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Italia&libertà di stampa, “Strasburgo può dire la sua”; “Ma no anomalie”: per 3 voti

ottobre 21, 2009 di Redazione 

Era il giorno della discussione all’Europarlamento delle due mozioni contrapposte di conservatori e progressisti sullo stato di salute della libertà di informazione nel nostro Paese. La prima sosteneva che andava tutto bene puntando oltre tutto sulle parole di Napolitano per il quale non bisognasse fare “istanza di appello” a Strasburgo sulle decisioni nazionali. La seconda accusava il Governo Berlusconi di esercitare pressioni sui media interni e stranieri. Il voto (o veto?) incrociato ha fatto fallire entrambi i tentativi, ma mentre la mozione presentata dal Ppe è stata largamente respinta quella dei Socialisti e dei Democratici non è passata per un nonnulla. Segno che anche nel centrodestra europeo c’è chi pensa che, qui da noi, da questo punto di vista qualche problema ci sia. E partono le accuse al gruppo Pd dentro l’Asde di avere forzato la mano ai colleghi socialisti per ottenere una “condanna morale” del nostro esecutivo. Il servizio è di Francesco Carosella.

Nella foto, un europarlamentare italiano impegnato nella discussione sulla libertà di stampa in Italia

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di Francesco CAROSELLA

Strasburgo, bocciate a sorpresa le due risoluzioni sulla libertà di stampa in Italia presentate da centrodestra e centrosinistra. Il Parlamento europeo ha prima respinto il documento sottoposto dal centrodestra in cui si affermava l’infondatezza dell’allarme per la sicurezza della libertà di espressione a mezzo stampa, le cui argomentazioni vertevano sulle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che invitava a non ricorrere a Strasburgo come “istanza di appello” nelle decisioni nazionali. Al voto sono stati 322 i contrari, 297 i favorevoli e 25 gli astenuti.

L’Europarlamento ha poi bocciato anche la seconda mozione, presentata dal gruppo Socialisti e Democratici, fortemente voluta dall’opposizione, per soli tre voti. Il documento denunciava anomalie nel sistema dell’informazione italiana, e accusava il governo Berlusconi di esercitare pressioni sui media italiani ed esteri e chiedeva che la questione fosse discussa in sede sovranazionale. L’assemblea si è divisa tra destra e sinistra ed ha infine respinto la risoluzione con 338 contrari e 335 favorevoli su 686 votanti, 13 astensioni.

I due schieramenti si sono attribuiti vicendevolmente la responsabilità della rottura e dell’esito della votazione. Joseph Daul, presidente del Partito popolare europeo, aveva chiesto inizialmente di “non farne un caso Italia ma una questione europea”. Il gruppo S&D al Parlamento europeo è stato quindi accusato dagli eurodeputati Pdl guidati da Mario Mauro di aver fatto fallire le trattative con il Ppe per una risoluzione condivisa di Strasburgo. Secondo il Pdl il gruppo Socialista e Democratico punterebbe più ad ottenere una “condanna morale” per Berlusconi che il varo di una direttiva sul pluralismo e la concentrazione dei mezzi d’informazione nell’Ue da parte della Commissione Europea.

Francesco Carosella

Commenti

One Response to “Italia&libertà di stampa, “Strasburgo può dire la sua”; “Ma no anomalie”: per 3 voti”

  1. Gabriella on ottobre 21st, 2009 16.11

    Queste situazioni, ed anche altre, fanno venire molti dubbi circa l’utilità dell’Europarlameto!!!!

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