Top

***In diretta dalla Camera***
ECCO COM’E’ ANDATA SULL’OMOFOBIA
di ANDREA SARUBBI*

ottobre 13, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il solo in grado di proporre commenti in tempo reale degli stessi protagonisti della nostra politica a quanto avvenuto nel corso della giornata in aula. Lo fa ancora una volta con il deputato del Partito Democratico ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine”, che, fedele come sempre alla sua vocazione originale di cronista, ci racconta con la solita chiarezza, precisione e documentazione l’odissea del ddl Concia contro la discriminazione delle persone omosessuali bocciato oggi alla Camera dal voto contrario di Pdl, Lega e Udc. Sentiamo. 

Nella foto, l’onorevole Andrea Sarubbi. Le pagine personali all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

-

di ANDREA SARUBBI*

L’accordo raggiunto in Commissione Giustizia sul testo per l’omofobia si è perso in ascensore, tra il quarto piano ed il primo di Palazzo Montecitorio: la maggioranza è ora spaccata, proprio quando sembrava che le cose stessero migliorando. Ma andiamo con ordine. Qualche giorno fa, durante le votazioni in Commissione, noi presentiamo un emendamento che chiede l’introduzione dell’aggravante non solo per l’omofobia, ma anche per la transfobia, e la maggioranza ce lo boccia con il supporto dell’Udc. Il movimento trans giustamente se la prende e comincia ad alzare la voce contro il Centrodestra e contro il ministro delle Pari Opportunità, che a quel punto si fa convincere: nel testo, promette, ci sarà anche un riferimento alla transfobia. Così Mara Carfagna scrive una lettera a Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia, e le chiede di ricominciare l’esame del provvedimento. La Lega e parte del Pdl – contrari a questa legge, ma rassegnati alla sua approvazione – prendono la palla al balzo: rimandare il testo in Commissione significa perdere tempo e magari affossarlo pure, perché se un provvedimento lascia l’Aula non si sa mai quando ritorna. Per ragioni opposte, noi decidiamo di votare contro: il Pdl non ci ha dato nessuna rassicurazione, nonostante gli accordi informali, ed a questo punto crediamo che, se davvero il rinvio è soltanto per inserire la transfobia, allora potranno farlo tranquillamente votando l’emendamento che riproporremo in Aula. Il Pdl si spacca e, nonostante il voto favorevole di Udc e Lega, riusciamo ad averla vinta noi. A quel punto, l’Udc torna alla carica, presentando delle pregiudiziali di costituzionalità: se si proteggono gli omosessuali – dicono, ammiccando ad un certo perbenismo cattolico – allora bisogna proteggere tutti.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI. La Convenzione di Lisbona ci chiede di tener conto di altre categorie di soggetti a rischio: degli anziani, cioè della discriminante dell’età, dei malati, cioè della discriminante della salute, dei disabili, cioè della discriminante di chi non è egualmente abile. Allora, se il provvedimento si deve prevedere in un quadro di rispetto delle normative europee, si prevedano tutte queste categorie. Diversamente, non vedo perché non dovremmo prevedere a questo punto che qualcuno di noi si senta offeso da un reato di cui è destinatario, magari perché ritiene di appartenere alla religione cattolica e la gente non lo sapeva, ma poiché è un reato commesso ai miei danni, voglio che sia aggravato perché sono cattolico.

La Lega, a quel punto, si smarca dalla maggioranza: visto che ci siamo divisi sul voto precedente, dicono, allora adesso andiamo per conto nostro e votiamo a favore delle pregiudiziali di costituzionalità. Le motivazioni addotte dalla Lussana sono agghiaccianti:

CAROLINA LUSSANA. Abbiamo sempre manifestato perplessità sul termine «orientamento». Perché? Perché (…) potrebbe anche prestarsi a interpretazioni fuorvianti. Noi, dagli atti della nostra Commissione, dalle intenzioni dei proponenti leggiamo nel termine «orientamento» la tendenza sessuale, eterosessuale o omosessuale, ma non avete voluto scriverlo esplicitamente; e nel termine «tendenza sessuale», come è stato evidenziato da alcuni colleghi, potrebbe rientrare anche l’amore per i bambini, la pedofilia!

Tocca parlare al Pdl, che a quel punto si trova in difficoltà. L’appoggio della Lega è venuto meno, la spaccatura interna si fa sentire, e nel suo intervento Bocchino fa un capolavoro di politichese: siamo a favore del testo, dice in sostanza, ma siccome è un voto segreto non è colpa mia se i miei colleghi del Pdl voteranno contro. Solo un ingenuo non capirebbe che la legge sull’omofobia, in questo momento, è clinicamente morta.

ITALO BOCCHINO. I deputati singolarmente, come è opportuno rispetto al voto segreto, prenderanno la loro decisione sulla pregiudiziale. Ma noi riteniamo che, nel caso in cui l’iter del provvedimento non vada avanti, il Governo si debba far carico di un disegno di legge che adegui la nostra normativa a tutto ciò che è previsto dal Trattato di Lisbona, in modo che si possa procedere, magari in futuro, ad approvare una legge fatta bene, evitando di fare una legge contro le discriminazioni, discriminando noi per primi gli anziani o i disabili e favorendo un soggetto debole rispetto ad un altro.

Ha appena finito di parlare Italo Bocchino, quando arriva Pierferdinando Casini e spacca in due la maggioranza: rinunciamo allo scrutinio segreto, dice al Pdl, e vogliamo vedere come vi comportate. Si va quindi al voto: 285 voti a favore delle pregiudiziali di costituzionalità (Udc, Lega e Pdl), 222 contrari (Pd e Idv), la Camera approva. Voti ribelli: 9 contrari e 10 astenuti nel Pdl, un favorevole nel Pd (Paola Binetti). Le valutazioni a caldo sono abbastanza confuse: da un lato, il Centrodestra – che, come dicevo qualche giorno fa, era stato quasi costretto all’accordo dall’ottima mediazione di Paola Concia – ha gettato la maschera; dall’altro, però, la nostra linea dura non ha pagato. Si può discutere a lungo se la mediazione (e dunque il ritorno in Commissione) avrebbe dato risultati diversi, e non lo escludo a priori, ma la sensazione netta è che la maggioranza cercasse solo una scusa buona per far saltare il tavolo. Brutta giornata, davvero.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom