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L’intervento. Partito Democratico, primarie? No, grazie F. Rondolino

ottobre 12, 2009 di Redazione 

Il dibattito congressuale del Partito Democratico oggi è solo sul giornale della politica italiana. L”editorialista de “la Stampa” “risponde” al nostro Adinolfi che su queste pagine (vedi “Settegiorni” di stamane) nel difendere l’istituto del voto partecipato allargato a tutti gli elettori Democratici lo aveva criticato per aver «speso buona parte del suo tempo (nel corso della puntata di oggi di “Omnibus”, ndr) a provare a smontare la figura di Dario Franceschini». Ma la contrapposizione è infine proprio tra le due visioni in campo (in tema di democrazia interna) in questo congresso del Pd: quella all’americana, del segretario uscente e di Veltroni, che vuole un partito strutturato e radicato ma in grado di aprirsi e di interagire con la società; quella tradizionale all’italiana, per così dire, che l’ex portavoce di Massimo D’Alema ai tempi di Palazzo Chigi ben spiega in questa nota. Sentiamo.

Nella foto, Fabrizio Rondolino ospite del talk show di approfondimento politico del mattino de La7

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di FABRIZIO RONDOLINO

Il nuovo segretario del Partito democratico è Pierluigi Bersani. È stato eletto dal 55,13% degli iscritti, che hanno votato in 7221 congressi di circolo. Per quanto mi riguarda, il congresso del Pd finisce qui. Auguri a Bersani, e adesso proviamo a fare un po’ di politica, se ne siamo ancora capaci.

Non esiste al mondo nessun club, associazione, confraternita o bocciofila il cui responsabile non venga eletto dai propri membri, iscritti o tesserati: figuriamoci un partito. Negli Stati Uniti le “primarie” si convocano per scegliere il candidato alla Casa Bianca, non il segretario del partito; e vi possono partecipare, salvo rarissime eccezioni, soltanto gli elettori che si sono precedentemente registrati per quel partito.

È dunque un unicum mondiale la bizzarra procedura seguita in questi giorni dal Pd per scegliere il suo nuovo leader: sabato 25 ottobre Silvio Berlusconi, o Beppe Grillo, o Antonio Di Pietro potrebbero presentarsi al gazebo sotto casa e votare per il segretario che preferiscono. In compenso, l’opionione di alcune centinaia di migliaia di militanti non conta nulla.

È ora di dire basta al fanciullesco autolesionismo “democratico”. I partiti, secondo la Costituzione repubblicana, sono l’articolazione concreta della democrazia: sono cioè il luogo in cui i cittadini prendono parte alla decisione politica. Iscriversi ad un partito non è obbligatorio; farlo comporta alcuni doveri e alcuni diritti. È insultante chiedere ad un militante di attaccare un manifesto, e poi impedirgli di scegliere chi vuole come segretario. L’idea che esista una “società civile” buona al di fuori dei partiti, e che i partiti siano un ricettacolo di clientele e malaffare, è puro fascismo. Ritenere che chi ha la tessera conti meno di chi s’imbatte per caso in un gazebo, significa vergognarsi di se stessi e della propria storia.

Gli italiani non chiedono al Pd di votarne il segretario: chiedono un’opposizione forte, credibile, seria, pragmatica, intelligente. Dei gazebi veltroniani agli italiani non importa un fico secco: vogliono un’alternativa di governo, una via d’uscita alla crisi, una nuova prospettiva per il Paese. È avvilente constatare che un presidente del Consiglio in estrema difficoltà si trovi di fronte un’opposizione ripiegata sul proprio ombelico, preda di una straordinaria furia autolesionista, muta e sorda e cieca.

Per quel che vale il mio voto, non mi sento di avallare una procedura insensata, ridicola, patetica. Sono stato iscritto al Pci e ho un grande rispetto dei partiti e dei loro militanti: non posso dunque non rispettare i 255.189 compagni e amici che hanno eletto Bersani segretario del Pd.

FABRIZIO RONDOLINO

Commenti

One Response to “L’intervento. Partito Democratico, primarie? No, grazie F. Rondolino

  1. Titto on ottobre 13th, 2009 11.00

    Pienamente d’accordo! E’ semplicemente folle pensare che chiunque – a prescindere dalle proprie idee politiche e dalla relativa appartenenza storica e culturale – possa prendere parte attivamente all’elezione del segretario nazionale di un partito… è folle pensare che un pidiellino possa presentarsi ai gazebo e votare. Per chi… poco importa.
    Se questa è la visione, allora viene meno l’idea stessa di un partito…

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