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Settegiorni. Ghedini, De Benedetti, Santilli e primarie Fb di M. Adinolfi

ottobre 6, 2009 di Redazione 

E dopo le anticipazioni di Paolo Guzzanti, il giro d’orizzonte in sette punti sul giornale della politica italiana del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso. Come sempre il Politico.it in prima linea nel commentare in tempo reale con le proprie grandi firme ciò che avviene nella nostra politica. L’apertura di rubrica di oggi è quindi dedicata all’udienza di Ghedini e Pecorella che ha aperto i lavori della Corte costituzionale chiamata a decidere sulla costituzionalità o meno, appunto, del Lodo Alfano. Secondo Mario, sbaglia tutto l’avvocato del premier che punta sull’idea di un presidente del Consiglio “primus supra pares”, quando, scrive sempre la grande firma del giornale della politica italiana, avrebbe potuto efficacemente tentare la via dell’equiparazione del lodo a «meccanismi propri dell’immunità parlamentare». E’ questo il cuore del “Settegiorni” di oggi che si sofferma anche (punto tre) sulla sentenza sul lodo Mondadori, in cui anche è coinvolto Berlusconi, come raccontiamo nel Diario di ieri. Infine, il congresso Pd: che si gioca pure sul social network più diffuso nel nostro Paese, sul quale i sostenitori di Bersani – tra cui il consigliere del sesto municipio a Roma – invitano a portare 50 persone a votare per l’ex ministro alle primarie. «L’istituzionalizzazione dell’idea delle truppe cammellate», commenta Adinolfi che contrappone la linea dei franceschiniani e chiude con la scommessa di oggi. Buona lettura.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

1. L’arringa di Niccolò Ghedini davanti alla Corte costituzionale passera alla storia della giurisprudenza italiana per la teorizzazione del concetto di presidente del Consiglio come “primus supra pares”. Una solenne cazzata giuridica, un errore tecnico, bastava a Ghedini sostenere l’analogia del lodo Alfano con i meccanismi propri dell’immunità parlamentare o dell’irresponsabilità giuridica garantita al presidente della Repubblica, per difenderne i requisiti di costituzionalità. E invece Ghedini è voluto andare oltre. Sbagliando. E irritando ulteriormente l’Alta Corte. Comincio a pensare che Ghedini non sia granché intelligente, lo scivolone sul premier come “utlizzatore finale” di rapporti con prostitute non è stato a quanto pare un caso isolato. Forse Silvio Berlusconi dovrebbe cambiare avvocato.

2. La decisione della Consulta sul Lodo Alfano non arriverà, come molti speravano, oggi. Più facile che il dispositivo della sentenza venga reso noto domani.

3. Ritengo eccessivamente oneroso e oggettivamente vessatorio il risarcimento di 750 milioni di euro a favore di Carlo De Benedetti per il caso Mondadori. E’ vero, il giudice Vittorio Metta è stato corrotto da Cesare Previti, ma alla sentenza da lui emessa è stata riconosciuta “consistenza giuridica”. Dunque sulla sola mancata chance di avere un giudizio equo viene riconosciuto al padrone della Cir un risarcimento che vale più del 50% dell’intera capitalizzazione della Cir stessa. E’ chiaro che ora De Benedetti si dichiara pronto ad un accordo. Sa di aver ricevuto più di quanto sia giusto. Un risarcimento tra cento e duecento milioni di euro sarebbe stato più che accettabile.

4. Mancano meno di tre settimane alle primarie del Partito democratico. E non succede nulla di rilevante. Dario deve darsi una mossa.

5. Quelli di Bersani intanto si danno una mossa alla loro maniera. Gianluca Santilli, consigliere del sesto municipio di Roma, ha fondato un gruppo su Facebook. Titolo: “Io porterò cinquanta persone a votare per Bersani e Mazzoli il 25 ottobre”. Leggo il testo del suo messaggio: “Porta anche tu 50 persone a votare per Bersani e Mazzoli alle Primarie del 25 ottobre. Condividi questo link e invita tutti i tuoi amici, ma, soprattutto, impegnati a portare almeno 50 persone a votare per BERSANI e MAZZOLI alle primarie del 25 Ottobre! Ti ricordiamo che TUTTI possono votare alle primarie, non è necessario essere iscritti al PD! E’ un evento aperto a CHIUNQUE, basta avere più di 16 anni!! Non ti dimenticare di contattare le 50 persone spiegando loro le ragioni per cui votiamo BERSANI e MAZZOLI. Forza ragazzi, non dobbiamo vincere, dobbiamo stravincere!”. L’istituzionalizzazione dell’idea delle truppe cammellate.

6. Più modestamente noi che sosteniamo Dario Franceschini abbiamo immaginato un gruppo in cui si dice: “Porta un amico a votare alle primarie”. I pullman non li vogliamo fare. Vogliamo costruire una rete composta di amici e militanti convinti dalla proposta di chi non ritiene che il primo impegno del Pd sia di doversi battere per una nuova legge elettorale (dichiarazione di oggi di Bersani), ma che siano altre priorità: precariato, emergenza scuola, risposta alla crisi economica, modello di partito aperto, costruzione dell’identità del Pd senza ricorrere a quella del Pds. L’enorme questione dei migranti, poi, a cui Dario oggi a Genova ha dedicato uno dei suoi dieci discorsi. Il più emozionante, forse: “Ai nuovi italiani”. Abbiamo anche prodotto un video. Targato Generazione U, grazie al talento di Cristian Umbro.

7. Stasera bancare il Torquay in Southampton-Torquay.

MARIO ADINOLFI

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