Top

***Settegiorni***
FINI, BINETTI, LOIERO E LA CANDIDATURA
di MARIO ADINOLFI

ottobre 14, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana commenta in tempo reale i fatti del giorno con le sue grandi firme, unico quotidiano nel panorama dell’informazione in Italia, in assoluto, a potere proporre l’opinione dei più autorevoli nomi del giornalismo politico italiano, e della stessa nostra politica, pochi minuti dopo, di fatto, che si sia verificato qualcosa. In questo caso è l’appuntamento di oggi con il giro d’orizzonte in sette punti del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso, a darcene modo, perchè Adinolfi sceglie di partire dalla presa di posizione di Fini contro la riforma della giustizia paventata dal Governo e da parlamentari della maggioranza (di cui vi raccontiamo sotto), una rivoluzione del sistema giudiziario italiano che prevederebbe la sottoposizione dei pubblici ministeri al controllo del potere politico, e in particolare di quello esecutivo, del Governo. Con la conferma dell’intenzione della maggioranza che Adinolfi ha raccolto proprio ieri intervistando per Red Giorgio Stracquadanio, deputato vicino a Berlusconi. Due, tre, quattro, cinque dedicati al caso Binetti e alle candidature come capilista (nelle liste per le primarie e per la successiva convenzione nazionale che ratificherà l’elezione del segretario nazionale del Pd – o la deciderà, qualora nessun candidato abbia superato il 50% nel voto aperto a tutti) di Bassolino, Iervolino, Loiero da parte della mozione Bersani. E c’è una sorpresa: Franceschini chiede a Mario di andare in Calabria a sfidare il governatore, portandolo magari fuori casa, sul terreno del rinnovamento. Ne riparleremo. Si accettano sin da ora scommesse (ultimo punto). Come sempre, buona lettura con Adinolfi.

Nella foto, Mario Adinolfi

-

di MARIO ADINOLFI

1. Gianfranco Fini dice chiaramente che i pm non possono essere sottomessi all’esecutivo. Giorgio Stracquadanio, molto vicino a Silvio Berlusconi, ieri mi diceva che il Pdl è pronto a riscrivere la Costituzione su questo punto. E’ un terreno dove la maggioranza può andare a frantumarsi. E comunque i democratici devono difendere la Carta costituzionale, perché l’idea berlusconiana di grande riforma presidenzialista e con i giudici assoggettati all’esecutivo renderebbe l’Italia (anche per la condizione drammatica in cui versano i mass media) una repubblica molto vicina a una dimensione populista e totalitaria. Roba sudamericana alla Chavez, per capirci.

2. Paola Binetti ha dichiarato a Red Tv che è pronta a votare Pierluigi Bersani alle primarie, perché è il solo ad aver avuto una reazione “equilibrata” sulla sua vicenda senza chiederne l’espulsione come ha fatto invece Dario Franceschini.

3. A Paola, a cui ho spiegato personalmente che aveva sbagliato partito fin dal primo giorno in cui annunciò proprio in una mia trasmissione televisiva l’intenzione di candidarsi a parlamentare, ribadisco quel che le ripeto da anni: dovrebbe impegnarsi in altri campi, è una persona seria ma inadatta alla politica. Il suo voto a Bersani è una ripicca un filino puerile. Comunque auguri.

4. Il modo imbarazzato con cui Bersani ha provato a prendere le distanze dalla sua nuova sostenitrice è figlio di una doppiezza imbarazzante a sua volta.

5. A proposito di Bersani: ha dalla sua parte la Binetti, subisce il padrinato di D’Alema, ha tra i suoi capilista il fior fiore della nuova e giovane classe dirigente democratica, gente come Antonio Bassolino, Rosa Iervolino e Agazio Loiero. La sua bocciofila è davvero mal frequentata, ormai.

6. Franceschini mi ha chiesto di candidarmi in un posto di frontiera, di andare a fare la battaglia per il rinnovamento radicale del Partito democratico dove questo rinnovamento sembra sempre tanto difficile. E così ho accettato di andarmi a battere in Calabria, sfidando Agazio Loiero per conquistare la mia elezione a membro all’assemblea nazionale nel collegio di Rossano Calabro. Sarà faticoso ma bello, lo so già, grazie ai ragazzi e alle donne e agli uomini democratici e di buona volontà della Calabria.

7. Anche per finanziarmi i biglietti aerei per andare su e giù dalla Calabria, oggi scommetto sulla vittoria di Portogallo, Grecia, Turchia, Inghilterra, Romania e Ucraina mentre banco (cioè punto sulla non vittoria di) Austria, Montenegro, Finlandia e Israele. E che siano scommesse democraticamente azzeccate.

MARIO ADINOLFI

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom