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Passa lo scudo grazie alle assenze Pd-2 Sì a confronto tra i candidati il 16 ottobre

ottobre 2, 2009 di Redazione 

Giornata di passione per il maggior partito di opposizione che contribuisce ancora una volta in maniera determinante, con le proprie assenze alla Camera, all’approvazione definitiva del decreto economico del Governo che contiene le norme sul rientro dei capitali e falso in bilancio. “Verificheremo”, dice Soro, anche perchè stavolta, alla luce del precedente, si poteva prevedere. E poi c’è l’accordo tra Bersani, Franceschini e Marino sul tanto auspicato (da quest’ultimo, e poi dal segreDario, che debbono rimontare sull’ex ministro) dibattito televi- sivo nella corsa alla segreteria: si farà su Youdem, il cui segnale potrà essere ripreso dalle tivù via cavo. Il Piccolo diario, a metà giornata. Sentiamo.           

Nella foto, Antonello Soro capogruppo Pd alla Camera

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Approvato alla Camera con 270 voti favorevoli il decreto correttivo del dl anti-crisi, che comprende anche le controverse norme sullo scudo fiscale. Un esito ottenuto con soli 20 voti di scarto, 250 i no su 279 deputati dell’opposizione. E’ evidente che se l’opposizione fosse stata al completo il decreto non sarebbe passato. Sono 23 i deputati del Pd che non hanno partecipato alla votazione, 6 su 37 dell’Udc e uno solo uno di Idv. Accuse tra franceschiniani e bersaniani. “Stiamo verificando, e comunque so che almeno 7 o 8 dei nostri non c’erano perchè malati, 2 sono in missione e poi possono esserci stati errori al momento del voto. Ad esempio, risulta tra quelli che non hanno partecipato al voto anche Furio Colombo che in aula c’era e magari si è sbagliato al momento del voto. Ora verificheremo”, spiega Antonello Soro, capogruppo del Pd.
Forte reazione di Francesco Barbato, deputato Idv, che in mattinata ha scosso l’aula di Montecitorio, accusando la maggioranza di essere “dei mafiosi”.
Immediata la risposta del vicepresidente del gruppo del Pdl, Italo Bocchino, che si è appellato al vicepresidente della Camera di turno, Rosy Bindi: “Questo è reato, siamo nell’aula della Camera e chiedo al vicepresidente di intervenire usando il regolamento”. Al richiamo di Rosy Bindi sono seguite le accese proteste dell’Idv che ha mostrato le agende rosse utilizzate nella manifestazione in memoria di Paolo Borsellino di alcuni giorni fa, al che la vicepresidente si è vista costretta a sospendere la seduta. Duro il commento di Gianfranco Fini: “Alcune espressioni dell’onorevole Barbato, a mio avviso oggettivamente gravi, saranno oggetto di valutazione da parte dell’ufficio di presidenza”. Poi lo stesso Fini ha invitato tutti ad avere un atteggiamento consono, evitando “atteggiamenti che offendono in primo luogo chi se ne rende responsabile”.

Confronto per la segreteria. Sempre in giornata è stato decisa dai responsabili comunicazione dei tre candidati alla leadership del Partito Democratico la data del confronto televisivo che avrà luogo il 16 prossimo ottobre. Il confronto si terrà in un teatro e verrà diffuso da Youdem.tv, il cui segnale sarà ovviamente a disposizione di chi ne farà richiesta.
Dario Franceschini, Pier Luigi Bersani e Ignazio Marino si confronteranno in un dibattito “non all’americana”, con domande fisse e tempi scanditi uguali per tutti, “Sarà un dibattito all’italiana”, scherzano i responsabili comunicazione al termine dell’incontro di stamattina.
I tre candidati risponderanno alle domande di una rosa di giornalisti estratti da una lista comunicata dai tre comitati elettorali.

Francesco Carosella

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