Top

***L’opinione delle grandi firme***
IL FEDERALISMO DI LADY MORATTI
di GAD LERNER

ottobre 6, 2009 di Redazione 

Il richiamo è molto forte. Il Nord in particolare – ben rappresentato, in questo, dalla Lega - continua ad invocare una sempre più incisiva riforma dello Stato in senso federale. Ma, come ci racconta il conduttore de “L’Infedele”, può anche accadere che il sindaco di Milano e i maggiorenti Pdl nel capoluogo lombardo finiscano per rinunciare al diritto all’autodeterminazione per consegnare nelle mani del ministro Maroni (e quindi del Governo centrale) la patata bollente della decisione sull’ipotesi di costruzione della moschea milanese. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner

-

di GAD LERNER

Riunito nel salotto privato del sindaco di Milano, Letizia Moratti, i massimi esponenti milanesi del Pdl ieri hanno preso una decisione coraggiosa: hanno deciso di non decidere sull’oppurtunità o meno di costruire una moschea per i circa ottantamila musulmani milanesi e per i visitatori islamici del futuro Expò 2015. Preferiscono lavarsene le mani stabilendo, chissà perchè, che il dilemma venga risolto niente meno che dal ministro degli Interni, Roberto Maroni. Che coraggio! Che bell’esempio di autonomia locale e di federalismo all’italiana!

C’erano Ignazio La Russa, Maurizio Lupi, Luigi Casero, Guido Podestà, insieme a Letizia Moratti. Tutta gente che conta, in teoria. Ma è anche tutta gente impaurita, ondivaga, preoccupata di accarezzare il consenso degli elettori molto più che di fare di Milano una moderna metropoli europea, come tale capace di garantire la libertà di culto a tutte le confessioni dei suoi residenti. Poi si lamentano del peso eccessivo che la Lega sta assumendo nell’indirizzo politico del centrodestra. Si illudono magari di consegnare a Maroni una patata bollente, invece fanno solo l’ennesimo regalo al centralismo romano condito in salsa varesotta.

GAD LERNER

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom