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Consulta sul Lodo Alfano: “E’ illegittimo” E ripartono i due processi a Berlusconi

ottobre 7, 2009 di Redazione 

Dopo due giorni di camera di consiglio, ecco il verdetto: la Corte costituzionale boccia l’immunità alle prime quattro cariche dello Stato voluta dal premier. Due le violazioni alla base della decisione: rispetto all’art. 138 della Costituzione che richiede una legge costituzionale e non ordinaria per un provvedimento del genere; all’art. 3, che vigilia sul principio di uguaglianza. La sentenza della Corte mette fine alla sospensione e consente la riapertura dei due procedimenti a carico del presidente del Consiglio: nel caso Mills per corruzione in atti giudiziari e per reati societari nell’acquisto di diritti tv per Mediaset. Il servizio di Francesco Carosella.

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di Francesco CAROSELLA

La Corte Costituzionale boccia il lodo Alfano. Nel pomeriggio i giudici riuniti in seduta plenaria hanno giudicato illegittima rispetto alla Costituzione la legge che sospende i processi a carico delle prime quattro cariche dello Stato. La delibera della Consulta arriva dopo due giornate intense in Camera di consiglio. Una delle decisioni più importanti degli ultimi anni per la politica italiana. Decisione non facile, ottenuta a maggioranza dopo uno scontro sofferto tra i membri favorevoli e contrari al lodo.

Il provvedimento promosso dal Governo e da Silvio Berlusconi, unica delle quattro cariche istituzionali ad avere pendenze giudiziarie, è stato infine ritenuto incostituzionale per violazione dell’art. 138 che prevede l’obbligo di far ricorso ad una legge costituzionale e non ad una ordinaria e per violazione dell’art. 3 che sancisce il principio di uguagliaza.

La pronuncia dei giudici costituzionali avrà come effetto la riapertura dei due processi a carico del premier per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

A nulla sono servite le parole di Umberto Bossi che poche ore prima della sentenza aveva annunciato che in caso di esito negativo si sarebbe “trascinato il popolo”. Ancora oggi il ministro della Giustizia Angelino Alfano aveva nuovamente difeso il disegno di legge per il quale “riteniamo di avere applicato tutti i precetti della precedente sentenza della Consulta”. Bossi insieme ad Alfano, Calderoli e Letta hanno atteso nel pomeriggio in un incontro con il premier a Palazzo Grazioli la decisione della Corte.

Non era preoccupato il deputato del Pdl Gianni Pecorella che ha difeso le ragioni del lodo Alfano di fronte ai giudici: “Il risultato non cambia il quadro politico, qualunque esso sia. Se fosse negativo, non sarebbe una sentenza di condanna per Berlusconi, ma riaprirebbe soltanto i processi. Quindi il ricorso alle urne non avrebbe senso, anche perché abbiamo già ora una forte maggioranza e la legislatura deve andare avanti”.

Di differente avviso il leader del Pd Dario Franceschini che a Ballarò aveva sostenuto che la bocciatura del lodo Alfano “potrebbe spingere Silvio Berlusconi a reagire in modo poco democratico”.

Francesco Carosella

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