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Med&Medioriente. Israele chiude Spianata Il 25 ottobre ispezione a centrale iraniana

ottobre 5, 2009 di Redazione 

A Gerusalemme le forze di occupazione hanno bloccato le entrate alle Moschee e chiuso quella di al Aqsa, impedendo la preghiera dei fedeli. Scontri e nove feriti. L’annuncio di el Baradei sul programma dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica rispetto alla struttura per l’arricchimento dell’uranio scoperta da poco. E ancora, un deputato Democrati- co tunisino denuncia la demagogia del Governo nel “contrasto” della crisi economica e le divisioni nell’opposizione. Nel suo Paese, certo. Gli ultimi sette giorni di Mediterraneo e Medio Oriente nell’appuntamento classico del giornale della politica italiana con la rassegna stampa del lunedì di Luana Crisarà. Da non perdere.

Nella foto, bambini che giocano sulla Spianata delle Moschee, ancora una volta violata

Rassegna stampa Mediterraneo e Medio Oriente

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di Luana CRISARA’

Al Hayat 5 ottobre 2009

Israele chiude la moschea al Aqsa. Nove feriti durante gli scontri

Le forze di occupazione israeliane hanno chiuso nuovamente la moschea al Aqsa, a Gerusalemme, impedendo ai fedeli di pregare ed hanno bloccato tutte le entrate alla Spianata delle Moschee. Nove persone sono rimaste ferite durante gli scontri mentre quattro sono state arrestate dalle autorità israeliane, tra cui il responsabile del dossier su Gerusalemme appartenente al movimento palestinese Fatah, l’ex ministro Hatem Abdul-Qader.

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Gulf News 4 ottobre 2009

Ispezioni Aiea in Iran previste per fine mese

Gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica visiteranno la nuova centrale iraniana per l’arricchimento dell’uranio il prossimo 25 ottobre, secondo quanto ha dichiarato il direttore dell’Aiea, Mohamed al Baradei, aggiungendo che rimangono alcune preoccupazioni riguardo al programma nucleare iraniano. “E’ importante mandare i nostri esperti nel sito per assicurarci che sia stato costruito per fini pacifici”, ha detto el Baradei.

El Paìs 4 ottobre 2009

Elezioni Grecia, primi exit poll danno maggioranza ai socialisti

I primi risultati delle elezioni legislative anticipate, che si sono svolte oggi in Grecia, indicano che il Movimento Socialista Panellenico, Pasok, ritornerà al governo e lo farà con una maggioranza assoluta in Parlamento. Dopo lo spoglio di circa il 29% dei voti il Pasok ottiene il 45,50%, che corrisponde a 158 dei 300 seggi, contro il 35,69% di Nuova Democrazia, partito dell’attuale primo ministro dimissionario, Kostas Karamanlis, che si aggiudicherebbe 97 deputati. I risultati parziali, apparsi sul sito internet del Ministero dell’Interno greco, confermano la tendenza annunciata dai sondaggi precedenti alle elezioni.

Middle East Online 4 ottobre 2009

Iraq rimanda legge sugli idrocarburi a dopo le elezioni

L’Iraq ha rimandato le discussioni relative alla legge sugli idrocarburi a dopo le elezioni legislative che si terranno il prossimo gennaio, secondo quanto ha dichiarato un deputato iracheno sabato. La legge, che deve regolare il settore petrolifero e dividere la responsabilità tra il governo centrale e le provincie irachene, è ferma da tre anni a causa del disaccordo tra i deputati sciiti, sunniti, curdi e le altre comunità. “Non si raggiunge un accordo perché il governo vuole la gestione centralizzata del petrolio”, ha dichiarato il direttore del Comitato parlamentare per petrolio e gas, Ali Hussein Balo.

Middle East Online 3 ottobre 2009

La liberalizzazione danneggia l’industria cotoniera in Egitto

Gli accordi firmati tra Il Cairo e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc) nel 2004 per la totale liberalizzazione del commercio del cotone sono responsabili del declino della produzione cotoniera in Egitto, secondo alcuni esperti dell’Istituto egiziano per la ricerca sul cotone, gestito dal Ministero dell’Agricoltura.

Asia Times 3 ottobre 2009

Ottobre sorprende grazie alle relazioni tra Iran e Usa

Sfidando le previsioni pessimistiche, l’incontro di giovedì tra Iran e il gruppo dei 5+1 (Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania), sul programma nucleare iraniano non è terminato con un fallimento. Le parti si sono accordate su un secondo appuntamento durante questo mese, e, al margine dei colloqui, i rappresentanti di Usa e Iran hanno avuto un incontro privato. E’ emerso che il Dipartimento di Stato statunitense concederà il visto per visitare Washington al ministro degli Esteri iraniano, Manucher Mottaki. Questa visita senza precedenti potrebbe essere un gesto simbolico da parte di Obama alla vigilia dell’incontro di Ginevra.

Al Jazira 3 ottobre 2009

El Baradei visita l’Iran

Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, Aiea, Mohamed el Baradei, è arrivato oggi in Iran per discutere le future ispezioni nella centrale per l’arricchimento dell’uranio di Qom, di cui l’Iran ha rivelato l’esistenza solo poco tempo fa. El Baradei discuterà il piano per permettere agli ispettori dell’Aiea di visitare la centrale, come richiesto dalle potenze mondiali. Il portavoce dell’organizzazione atomica iraniana, Ali Shirzaidan, ha reso noto che la visita non è connessa con la condanna internazionale seguita alla scoperta della nuova centrale e che era prevista prima dei colloqui di Ginevra.

Le Monde 1 ottobre 2009

In Tunisia “il potere conduce una politica demagogica pericolosa”

Khemais Chammari, l’ex segretario generale della Lega Tunisina per i Diritti dell’Uomo (Ltdu) è un vecchio deputato dell’opposizione democratica in Tunisia. Nell’intervista del quotidiano Le Monde l’attivista parla del clima di tensione nel Paese africano, dovuto alla preoccupazione della popolazione per la crisi economica e della politica demagogica del presidente tunisino Ben Ali. Mentre l’opposizione, quando non è connivente con il governo, è divisa.

The Guardian 29 settembre 2009

Barak affronta la minaccia d’arresto per crimini di guerra durante la visita in Gran Bretagna

Gli avvocati difensori di 16 palestinesi hanno chiesto oggi ad un tribunale di Londra di emettere un mandato d’arresto nei confronti del ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, per crimini di guerra commessi durante il conflitto a Gaza di dicembre-gennaio scorso. Il ministro ha ottenuto l’immunità diplomatica, ma l’episodio ha scatenato una breve tempesta, abbastanza per ricordare ad Israele il rischio per i suoi politici di essere processati da tribunali stranieri.

Al Quds al Arabi 29 settembre 2009

Cresce la tensione tra Francia e Algeria dopo l’accordo sulle fregate italiane

La cancellazione dell’incontro tra il ministro degli esteri algerino Murad Madalsi e quello francese Bernard Kouchner arriva come una sorpresa per tutti coloro che contavano sull’incontro per rompere il ghiaccio tra i due Paesi. Secondo l’ex ministro e ambasciatore algerino, Abulaziz Ruhabi, la Francia si è infuriata dopo che Bouteflika ha deciso di acquistare dall’Italia sei fregate “Faram”, rompendo l’accordo con la Francia per l’acquisto delle navi da guerra.

Luana Crisarà

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