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Retroscena. Le iniziative rompano l’accerchiamento di A. Torchiaro

ottobre 7, 2009 di Redazione 

La sentenza sul lodo Mondadori, il risarcimento record. Patrizia D’Addario e il Casoria-gate. La sindrome da accerchiamento, appunto, è ormai divenuta un fastidioso compagno (non troppo) segreto per Berlusconi. Anche perchè alla radice di tutto ci sarebbe un «viscidone» (parole della Lega) che muove le leve del potere. Dall’interno. L’idea del Complotto («con la c maiuscola») prende piede in casa del Cavaliere come non era mai accaduto prima. A raccontarcelo è Aldo Torchiaro, volto di Red Tv e nome di peso del nostro giornalismo politico, che comincia con questo pezzo la sua autorevole collaborazione con il Politico.it. L’articolo è uscito anche sull’edizione di oggi dei quotidiani locali di E Polis. Assolutamente da non perdere. Sentiamo.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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di ALDO TORCHIARO

Oppositori, non opposizione. Nella parola usata da Silvio Berlusconi si annida la natura vera di un sospetto la cui ombra sta prendendo forma. “Gli oppositori non l’avranno vinta”, ha tuonato il premier. A chi si rivolge? Non al Pd, che è ridotto a brandelli, né a Di Pietro che non ha i numeri per fare alcunché. Si rivolge a chi ordisce le trame di un Complotto, con la c maiuscola. “Dobbiamo rappresentare i diritti di una maggioranza oppressa”, gli ha dato manforte Maurizio Sacconi, che ha chiesto ai suoi colleghi ministri di “non farsi intimidire”. Ci sarebbe qualcuno che dal Palazzo (quello che conta, mica il Parlamento: Palazzo Chigi e addirittura Palazzo Grazioli) starebbe tramando contro il Cavaliere. Un combinato disposto di iniziative giudiziarie e campagne mediatiche, rivelazioni scandalistiche e sfibramento della maggioranza starebbe minando la stabilità del premier, tanto da far gridare i suoi al “golpe”.

Il risarcimento record dovuto dall’azienda di famiglia a Carlo De Benedetti sarebbe una tessera inestricabile da questo puzzle. I pesanti sospetti piovuti addosso al ministro siciliano dell’Ambiente, Prestigiacomo, proprio a ridosso della tragedia del dissesto messinese, non ne sarebbero estranei. La Lega Nord parla di un “viscidone” che manovra nell’ombra e agita le leve centrali del potere. A quest’eminenza grigia risponderebbero, all’unisono, stakeholder di primo piano nel mondo bancario, nel sistema giudiziario, nelle più alte sfere delle gerarchie porporate.

Ipotesi irreale? Il complotto del salotto in buona parte c’è perché c’è sempre stato: la tentazione di incidere sulle sorti della politica fino a rovesciare il responso delle urne non è nuovo, in Italia. Alla maggioranza oppressa si potrebbe però suggerire di non chiudersi in un fortilizio, di smetterla di cercare i nemici sotto il letto e di mettersi al lavoro per onorare davvero il consenso ricevuto: l’unico metodo per allontanare lo spettro del rovesciamento di fronte è quello di mantere solido il patto con gli elettori. Se l’occupazione tornerà a crescere, la crisi morderà di meno e le tasse, come chiede Marcegaglia, scenderanno, l’accerchiamento sarà rotto. Diversamente, si romperanno gli italiani.

ALDO TORCHIARO

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