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Lodo Alfano. Ora la riforma della giustizia. Per tutti di Luigi Crespi

ottobre 8, 2009 di Redazione 

Prosegue il racconto (intrecciato) su due livelli (temporali) del fatto dell’anno per la politica italiana: da un lato le ore decisive e successive la decisione della Consulta, con le reazioni in casa Berlusconi, ricostruite satiricamente dalla  matita di theHand nelle tre vignette che vi stiamo proponendo (dopo il commento, in arrivo la terza e conclusiva); dall’altro il passato (che abbiamo visto con Sarubbi), il presente (che vediamo ora) e il futuro del Governo, della maggioranza e della politica italiana dopo la svolta di ieri. Il presente, dunque. A rappresentarlo è il nostro Luigi Crespi, che analizza le possibili soluzioni e conclude così: Berlusconi deve senz’altro rinunciare alla tentazione plebiscitaria (che perseguirebbe andando ad elezioni anticipate) e, piuttosto, cercare di utilizzare il consenso che continua ad avere per risolvere i veri problemi alla radice del Lodo: quelli della giustizia (per tutti) in Italia. Subito. Sentiamo.

Nell’immagine, il grande Luigi Crespi. Il blog personale all’indirizzo http://luigicrespi.clandestinoweb.com

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di LUIGI CRESPI

Dopo la bocciatura del lodo Alfano quali sono gli scenari che si prospettano dinnanzi a noi? Difficile dirlo, reazioni e azioni sembrano susseguirsi senza una logica. Da una parte abbiamo una magistratura inefficiente con giudici che hanno fatto del proprio ruolo un uso politico e dall’altra abbiamo un’opposizione divisa che spesso ha utilizzato la magistratura come strumento per colpire gli avversari politici e poi c’è Berlusconi che negli ultimi anni ha vinto tutte le elezioni e gode di un oggettivo consenso popolare, di un ampio margine parlamentare e si comporta come un topo in trappola.

La domanda è se Berlusconi riuscirà a mantenere il consenso dell’opinione pubblica e come questo sarà utilizzato. Con le elezioni regionali tra qualche mese, sicuramente non ha la necessità di chiamare a sé un plebiscito, quindi non credo che opterà per l’avventurosa strada delle politiche, anche perché non capisco come le giustificherebbe alla gente con il margine parlamentare che ha.

Quindi come dicevo è più probabile che utilizzi le regionali per chiamare un referendum su se stesso, anche se reputo che questo terreno sia pieno di insidie, soprattutto interne al suo schieramento. Certamente credo che attaccare il capo dello Stato, insultare Rosy Bindi e mostrare la sua ira funesta sia di quanto più inutile e sbagliato si possa fare. Bisognerebbe che qualcuno gli dicesse – ma dubito che intorno a lui ci sia chi possa manifestarsi in tal senso – che il lodo Alfano rappresenta una soluzione sbagliata a dei problemi veri, ancora una volta una soluzione ad personam. Intervenire sul principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, avrebbe risolto maldestramente solo i problemi giudiziari del premier, mentre la giustizia è un tema che riguarda tutti i cittadini italiani poichè versa in condizioni disperate, senza che nessuno abbia il coraggio di metterci le mani.

Berlusconi quindi ha di fronte una grande possibilità, quella di utilizzare il consenso per mettere finalmente mano a una grande riforma. L’alternativa è quella di continuare a vivere nel bunker dorato e contribuire alla destabilizzazione delle istituzioni che lo porterà ad un lento logoramento e che genererà nell’opinione pubblica un’insofferenza che troverà sbocco non appena a Berlusconi vi sarà un’alternativa. E tutti sappiamo che in politica gli spazi vuoti vengono subito riempiti.

LUIGI CRESPI

Commenti

2 Responses to “Lodo Alfano. Ora la riforma della giustizia. Per tutti di Luigi Crespi

  1. Gionata Pacor on ottobre 8th, 2009 17.25

    Come diceva uno che se ne intendeva, da oggi varrà la regola “chi non ha mai peccato si candidi alla Presidenza del Consiglio”.

  2. Domenico D'Agostino on ottobre 9th, 2009 14.00

    Il “grande sondaggista” non smette di stupire.
    Non è vero che ” abbiamo una magistratura inefficiente con giudici che hanno fatto del proprio ruolo un uso politico”: l’inefficienza del’amministrazione della giustizia è dovuta alla mancancanza di mezzi e disposizioni legislative atte a rendere più moderno e veloce la relativa attività. L’uso politico delle sentenze e, persino, dei procedimenti, è fatto, da molti anni, e con Berlusconi in modo parossistico, da politici che tengono alle loro carriere più che alla propria dignità e al valore della giustizia.
    Non è vero che “abbiamo un’opposizione divisa che spesso ha utilizzato la magistratura come strumento per colpire gli avversari politici”: non risulta esserci una fonte per questo sgangherato e propagandistico giudizio.
    Non è vero che “c’è Berlusconi che negli ultimi anni ha vinto tutte le elezioni e gode di un oggettivo consenso popolare, di un ampio margine parlamentare e si comporta come un topo in trappola”: Berlusconi è stato sconfitto due volte da coalizioni guidate da Prodi. Il consenso popolare si valuta dopo le elezioni e, per quanto riguarda il “topo”, in effetti si tratta di un uomo vanesio, arrogante, presuntuoso e prepotente convinto di essere “primus super pares”, (figuriamoci i “non pares”!), e di non dover rispondere dei reati dei quali è accusato, come gli altri esseri umani.

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