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***L’opinione delle grandi firme***
LETTERA APERTA ALLE VELINE DI “STRISCIA”
di GAD LERNER

ottobre 10, 2009 di Redazione 

Il conduttore de “L’Infedele”, in prima linea in questi mesi nel difendere e nel riaffermare la dignità delle donne, lottando contro il modello televisivo che si è fatto spazio negli ultimi trent’anni grazie in particolare alla televisione commerciale, si rivolge idealmente a Costanza Caracciolo e Federica Nargi, le due ragazze del programma satirico di Antonio Ricci in onda ogni sera su Canale5, dopo il tiggì, proponendo loro questa “visione dei fatti”. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Cara Costanza Caracciolo e cara Federica Nargi,se fossi un battutista come il vostro datore di lavoro Antonio Ricci me la caverei esultando: dopo 21 anni di silenzio (telepromozioni a parte) c’è voluta la denuncia dell’Infedele per dare finalmente la parola alle Veline! Ma non sarei sincero. Il vostro videomessaggio ammiccante, con le solite finte risate in sottofondo, mi ha messo tristezza.
Certo, siete ragazze deliziose, come mi ha detto con un sorriso mia moglie Umberta. Ma temo abbia ragione l’amica che mi ha scritto per sms: “Ragazzine imboccate con le parole del padrone, schiave radiose”.
Vi hanno registrate, per precauzione, come inserto separato. Evitandovi, se non altro, di parlare sul tavolo che da anni calcate in veste di taciturni soprammobili. Facciamo pure finta che fosse vostro il testo che leggevate sul gobbo, e nel quale vi siete definite come donne del varietà che fanno la parodia del giornalismo. Il vostro datore di lavoro, Antonio Ricci, prospera da un quarto di secolo su questa ambiguità: si compiace quando lo incensano, e lo premiano, come autore di giornalismo controcorrente, alternativo, nemico del potere; per trincerarsi lesto dietro il paravento della satira e del varietà quando dovrebbe giustificare l’uso furbesco e degradante che fa di voi. Così Antonio Ricci, formidabile ideologo e finanziatore del berlusconismo, perpetua la versione televisiva dell’Italietta misogina e guardona in cui la donna deve apparire oca e sottomessa per la gioia dei potenti e delle masse. Accampa la scusa di fare il verso al giornalismo che strumentalizza il corpo della donna per vendere di più ma, lungi dal criticarlo, lo adopera a più non posso per confezionare i programmi più visti della tv italiana.
Noi non facciamo spogliarelli, dite. E’ vero: per selezionarvi tra migliaia di aspiranti Veline, il vostro datore di lavoro richiede che vi presentiate davanti alle telecamere, in prima serata, già spogliate. Altrimenti come farebbe a scegliervi? Poi naturalmente Antonio Ricci è il primo a ironizzare sul paese in cui la massima aspirazione delle giovani donne è diventare Velina. Ma che bravo rivoluzionario!
Vi auguro tanta felicità,

GAD LERNER

Commenti

One Response to “***L’opinione delle grandi firme***
LETTERA APERTA ALLE VELINE DI “STRISCIA”
di GAD LERNER

  1. laura on ottobre 11th, 2009 23.13

    Mi rifaccio alla sua lettera alle veline. Con tutti i problemi che hanno le donne nell’ambito lavorativo in Italia, mancanza di asili, stipendi inferiori ai colleghi maschi, carriere chiuse ne chi ne ha più ne metta, lei va a pensare alle veline. Ma che cavolo gliene importa. ma che noia le danno. Ci sono ragazzine sfruttate nella prostituzione, nell’accattonaggio non le viene in mente di pensare a far cessare questo mercato. Si vede che la grande firma non sa proprio di che parlare. complimenti!!!
    Comunque, Striscia la notizia è un programma di una televisione che al cittadino comune non costa nulla. Se non piace si gira canale. Pensi a quelle cavolate che ci impongono alla tv di Stato superpagate dai finanziamenti pubblici e dagli abbonati (costretti a pagare). Ma è chiaro per l’infedele non valgono la partita. L’importante nella vita è dir male di Berlusconi e delle sue tv. Come siete noiosi.

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