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Il caso. Nave dei veleni, il Governo intervenga ora di Franco Laratta

ottobre 10, 2009 di Redazione 

Il deputato del Partito Democratico sceglie ancora una volta il “suo” giornale della politica italiana per dire la sua sulla vicenda del mercantile ritrovato sul fondo del mare di fronte alle coste della Calabria, «che sarebbe il relitto della Cunski, una delle navi inabissate dai trafficanti internazionali di rifiuti tossici tra gli anni ottanta e la metà degli anni novanta, con sospette gravi complicità e connivenze di mafie locali e di apparati dello Stato». I fusti conterrebbero appunto materiale tossico, forse addirittura radioattivo, e il rischio è di un disastro ambientale, in grado di riguardare tutto il Tirreno fino, a nord, alle coste della Liguria. Le denunce degli ambientalisti, che da anni lanciano l’allarme sulla pratica degli affondamenti per smaltire i rifiuti, gettano un’ombra ulteriore sul caso. Sentiamo. 

Nel disegno, l’onorevole Franco Laratta

«Il Pd si mobilita per ottenere un intervento urgente del Governo
Ci troviamo davanti ad una vera e propria emergenza nazionale»

 

di FRANCO LARATTA*

I parlamentari del Pd delle commissioni Ambiente, Antimafia, Rifiuti e gli eletti in Calabria, sono stati convocati mercoledì alla Camera dal Capogruppo Antonello Soro. All´ordine del giorno la questione della nave dei veleni di Cetraro e le azioni del partito e dei parlamentari del Pd per richiamare l´attenzione del Governo sull´estrema gravità del problema.

Per tutto quanto è emerso, credo che ormai sia chiaro che ci troviamo davanti ad una vera e propria emergenza nazionale, che il Governo fa finta di non sapere e di non vedere a oltre un mese dello scoppio della vicenda di Cetraro. Il Governo sarà responsabile morale del disastro ambientale e della salute dei cittadini, se non interviene immediatamente.

Il Pd nazionale e i suoi eletti al Parlamento hanno deciso la massima mobilitazione in tutte le sedi istituzionali nazionali e locali, per ottenere:

1) – Il sequestro immediato del relitto del mercantile carico di fusti, ritrovato al largo di Cetraro (che sarebbe quello della Cunski, una delle navi inabissate dai trafficanti internazionali di rifiuti tossici tra gli anni ottanta e la metà degli anni novanta, con sospette gravi complicità e connivenze di mafie locali e di apparati dello Stato);

2) – Che il Governo intervenga con una informativa urgente in Aula di Montecitorio durante la quale riferisca quello che sa e quello che intende fare;

3) – L´immediata messa in atto di una task-force specializzata alla quale fornire tutte le risorse finanziarie necessarie, i mezzi e le tecnologie più efficaci per far luce su questa gravissima vicenda, per giungere al recupero del relitto di Cetraro e per bonificare e mettere in sicurezza l´intera area interessata;

4) – La tutela della salute dei cittadini e dell´ecosistema marino attraverso un´attività di ricognizione e di interventi straordinari;

5) – Il massimo sostegno alla DDA di Catanzaro e alla Procura di Paola impegnate nel difficile compito di fare chiarezza sulla vicenda della nave affondata al largo delle coste di Cetraro e del suo carico sospetto, nonché sulla presenza di materiale radioattivo nelle località di Serra d´Aiello e Aiello Calabro;

6) – Aiuti economici e sostegno alle imprese legate alla pesca e alle attività produttive nei posti interessati, considerato che da oltre un mese l´intera economia della zona risulta paralizzata e le famiglie versano in condizioni ormai non più sopportabili.

Credo che siano tutti i presupposti affinchè il Governo dichiari lo stato di calamità e di emergenza nazionale in quanto:

1) – Quasi tutte le regioni costiere del nostro paese possono essere compromesse. In particolare, gli affondamenti sembrano riguardare particolarmente sette regioni: Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia;

2) – Da almeno quindici anni le associazioni ambientaliste denunciano, attraverso la redazione di circostanziati dossier, l´esistenza di una vicenda dai contorni allarmanti, legata allo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, anche radioattivi, negli abissi marini attraverso l´affondamento dei vettori;

3) – Secondo le denunce di Legambiente e degli ambientalisti tedeschi, sembra che l´affondamento in mare di rifiuti tossici sia una pratica condotta ancora oggi. La denuncia si riferisce ad un fatto grave accaduto al largo dell´Isola d´Elba nel mese di luglio di quest´anno, che è stato documentato ampiamente.

4) – Dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e dai riscontri delle inchieste avviate risulta evidente che siamo di fronte a un vero e proprio intrigo internazionale di dimensioni inquietanti sul quale occorre fare luce prima possibile coinvolgendo gli altri Paesi e gli organismi sovranazionali competenti.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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