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Med&Medio Oriente. Turchia, no ad Israele Il petrolio non sarà più prezzato in dollari

ottobre 12, 2009 di Redazione 

Entro nove anni i Paesi del Golfo, con il sostegno di Russia, Cina, Francia, Giappone puntano a spezzare il dominio della valuta americana nel commercio del greggio, passando ad un gruppo di altre monete, tra cui l’euro. Sul quale saranno basate d’ora in poi le riserve “estere” dell’Iran: l’ultimo Paese a compiere questo passo, l’Iraq, fu presto colpito dall’offensiva anglo-americana. E poi, alcuni ufficiali del Paese della mezzaluna avrebbero chiesto alle forze israeliane di astenersi dall’invio di propri jet a causa dell’attività militare di Tel Aviv nella Striscia. Contemporaneamente, la Turchia avvia le relazioni diplomatiche con i vicini armeni. Si prepara un vertice siriano-saudita per l’indipendenza del Libano. L’Iraq firma un contratto per l’incremento della produzione del giacimento petrolifero di Rumaila con britannici e cinesi. Spira anche un vento di apertura e distensione, dunque, dal Medio Oriente. Gli ultimi sette giorni nell’appuntamento classico del giornale della politica italiana con la rassegna stampa del lunedì di Luana Crisarà. Da non perdere.           

Nella foto, barili di petrolio e dollaro: un binomio che potrebbe essere spezzato

Rassegna stampa Mediterraneo e Medio Oriente

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di Luana CRISARA’

Haaretz 11 ottobre 2009

Turchia fa naufragare esercitazione aerea con Israele

Ankara ha annunciato sabato la cancellazione dell’esercitazione aerea in Turchia, che doveva includere Israele assieme ad Italia, Stati Uniti ed altre forze della Nato. Fonti del Ministero degli Esteri israeliano riferiscono che alcuni ufficiali militari turchi hanno chiesto alle forze israeliane di astenersi dal mandare i propri jet, a causa dell’attività militare di Tel Aviv nella Striscia di Gaza. Italia e Stati Uniti hanno ritirato la loro partecipazione all’esercitazione, che è stata quindi revocata.

Al Jazira 11 ottobre 2009

Abu Mazen giustifica rinvio rapporto Goldstone e chiede assemblea straordinaria Onu

Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Abu Mazen, ha tenuto un discorso durante il quale ha giustificato l’appoggio che ha dato al rinvio del voto sul rapporto Goldstone, riguardante la guerra di Gaza. Il leader ha dichiarato di aver avuto richieste in questo senso da alcuni Stati arabi e musulmani facenti parte del Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu che deve vagliare il rapporto e di aver subito pressioni da parte di Stati Uniti, Russia e Cina. Abu Mazen ha dichiarato di aver già dato disposizioni al rappresentante palestinese all’Onu affinché venga organizzata un’assemblea straordinaria in cui si voterà sul rapporto.

Arabian Business 11 ottobre 2009

L’Iraq valuta le offerte di Exxon e Lukoil per sviluppare giacimento petrolifero

Il ministro iracheno del petrolio sta esaminando le offerte delle compagnie Exxon Mobil e Lukoil per il giacimento petrolifero a West Qurna, a sud dell’Iraq, uno dei tanti siti che Baghdad non è riuscito ad assegnare durante l’asta di giugno scorso. L’asta è stata la colonna portante del tentativo iracheno di ravvivare l’industria del petrolio. Per West Qurna l’Iraq aspetta anche una proposta dalla francese Total, ha inoltre ricevuto un’offerta dall’italiana Eni per il giacimento petrolifero di Zubair, anch’esso non assegnato a giugno.

Le Monde 10 ottobre 2009

Al via le relazioni diplomatiche tra Turchia ed Armenia

I governi di Turchia ed Armenia hanno firmato oggi un documento che prevede la normalizzazione delle relazioni bilaterali, lo scambio di missioni diplomatiche e l’apertura, in due mesi, della loro frontiera comune, chiusa dal 1993. Fino all’ultimo momento la firma del protocollo tra Ankara ed Erevan era rimasta incerta, a causa di contrasti dovuti alla questione del genocidio del 1915 in cui morirono più di un milione di armeni nella penisola anatolica, termine, genocidio, che la Turchia contesta tutt’oggi. L’accordo, stipulato sotto gli auspici della Svizzera, prevede la creazione di sette sottocommissioni, che si occuperanno di scambi commerciali, energia, educazione, ambiente, salvaguardia del patrimonio e anche una sottocommissione storica, incaricata di studiare in modo scientifico ed imparziale i dati storici e gli archivi, per definire i problemi attuali, senza citare formalmente il genocidio nel testo.

Al Jazira 9 ottobre 2009

Iraq firma importante contratto petrolifero

Le autorità irachene hanno firmato un contratto giovedì con la britannica Bp e la cinese Cnpc per incrementare la produzione del giacimento petrolifero di Rumaila, in Iraq, nell’ambito degli sforzi iracheni per rinnovare il settore petrolifero. L’accordo, per essere valido ha bisogno dell’approvazione finale del governo. Questo è il primo grande accordo ‘controcorrente’ tra l’Iraq e una compagnia petrolifera straniera dalla nazionalizzazione dell’industria petrolifera irachena avvenuta circa 40 anni fa.

Asharq al-Awsat 9 ottobre 2009

Vertice siriano-saudita, sì al governo di unità in Libano

Il presidente siriano, Bashar al-Asad e il sovrano saudita in visita in Siria, re Abdullah hanno deciso di rafforzare le relazioni politiche culturali ed economiche tra i due Paesi. Il comunicato stampa, divulgato alla fine della visita, ha ribadito l’importanza di raggiungere lo scopo di unità e indipendenza in Libano, attraverso l’accordo delle varie fazioni e di sveltire il processo per la formazione di un governo di unità nazionale. Durante i colloqui i due leader hanno anche affrontato la questione dell’ebraicizzazione di Gerusalemme e la guerra nello Yemen.

Today’s Zaman 6 ottobre 2009

Fiat, abbiamo dominato il mercato turco nel 2009

L’italiana Fiat ha dichiarato di aver dominato il mercato automobilistico in Turchia con la vendita di 66 mila vetture nei primi tre quarti del 2009. Fiat ha inviato un comunicato stampa in cui ha annunciato di aver venduto 14.663 automobili solo a settembre. Ha inoltre detto di aver già superato le vendite effettuate durante il 2008, che sono ammontate a poco più di 61 mila veicoli. Fiorino, Doblò, Linea, Albea Sole e Palio Sole, tutti modelli prodotti nelle industrie di Bursa, in Turchia, sono stati i più venduti.

The Indipendent 6 ottobre 2009

La morte del dollaro. Il piano per fermare l’uso della valuta Usa nel commercio del petrolio

Durante il cambiamento finanziario più profondo nella storia del Medio Oriente, gli stati del Golfo – assieme a Cina, Russia, Giappone e Francia – stanno pianificando di spezzare il predominio del dollaro nel commercio del greggio, passando ad un gruppo di valute, tra cui yen giapponese, yuan cinese, euro, oro e un’altra valuta prevista per i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), composto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar, Bahrein, Oman. Il piano, confermato da fonti finanziarie del Golfo e cinesi ad Hong Kong, porterà in nove anni ad un nuovo ordine finanziario in cui il petrolio non sarà più prezzato in dollari. L’Iran ha annunciato lo scorso mese che da quel momento le sue riserve di valuta estera saranno in euro anziché dollari. L’Iraq, l’ultimo Paese produttore di petrolio in Medio Oriente che ha deciso di vendere il greggio in euro anziché in dollari, è stato invaso da America e Gran Bretagna.

Luana Crisarà

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