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Video mostra il caporale israeliano vivo Netanyahu libera prigioniere palestinesi

ottobre 4, 2009 di Redazione 

Una buona notizia dal più caldo (e decisivo) dei fronti mediorientali: ricordate Shalit, il ventitreenne caporale dell’esercito di Israele catturato nel 2006 da alcuni militanti di Gaza? Venerdì un filmato in cui il militare appare in buone condizioni, lucido e con un giornale del 14 settembre a dimostrare che si tratta di immagini recenti, arriva al governo israeliano che lo definisce un segno “incoraggiante” e decide come da accordo per la liberazione-scambio di 19 detenu- te. Il giornale della politica italiana, autorevolmente in prima fila, come i nostri lettori sanno bene, nel racconto di ciò che accade al di là del Mediterraneo, ve ne parla. Il servizio è della nostra prima firma per il Medioriente, Luana Crisarà. Sentiamo.

Nella foto, Gilad Shalit nel video consegnato all’incaricato israeliano Haggai Hadas

Il video rilanciato dal Jerusalem Post

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di Luana CRISARA’

Dopo aver verificato l’autenticità del video spedito da Hamas venerdì, che mostra ancora in vita il caporale dell’esercito israeliano, Gilad Shalit, rapito nel 2006 da alcuni militanti di Gaza, il governo di Tel Aviv ha rilasciato 19 prigioniere palestinesi dalle carceri israeliane. Il mediatore tedesco dell’operazione di scambio ha dato venerdì mattina il video all’incaricato israeliano, Haggai Hadas, che lo consegnato al primo ministro, Benjamin Netanyahu. Dopo averlo visto, Netanyahu ha dichiarato che nonostante la liberazione di Shalit sia ancora lontana, questo è un segno “incoraggiante”. Il video di circa due minuti, il primo dalla cattura, mostra il soldato lucido e in buona salute, secondo la stampa israeliana, ed è stato reso pubblico grazie all’autorizzazione da parte della famiglia, incoraggiata a dare il permesso dal ministro della Difesa, Ehud Barak. Il soldato ventitreenne rapito dice, durante le riprese, di sperare che il governo Netanyahu non si lasci scappare l’opportunità di raggiungere un accordo sulla sua liberazione. Shalit mostra un quotidiano palestinese con data 14 settembre e rassicura la famiglia sull’ottimo trattamento che riceve dai militanti delle Brigate Ezzeddine al Qassam, braccio armato di Hamas.

Dalla Cisgiordania e da Gaza sono arrivate immagini di felicità e commozione per l’arrivo delle diciannove ex detenute. La ventesima, come previsto, sarà rilasciata domenica per rimpiazzare il posto di una palestinese nella lista dell’accordo, ma liberata prima dello scambio effettivo. Nessuna delle prigioniere è stata condannata per omicidio e tutte avrebbero finito di scontare la pena entro due anni al massimo. Le 19 donne sono state rilasciate dalla prigione di HaSharon, nel centro di Israele. Tutte, tranne una, provengono dalla Cisgiordania. Tra loro ci sono militanti di Hamas, Fatah, Jihad Islamica e Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Lo scambio di venerdì è il risultato di lunghe trattative indirette tra Hamas e Israele, concluse grazie alla mediazione egiziana e tedesca e può essere considerato il primo passo per risolvere una questione cruciale nelle ostilità tra le due parti. La notizia della fine delle trattative per lo scambio era stata data mercoledì durante una conferenza stampa dal portavoce delle Brigate al Qassam, Abu Obeida, il quale ha dichiarato che l’accordo rappresenta solo l’inizio di un negoziato più grande. Secondo fonti egiziane che hanno partecipato alla mediazione, riportate dalla stampa israeliana, i negoziati per Shalit dureranno alcuni mesi perché ci sono ancora vari punti di disaccordo. Hamas punta alla liberazione di circa mille detenuti palestinesi, tra cui un gruppo di prigionieri condannati all’ergastolo ed altri carcerati che Israele vuole espellere dalla Cisgiordania, per cui Hamas chiede invece l’esilio temporaneo.

Secondo il rapporto del 2009 di Amnesty International su Israele e i Territori Occupati, sono circa otto mila i palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane, molti detenuti dopo processi militari ingiusti.

Luana Crisarà

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