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L’intervento. Deputati Pd rinuncino alla nuova immunità di F. Laratta

ottobre 13, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il canale privilegiato del confronto pubblico ai massimi livelli della nostra politica. Ieri Adinolfi e Rondolino si sono confrontati qui sul tema della forma-partito e della democrazia interna dei Democratici, forse la questione centrale, in quanto maggiormente divaricante, del dibattito congressuale del Pd. Oggi il deputato del Partito Democratico sceglie il Politico.it per parlare di immunità parlamentare – alla Camera c’è già un disegno di legge a firma di Lucio Maran, nome di peso del Popolo della Libertà - e lanciare un appello ai suoi colleghi a Montecitorio: nel momento in cui si dovesse arrivare alla discussione sulla proposta, annuncino in sede di dichiarazione di voto che rinunciano al privilegio. Sentiamo.

Nel disegno, l’onorevole Franco Laratta

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di FRANCO LARATTA*

La Corte costituzionale ha definitivamente sancito (e lo fa per la seconda volta) che la legge è uguale per tutti.
Che non sono ammesse scorciatoie (Lodo Schifani, Lodo Alfano) nemmeno per le più Alte cariche dello Stato. Il lodo Alfano, infatti, era una legge della maggioranza parlamentare con la quale si intendeva escludere dai processi le suddette Alte cariche (cosa che in realtà interessava terribilmente una sola Alta carica: quella del presidente del Consiglio).

Detto questo, appare molto strano che il Pdl voglia ritornare alla carica sul tema. Appare una forzatura incredibile che offende la Corte e fa a cazzotti con il comune sentire della maggioranza degli italiani, che in queste ore secondo i sondaggi condivide pienamente la bocciatura del Lodo Alfano.

Se gli avvocati del Cav. non riusciranno a far fallire i processi che vedono imputato per gravissimi reati penali il presidente del Consiglio, ci penseranno gli obbedienti parlamentari del centro-destra a rendere immune il presidente. Ma ora non più e non solo saranno intoccabili le Alte cariche dello Stato, stavolta immuni davanti alla legge saranno tutti i parlamentari della Repubblica. Una grande ammucchiata di intoccabili che rappresenterebbe una nuova sfida ai cittadini italiani che già mal sopportano la classe politica italiana.

Prende quindi rapidamente quota nella maggioranza di centro-destra, l’idea di ripristinare l’immunità parlamentare. Il senatore del Pdl Lucio Malan ha già presentato un disegno di legge per reintrodurla. Malan ricorda che “fu un errore modificare nel ’93 la Costituzione sull’onda della piazza”. Gli italiani ricorderanno bene il clima di quegli anni terribili, con arresti eccellenti e perfino la fuga all’estero dell’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi, gran protettore del cavalier Berlusconi.

Sull’onda di una durissima protesta popolare, il Parlamento fece benissimo ad eliminare l’immunità parlamentare, che era chiaramente uno strumento che aveva senso in altre epoche storiche al fine di proteggere e difendere la libertà dei parlamentari davanti alla minacce del re, del despota di turno e di quei governi piuttosto insofferenti davanti all’autonomia e all’indipendenza dei parlamenti. Ma poi c’era sempre il dittatore di turno che i parlamentari li faceva imprigionare e perfino uccidere, e quando il Parlamento non si piegava al suo volere, lo scioglieva e lo sostituiva con Assemblee nominate direttamente da lui.

Altri tempi, altre epoche fatte di violenza e di spiccate condotte anti-democratiche. Oggi non è più così (anche se…). La libertà dei parlamentari non è a rischio, e nemmeno la loro vita. Semmai bisognerebbe difendere le Camere dall’oltraggio quotidiano che gli riserva il nostro Governo. Un esecutivo che governa con i decreti legge e con i voti di fiducia, riducendo a zero l’iniziativa legislativa dei parlamentari, costretti sempre più ad obbedire dicendo un sì o un no alle leggi volute dal Governo. Ma questo è un altro (e alquanto devastante) problema. Che comunque riguarda una palese violazione della nostra Carta (basta leggere un recente Leopoldo Elia quando parla di “Costituzione aggredita”).

Tornando alla reintroduzione dell’immunità parlamentare. E’ scontato che se il Governo vuole reintrodurla riuscirà benissimo nell’intento. Alle Camere la maggioranza gode di tanta salute da non temere imboscate (anche se da qualche settimana alla Camera si registrano assenze quotidiane di 50-60 deputati del centro-destra!). E quindi l’immunità, se vogliono, sarà approvata in pochi giorni. Le opposizioni non possono impedirlo, anche se credo bisognerà comunque fare le barricate in Aula.

Ma l’opposizione una cosa la può fare. Che avrebbe forte valore democratico e civile: tutti i parlamentari delle opposizioni possono – e secondo me doverebbero – dichiarare al momento del voto di rinunciare all’immunità parlamentare! Così, semplicemente, uno dopo l’altro, alzarsi in Aula quando si sta per approvare la legge sulla nuova immunità, per dichiarare al Parlamento e al Paese: “Io rinuncio all’immunità parlamentare che voi oggi approvate al solo scopo di salvare Berlusconi dai processi”!

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

One Response to “L’intervento. Deputati Pd rinuncino alla nuova immunità di F. Laratta

  1. Davide on ottobre 13th, 2009 17.27

    Le solite inesattezze, non supportate dalla buona fede, fatte passare per dogmi:
    Semplicemente il Lodo, bloccato per motivi politici, serviva a RIMANDARE e non ESCLUDERE (come si sostiene senza ricordare che anche la prescrizione sarebbe in ogni caso bloccata) dai processi. Semplicemente perchè è meglio per il Paese se il presidente del Consiglio durante il suo mandato si occupa della nazione piuttosto che di tribunali, e sarebbe così ANCHE e PERFINO se le accuse risultassero, cosa improbabile, fondate..

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