare con i suoi collaboratori che in questo momento vuole “solo stare vicino alla moglie”. L’indagine riguarda un presunto giro di raccomandazioni nell’ambito della Arpac l’Azienda regionale per la tutela del territorio. Gli investigatori avrebbero ricostruito “il funzionamento di un ramificato sistema di potere e di gestione della cosa pubblica: appalti, assunzioni, nomine e sostituzione dei vertici amministrativi locali che, al di là delle rilevanti ricadute – spiegano in Procura – sull’efficienza della pubblica amministrazione, sulla regolarità delle procedure amministrative e sull’impiego corretto del pubblico denaro, si è contraddistinto per improprio utilizzo delle funzioni pubbliche a fini privatistici, con conseguente commistione tra interesse pubblico e interesse personale e/o del partito politico di appartenenza”. Secondo i pm “tale sistema, atteso all’esistenza di un vero e proprio programma criminoso stabilmente condiviso da più persone, sotto il profilo tecnico-giuridico è stato ritenuto riconducibile alla fattispecie penale dell’associazione per delinquere. Il sodalizio avrebbe ruotato attorno ad alcuni esponenti di vertice del partito politico e ad alcuni professionisti e imprenditori ad essi collegati”. Secondo i pm della Procura napoletana “finalità dell’organizzazione era l’acquisizione di utilità economiche, di incarichi pubblici, di consenso elettorale, di posizioni di comando, attraverso la commissione di delitti che vanno dalla truffa alla concussione, dall’abuso in atti d’ufficio al falso”. Gli inquirenti avrebbero ricostruito il triennio 2005-2008 attraverso un file che conterrebbe 655 nomi di presunti raccomandati con a fianco il nome del politico che li avrebbe raccomandati. Molti sono i politici dell’Udeur coinvolti, come Tommaso Barbato, l’ex assessore Luigi Nocera.

Minacce a Berlusconi. Fortuna che su Facebook non ci sono raccomandati! Purtroppo teste calde ce ne sono a bizzeffe. Non mancano mai, figurarsi in un contesto di milioni e milioni di persone. Soltanto che la faccenda si fa preoccupante poiché undicimila persone si sarebbero messe davvero in testa di uccidere Berlusconi. Il titolo del gruppo sorto sul più famoso social network è eloquente: “Uccidiamo Berlusconi”. All’interno molti gli anatemi, ma non mancano anche messaggi di chi davvero propone l’eliminazione fisica. Qualcuno propone di farlo con “il viagra avvelenato”. Altri vorrebbero utilizzare “badilate”. Altri ancora un semplice fucile. Insomma la situazione è davvero preoccupante, segno di allarme. E lo staff di Facebook continua a mantenere aperto quel gruppo, aspettando forse che qualcuno impugni davvero una pistola!
Tuttavia, oggi non potrebbero attentare alla vita del presidente del Consiglio. Infatti, Silvio Berlusconi si è recato in visita strettamente privata a San Pietroburgo. Ad accoglierlo Vladimir Putin e sua moglie Ludmilla. I due premier hanno sorriso davanti alle telecamere, per poi lasciare l’aeroporto verso una destinazione al momento non ancora conosciuta. Le prime indiscrezioni parlerebbero di una residenza presidenziale alle porte della città russa. Dallo staff del premier, in questi giorni, si è ripetuto che la visita ha carattere strettamente “privato”. È tuttavia possibile, come confermato oggi da uno dei portavoce del governo russo, che Berlusconi e Putin parlino anche di questioni bilaterali ed in particolare dei dossier attinenti al settore energetico. Berlusconi, secondo quanto hanno affermato i media stranieri, festeggerà poi il 57esimo compleanno di Putin. Quella di Berlusconi in Russia, ha aggiunto il portavoce, è una “visita privata”, alla quale non parteciperà l’ex cancelliere tedesco Gerard Schroeder.

Emendamento Precari. Alla Camera dei deputati nel frattempo, la maggioranza approva l’emendamento sui precari. La norma approvata con 263 voti a favore e 196 contrari e 33 astenuti. Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori hanno votato contro, mentre l’Udc si è astenuta. Nel testo molte le novità. I contratti a tempo determinato per il conferimento di supplenze potranno trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ma solo nel caso di immissione in ruolo, con il mantenimento dell’anzianità. Novità in arrivo per gli insegnanti precari: a partire dal 2011 si potrà indicare solo un’altra provincia oltre a quella prescelta, ma con l’inserimento in un’unica graduatoria nazionale. E ancora: i precari potranno avere accesso ai contratti di supplenza e all’indennità di disoccupazione collegata anche ai docenti inseriti nelle graduatorie a esaurimento che nell’anno scolastico 2008-2009 abbiano avuto attraverso graduatorie di istituto, e non più solo provinciali, una supplenza temporanea di almeno 180 giorni.

Carmine Finelli

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