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Settegiorni. Berlusconi, D’Alema, Sposetti e la cena di M. Adinolfi

ottobre 15, 2009 di Redazione 

Ancora grande successo per il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. La rubrica più amata dai nostri lettori. E che oggi si apre con la notizia dell’incontro tra D’Alema e Berlusconi: ebbene sì; i due si sono incrociati a margine della presentazione dell’alleanza tra Malpensa e Fiumicino, complice l’intermediazione, per così dire, di Gianni Letta. Che preso l’ex leader del Pds sotto braccio l’ha portato dal Cavaliere. Il primo commento di Mario è per questo, ed è un commento che lascia parlare i fatti (e i due). Due (il punto) dedicato agli endorsement della destra – e delle televisioni di Berlusconi – nei confronti di Bersani. Seguono ”Libero” (e Belpietro) che lancia una campagna per l’abolizione del reato di vilipendio («firmo», dice la grande firma de il Politico.it) e poi la proposta di Scalfari di far decretare il vincitore del congresso Pd alle sole primarie, quale che sia la percentuale presa dal più votato, senza ritorni alla Convenzione: Bersani e Franceschini la accolgono, Marino no: «Punta a fare il gioco classico di Clemente Mastella: prendere un consenso marginale e scippare al popolo delle primarie il potere di decidere il segretario» scrive Adinolfi, che poi riconduce la probabile paternità a Goffredo Bettini. Infine, sondaggi che danno il Pd in crescita «grazie alla cura Franceschini», e Generazione U. Buona lettura.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

1. Francesco Bei su Repubblica trascrive il dialogo di ieri tra Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema davanti al presidente di Aeroporti di Roma Fabrizio Palenzona a margine della presentazione dell’alleanza tra Malpensa e Fiumicino. Un giochino che muove quindici miliardi di euro di investimenti. A proposito, c’era anche Ugo Sposetti. Chissà a quale titolo. E proprio davanti a Sposetti e Palenzona, scatta lo scambio di battute. MD: “Sulle cose importanti che riguardano il futuro del paese, io ci sono”. SB: “Ci vorrebbero più occasioni di trovarsi insieme nell’interesse del paese. Io lo dico sempre. Il più felice sarei io, spero che di occasioni come questa ce ne siano altre”.

2. Alla sera Striscia la Notizia spara su Franceschini. I telegiornali Mediaset simpatizzano per Pierluigi Bersani. Bossi, Calderoli, Gasparri, Brunetta e tutta la destra hanno esplicitamente fatto endorsement per il candidato di D’Alema. Vorrebbero Bersani segretario del Pd. E non perdonano a Dario di aver chiamato Berlusconi “ominicchio”. Uno con cui non c’è proprio bisogno di “trovarsi insieme nell’interesse del paese”. Bisogna solo batterlo. E non rivolgergli parola finché non avremo tolto il suo maglio di ferro dal potere in Italia. Anche su questo si vota alle primarie del 25 ottobre.

3. Piccolo inciso. Maurizio Belpietro ha lanciato su Libero una campagna per l’abolizione del reato di vilipendio. Io firmo.

4. Eugenio Scalfari ha proposto che l’esito delle primarie sia rispettato. Chi prende un voto in più il 25 ottobre sia il segretario. Mi sembra una soluzione intelligente a qualche sgrammaticatura statutaria. E la cosa, visti i risultati dei congressi di circolo, dovrebbe favorire Bersani. Ma Franceschini ha fatto bene a dichiararsi d’accordo.

5. Incomprensibile invece il no pronunciato contro la proposta di Scalfari da Ignazio Marino. Doveva essere il candidato innovatore contro le nomenklature. E invece punta a fare il gioco classico di Clemente Mastella: prendere un consenso marginale e scippare al popolo delle primarie il potere di decidere il segretario.

6. Io non credo che Marino possa essere davvero convinto di togliere al popolo delle primarie la decisione sul nome del leader dei prossimi quattro anni. Più facile che la proposta Scalfari irriti Goffredo Bettini. La nota di Marino di ieri sembrava proprio scritta da un grande esperto di cavilli congressuali, da un gran navigatore dei mari della politica.

7. Arrivano alcuni segnali interessanti. Nino Bartoloni Meli sul Messaggero cita un sondaggio che dà il Pd, grazie alla cura Franceschini, a ridosso del 30% dei consensi. E su Raidue un televoto sulle primarie dava Franceschini in vantaggio con il 60%. Forse i sondaggi non servono a granché, ma fanno morale. Stasera a cena si ritrova il gruppetto di fuoco di Generazione U che sta inventando credo la migliore campagna Youtube della storia della politica italiana. Ci si vede da me, per la prima volta dalla chiusura del covo di via Monterone, nel nuovo covo di piazza Grazioli. E intanto guardate in anteprima cosa sono capaci di fare Marco De Amicis e Cristian Umbro.

TROPPO DARIO: Franceschini come Verdone

MARIO ADINOLFI

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