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E nella causa intentatagli da Woodcock Fini rinuncia al lodo Alfano: ‘Galantuomo’

ottobre 2, 2009 di Redazione 

Il presidente della Camera compie un altro atto da uomo di Stato e di grande sensibilità istituzionale: rinuncia all’immunità garantita dal provvedimento voluto da Berlusconi per le prime quattro cariche del Paese, compresa la sua. E si farà processare per la presunta diffamazione prodotta nei confronti dell’ex pm di Potenza nel corso di una puntata di “Porta a porta” del 2006. Ce ne parla Désirée Rosadi.           

Nella foto, l’onorevole Gianfranco Fini

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di Désirée ROSADI

Gianfranco Fini fa sapere che non si avvarrà del Lodo Alfano per il procedimento partito con una querela di John Woodcock. L’ex pm di Potenza aveva accusato di diffamazione l’ex leader di An per alcune affermazioni espresse su di lui nel corso di una puntata di “Porta a porta”. Il fatto incriminato risale al 2006, quando Fini parlando nel salotto di Bruno Vespa definì Woodcock come “un signore che in un paese serio avrebbe già cambiato mestiere”.

Il presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Giulia Bongiorno, avvocato del presidente della Camera, ha così depositato l’istanza di rinuncia al Lodo e Fini, secondo quanto dichiarato dal suo legale, chiederà alla giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera di votare contro l’insindacabilità del presidente.

Il primo commento è del capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, che esprime la propria stima nei confronti del capo di Montecitorio e aggiunge: “Quello di Fini è un comportamento da galantuomo, di chi non ha nulla da temere”.

La rinuncia al lodo, provvedimento voluto da Berlusconi che protegge da iniziative giudiziarie le quattro più alte cariche dello Stato, tra cui appunto il presidente della Camera, arriva nel corso di una giornata intensa per Montecitorio. Questa mattina la Camera ha infatti dato il via libera alla fiducia sul correttivo del decreto anticrisi, lo “scudo fiscale”, con 309 voti a favore e 47 contrari. Protagonista della seduta è stato di nuovo Fini, che ha immediatamente espresso dei dubbi sulla fiducia: “Ma Napolitano deve poterlo esaminare”, ha insistito il presidente della Camera, annunciando di voler rispettare rigidamente i tempi brevi dell’iter dello scudo fiscale.

Nonostante l’equilibrismo di Fini in aula, la rinuncia al privilegio giudiziario si aggiunge ad una serie di “malumori” manifestati negli ultimi tempi dall’ex leader di An nei confronti di Berlusconi e della politica del Governo.

Désirée Rosadi

Commenti

One Response to “E nella causa intentatagli da Woodcock Fini rinuncia al lodo Alfano: ‘Galantuomo’

  1. Davide on ottobre 3rd, 2009 12.15

    A pensar male … tutti sicuri che il galantuomo non si sia accertato delle buone disposizioni di quello che doveva cambiare mestiere? :)
    Per le primarie di là è un po’ tardi, magari per il dopo Bersani …. o presidente della repubblica, scherziamo … una “cadrega” la trova …

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