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Settegiorni. Franceschini, Bersani, Marino e il confronto di M. Adinolfi

ottobre 16, 2009 di Redazione 

Si è concluso da pochi minuti il primo dibattito pubblico tra i tre candidati alla segreteria del Partito Democratico. Il vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Pd e candidato alle primarie come capolista per Franceschini in Calabria, commenta nel suo giro d’orizzonte in sette punti di oggi la sfida tra il segretario uscente, l’ex ministro per lo Sviluppo economico e il chirurgo assegnando la palma del vincitore al primo e bocciando irrimediabilmente Bersani. Marino benino, ma «molto irritante e spocchioso», scrive Adinolfi. Il giornale della politica italiana fa ciò che nessun altro grande quotidiano è in grado di fare: esce in tempo reale sul tanto atteso confronto Democratico con le valutazioni delle sue grandi firme. Buona lettura.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

1. Il confronto a YouDem forse non ha avuto un vincitore, ma ha sicuramente avuto uno sconfitto. Pierluigi Bersani mi è parso noioso, tentennante sui fronti più caldi dei temi di opposizione, quasi indecente nella difesa di Antonio Bassolino, imbarazzato e imbarazzante nello sgusciare via dalla domanda sulla disponibilità a fare un confronto vero tra i candidati segretari in Rai. Voto: 32. Ovviamente sarò di parte, ma ho trovato Ignazio Marino molto irritante e spocchioso nel giochino di affibbiare a Dario Franceschini dichiarazioni che non ha mai fatto, ad esempio sul tema del nucleare e dei respingimenti degli immigrati. Un tono professorale, una tendenza a mettersi moralmente un gradino sopra gli altri e nessuno gli ha ricordato la disavventura dei rimborsi gonfiati con il raddoppio delle ricevute che gli sarebbe costato il posto. Eleganti in questo Bersani e Franceschini. Ma Dario gli ha ben risposto: “Ti candidi a segretario, impara ad usare il ‘noi’ e non solo l’io”. Stoccata piazzata.

3. Dario mi è parso autorevole e appassionato, ha ribadito tutte le ragioni di un’opposizione ferma contro il berlusconismo, ha parlato di immigrazione e nuovi italiani, di istruzione e ricerca, di sanità, di rinnovamento del partito e primarie con toni molto sinceri. Ha detto no al nucleare, ha invocato meritocrazia e protagonismo nel partito per le nuove generazioni, ha spiegato che non bisogna aprire uno spazio ad un nuovo grande centro, errore strategico che pagheremo caramente se vince Bersani.

4. Io credo che Franceschini abbia vinto il confronto a tre a braccia alzate. A ruota, Marino. Distaccato e con la lingua penzoloni, Bersani. Che ha finito la benzina. Sembra davvero stanco il buon Pierluigi.

5. Mi sono convinto che nel corso del quadriennio della segreteria Franceschini confermata dalle primarie torneremo al Governo del Paese. Che la cosa non accadrà se malauguratamente vince Bersani. Che chi vota Marino agevola questa infausta ipotesi. Bisogna concentrare i voti su Dario per battere il ritorno delle nomenklature che hanno la faccia di difendere Bassolino e proporci non uno ma dieci passi indietro.

6. I miei complimenti ai cuginetti di YouDem, tutto è filato a meraviglia. Bravo Maurizio Mannoni. Più spenta Tiziana Ferrario.

7. Comunicazione di servizio per gli obblighi fantacalcistici di domani: Buffon Agostini Grosso Cassani Candreva Alvareza Diego Felipemelo Cassano Pazzini Amauri (Astori, Gazzi, Eto’o e Acquafresca). Il tutto perché il week end lo passo nel collegio di Rossano Calabro dove sono candidato per sostenere le liste di Dario Franceschini e essere eletto, se i democratici lo vorranno, all’Assemblea nazionale.

MARIO ADINOLFI

Commenti

6 Responses to “Settegiorni. Franceschini, Bersani, Marino e il confronto di M. Adinolfi

  1. Antonio Parodi on ottobre 17th, 2009 09.23

    Caro Adinolfi,
    nelle sue rispettabili opinioni c’è un’illazione, quella su un rimborso spese gonfiato di Marino causa di dimissioni, che contiene una doppia imprecisione.
    Se vuol fare il giornalista, si legga i documenti in originale. Altrimenti eviti di parlare con quel tono di cose di cui non vuole informarsi a fondo e soprattutto vuole disinformare chi la legge.
    Cordialmente,

    Antonio Parodi

  2. Marco on ottobre 17th, 2009 13.55

    Leggetevi la biografia di Adinolfi.
    Il suo problema è trovare un posto. Di politica capisce poco e gli frega niente.
    Il suo motto è: Franza o Spagna purché se magna.

  3. Isa on ottobre 17th, 2009 17.01

    Sto con Franceschini

  4. Isa on ottobre 17th, 2009 17.09

    Bravo Franceschini, opposizione forte a questa mqggioranza, niente corrotti
    ( guardare al partito nel sud del paese) niente condannati niente chi non ha lavorato come avrebbe dovuto niente dialogo con Berlusconi ci rimettiamo la faccia con chi ci ha votato. Speriamo in un forte ricambio generazionale nei dirigenti e che se ne vadano pure quelli che non sostengono la linea del partito. non credo che guardare all’UDC come possibile alleato possa giovare. Perchè non si guarda invece a chi è sfiduciato e non vota piu ? Buona fortuna a Franceschini poi a giochi fatti tutti a sostenere il segretario che sarà eletto.

  5. Massimo Pica Ciamarra on ottobre 17th, 2009 23.28

    Caro Mario,
    non credo che franceschini abbia vinto il confronto. Marino di certo il più convincente, poi Bersani, che è parso stanco ma rassicurante. In fine Fransceschini, un poco alla rincorsa di Marino, che lo ha attizzato. Ma forse anche io non sono obiettivo…

    Ma scrivo per il tuo commentare la questione del “noi”. Marino non è stato pronto nella risposta, ma credo che Fransceschini si sbagli di grosso. Le primarie non sono il momento del “noi”. Ogni candidato deve presentare il partito che lui vorebbe. E riguardo il passato, l’uso del “noi” non deve essere una scusa per evitare il giudizio e dividere le responsabilità tra molti. Come in tutti gli altri campi, dal calcio alle aziende, se le cose non va non bene le responsabilità le si attribuisce a chi è in carica, all’allenatore, ai dirigenti. Fa parte della cultura del merito. Anche Veltroni, per esempio, ha riconosciuto il suo fallimento, e si è fatto da parte. Fallimento suo e dunque del partito. Ma prima di tutto suo e di che lo ha appoggiato (e lo dico da suo sostenitore, anche se non appassionato).
    C’e’ un tempo del “noi” ed un tempo dell’”io”, e le primarie sono quelle dell’”io”.

  6. Massimo Pica Ciamarra on ottobre 17th, 2009 23.48

    Per Isa,
    non capisco come mai appoggi Franceschini che ritiene possibile una alleanza con l’UDC (che mi pare a te non piaccia), anche se non ripropone l’Ulivo, e che vedeva tra i soui sostenitori la Binetti, che ora pare aver cambiato idea, o la Bianchi e Fioroni, che non sono di certo abituati a considerare “sacra” la linea del partito.
    E’ istruttivo vedere come hanno votato sui vari temi etici, ti segnalo se non lo conosci il sito openparlamento.it
    Per quanto riguarda la pulizia del partito, mi pare che Marino sia stato l’unico a dire che ci vuole una grande pulizia, anche a livello dei circoli locali.

    Per Adinolfi,
    se Fransceschini e Bersani sono stati “signori” a non tirare in ballo la storia dei rimborsi, tu no. Ed in particolare considerando che questa è stata smontata.

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