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Diario politico. Berlusconi a imprenditori: ‘Ribellatevi. Alla democrazia ghe pensi mi

ottobre 12, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. Il presidente del Consiglio parla al meeting di Confindustria e torna sullo schema proposto alcuni mesi fa agli stessi industriali a Santa Margherita Ligure: «Ribellatevi a questo agire anti-italiano», dice, in relazione alle critiche piovutegli addosso dalla stampa estera oltre che dal nostro Paese. E il riferimento è all’invito a non comprare più pubblicità sui quotidiani che aveva esplicitato in quella prima occasione. E poi: «Pensate a produrre benessere», al resto ci penso io. Marcegaglia: «Rispetti le istituzioni», a cominciare dal presidente della Repubblica. Che, dal canto suo, smentisce Berlusconi spiegando che non esistevano accordi perchè lui, Napolitano, facesse pressioni sulla Corte affinchè riconoscesse come legittimo il Lodo Alfano. E lo stesso capo dello Stato invita a controllare la crescita della spesa e a rivedere le priorità: «Meschino sottovalutare l’importanza della ricerca». Nel racconto, la polemica D’Alema-Franceschini in casa Pd e una proposta di un senatore Pdl sui precari della scuola. Sentiamo.

Nella foto, Silvio Berlusconi davanti ad una platea di industriali

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di Carmine FINELLI

Anche oggi rimbalza l’eco degli attacchi alla stampa di Silvio Berlusconi. Ospite del meeting della Confindustria di Monza-Brianza, il premier non ha lesinato critiche e qualche attacco, appunto. Prima di Berlusconi, però, interviene Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Un intervento molto duro, nel quale incoraggia il presidente del Consiglio ad andare avanti sulla strada delle riforme.
Il presidente degli industriali italiani afferma prima di tutto che bisogna “rispettare Napolitano perché in questo modo si rispetta l’Italia”. In seguito, rivolge a Silvio Berlusconi l’invito ad “andare avanti con le riforme”. Emma Marcegaglia lancia poi il suo appello ad abbassare i toni davanti all’assemblea degli industriali monzesi a proposito dello scontro dei giorni scorsi seguito alla bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale: il presidente di Confindustria chiede di non oltrepassare “la logica del rispetto delegittimando le istituzioni perché ci facciamo del male tutti. Non scassiamole, rispettiamole”. Dopo aver difeso Napolitano, punta il dito contro “l’atteggiamento di chi cerca di
delegittimare il Governo”. Quanto alla crisi economica, il numero uno di Confindustria è convinta che “l’Italia possa uscire per prima dalla crisi economica” spiegando che “il peggio è alle spalle, adesso possiamo dirlo con serenità, ci sono alcuni segnali chiari in questo senso anche in Europa oltre che da noi. La situazione – continua Marcegaglia – sta migliorando, stiamo uscendo dal tunnel della recessione ma la crisi non è finita, ci aspetta ancora un periodo complicato ma non ci aspettano catastrofi”, conclude. Secondo la leader di Confindustria sono necessarie anche nuove regole per la finanza e “i banchieri devono fare il loro mestiere di banchieri e non creare castelli di carta che poi cadono con effetti dirompenti come abbiamo visto”.
Al termine del discorso della Marcegaglia è Silvio Berlusconi a salire sul palco.
Il suo intervento inizia come sempre con toni sommessi, quasi conviviali. Dapprima invita Marcegaglia a fare il suo vice. “E’ il ministro honoris causa all’attuazione del programma. Dato che non ho un vicepresidente del Consiglio mi piacerebbe che Emma potesse venire a farlo. Siamo sempre andati d’accordo”. Il primo ministro assicura che “il Governo andrà avanti fino alla fine della legislatura per i prossimi 3 anni e mezzo” e che “farà le riforme necessarie”. Ma, “c’è una cosa su cui – sottolinea il Cavaliere – non sono d’accordo con il presidente Marcegaglia: non si può mettere sullo stesso piano chi attacca e chi è attaccato. Io non ho mai attaccato nessuno. C’è una frangia della magistratura che mi attacca da 15 anni ma io voglio garantire a tutti che il Governo continuerà a lavorare, abbiamo una maggioranza forte e coesa che governa legittimamente. Vogliono fare come nel 1994 – accusa – quando mi fu consegnato… come si chiama?… un avviso di responsa… ah, di garanzia. Capite che non ho simpatia per certe cose…”. Questa volta andrà diversamente, sostiene, soprattutto perché “il Governo ha la maggior legittimazione di tutti i governi occidentali. Siamo al 54% e il sottoscritto al 68,7%, un record storico dei consensi secondo i sondaggi. Non solo abbiamo la maggioranza in Parlamento, ma in tutti i momenti elettorali successivi abbiamo accresciuto il consenso. Abbiamo portato via Roma alla sinistra – ricorda Berlusconi – abbiamo preso l’Abruzzo, la Sardegna e la Sicilia e con le amministrative siamo passati da 5 a 22 milioni di cittadini amministrati da noi”. Per quanto concerne il prossimo appuntamento elettorale con le Regionali di marzo, Berlusconi spiega che “avremo un grande risultato di conferma degli italiani nei confronti di questo Governo”. Agli imprenditori, il Cavaliere chiede di ribellarsi all’”agire anti-italiano”, perché chi getta discreto sull’Italia lo getta anche sui prodotti e sulle imprese italiane. “Il discredito non si getta solo sul presidente del Consiglio – dice – ma va anche ai nostri prodotti, alle imprese, al made in Italy. Se voi siete le colonne della produzione, ci vorrebbe una ribellione nei confronti di questo agire anti-italiano”. E rivolgendosi direttamente agli industriali dice: “Voi pensate a creare benessere, per la libertà e la democrazia ‘ghe pensi mi”.

Congresso Democratico. La convenzione nazionale del Partito Democratico, tenutasi ieri, ha visto ancora una volta il riemergere di antiche rivalità e dell’astio tra i leader. Protagonisti Dario Franceschini e Massimo D’Alema. Un botta e risposta molto duro. “Bersani è l’uomo giusto per costruire il partito. Domenica non ha attaccato nessuno, ha criticato Berlusconi ma ha anche parlato di cose che servono all’Italia. Non ha mai litigato con nessuno, è uno che anziché seminare zizzania si occupa dei problemi degli italiani” sostiene Massimo D’Alema in una intervista rilasciata a “Orzo”, il programma webtv di Diego Bianchi detto Zoro. “Se alle primarie dovesse vincere Franceschini si rischia un turbamento tra gli iscritti” ha proseguito D’Alema. “Ho la passione per la barca a vela, non rinuncerei alla mia barca per due punti di popolarità in più. Il Pci era un partito serio. Non c’era questo qualunquismo” continua D’Alema. Il presidente della Fondazione ItalianiEuropei aggiunge anche che “Franceschini raccoglie quasi tutta la nomenklatura del partito: Marini, Rutelli, Fassino, Veltroni, persone carissime, tutti amici miei, ma vanno cambiate perché i risultati sono stati negativi. Non voglio fare lo scontro con Franceschini, non m’interessa. Ma è curioso che per andare sui giornali abbia bisogno di attaccare me. Forse questa è una delle ragioni per cui è meglio cambiare segretario. Franceschini – conclude – ci ha detto che serve più opposizione. Lui è stato il vicesegretario e poi il segretario di questo partito. Non abbiamo fatto abbastanza opposizione? Ci spieghi perché, non può venire lì a protestare. C’è un problema di accountability”. L’ex premier, che sostiene Bersani, ha parole di stime anche per il terzo candidato alla segretaria del Pd, Ignazio Marino: “È il nuovo e porta nella competizione persone che forse non ci sarebbero state”. Dario Franceschini, intanto, affida a Twitter la sua replica: “D’Alema è fantastico. Dice che se verrò eletto io gli iscritti se ne andranno dal Pd. Io rispondo che non è vero e lui dice che l’attacco”. In seguito, ad Avellino, ai cronisti che gli chiedevano chiarimenti, Franceschini spiega: “Ho solo risposto ‘stai tranquillo. Chiunque vinca, gli elettori non andranno via’, perché amano questo partito”.

Riforma della scuola. Allo studio c’è uno scivolo di due anni da accordare ai docenti alle soglie della pensione. La norma favorirebbe, al termine di questo anno scolastico, il pensionamento anticipato di un alto numero di insegnanti di ruolo al fine di evitare che anche nel 2010 rimangano disoccupati diverse migliaia di precari. La formalizzazione del provvedimento sarebbe avvenuta attraverso un emendamento alla finanziaria del senatore del Pdl Giuseppe Valditara: “Si tratta – spiega il senatore – di un emendamento per incentivare il pensionamento dei docenti attraverso l’abbuono di due anni di contributi figurativi per arrivare a una soglia di pensione prima del previsto. L’obiettivo è chiaramente liberare nuovi posti di lavoro nel mondo della scuola”.
La modifica non confligge con l’emendamento salva-precari approvato nei giorni scorsi dal Governo al fine di assegnare, per la prima volta ai dipendenti a tempo determinato della scuola, degli ammortizzatori sociali: gli assegni andranno corrisposti a tutti quei precari che lo scorso anno svolsero supplenze di lunga durata, ma quest’anno, a seguito dei tagli agli organici, sono rimasti senza contratto. “Credo che in questa situazione di crisi – dice Valditara – non si sarebbe potuto fare di meglio”.

Carmine Finelli

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