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Caso D’Addario, tra Santoro e Vespa meglio Lerner di L. Crespi

ottobre 2, 2009 di Redazione 

Ancora una volta il giornale della politica italiana esce sul fatto del giorno (televisivo) così come gli altri non hanno la possibilità di fare: con il commento del più autorevole esperto di comunicazione politica del nostro Paese. Il “nostro” Crespi ci aiuta a leggere la serata di ieri, trascorsa tra Santoro e Vespa in una dialettica povera tra furbizie e parzialità. E (non solo) in questo quadro l’ex spin doctor del presidente del Consiglio rende onore invece alla qualità de “L’Infedele” della nostra altra grande firma. Non è un caso che entrambi scrivano su questo giornale. Sentiamo.

Nella grafica, Luigi Crespi. Il blog personale all’indirizzo http://luigicrespi.clandestinoweb.com

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di LUIGI CRESPI

Non mi entusiasma scrivere di questa tragica serata televisiva che ha visto da una parte “Annozero” con il suo sconsolante carico di inutile e tardiva indignazione e dall’altra a “Porta a Porta” la rappresentazione di gerarca decaduto di un regime senza nerbo che ha preso corpo nel contro canto diretto da Bruno Vespa, un continuum garantito da Maurizio Belpietro.

Prima delle mie considerazioni personali rispondo a chi mi ha chiesto se tutta questa messa in scena può avere riflessi sul consenso del premier, del suo Governo e della sua coalizione e se può produrre vantaggi all’opposizione. Credo di non sbagliarmi, ma tutte le evidenze confermano questo mio convincimento, cioè questa vicenda fino ad oggi non è costata un voto a Silvio Berlusconi, ha prodotto semmai una radicalizzazione delle opinioni già mature nel corpo elettorale, anche se qualche movimento è stato registrato tra il consenso dell’IDV e quello del PD a discapito di quest’ultimo, come del resto tra il PDL e la Lega a svantaggio del primo, movimenti interni ai rispettivi schieramenti incapaci di dare un segno diverso al panorama politico italiano.

Chiarito questo aspetto ci sono le mie considerazioni di cittadino avvilito nel vedere persone come Norma Rangeri elevare ad icona della giustizia una figura tragica e ambigua come Patrizia D’Addario. E’ chiaro a tutti che si tratta di una prostituta che è andata ad un appuntamento di lavoro con un registratore per ricattare il suo cliente: non ci trovo niente di dignitoso né di onorevole, provo una pietà assoluta per una donna che mortifica se stessa tra contraddizioni e opacità

Non è da meno la figura del premier, rappresentata come tragica e ridicola, incapace di difendersi da rischi a cui il capo della quinta potenza mondiale dovrebbe stare lontano. E’ lui con la sua superficialità e la sua leggerezza il responsabile di questo bordello, non certo quella poveraccia della D’Addario e il faccendiere magnaccia di Bari. Come sapete io non ne faccio una questione morale, ma mi domando chi ha portato Tarantini da Silvio Berlusconi e come non sia stato possibile accorgersi di chi frequentasse il premier. Questo è lo scandalo più grande.

Per concludere c’è la questione delle donne che è la cosa che mi sta più a cuore e mi domando quale sia il modello che trasferiamo ai nostri figli e quali valori rappresenta la nostra società se si rappresenta come abbiamo visto ad “Annozero” o a “Porta a Porta”. E’ la questione centrale che ha a che fare con la coscienza collettiva di una comunità.

E’ per questo che tra “Porta a Porta” e “Annozero” io preferisco “L’Infedele” di Gad Lerner perché anche se schierato politicamente lunedì è riuscito a parlare e a fare riflettere proprio sul “corpo delle donne” senza sbattere sul video quello della D’Addario come fosse un quarto di bue sul bancone di un macellaio.

Santoro invece lo ha utilizzato strumentalmente, esattamente come ha fatto Berlusconi, secondo i suoi interessi d’audience. Quando è scoppiato il caso della escort di Bari la trasmissione non era in onda e così oggi alla faccia delle vere notizie, il giornalista ce ne ha imposta una vecchia di cinque mesi.

Bravo Santoro, ma con la libertà questo capopopolo mediatico mi pare c’entri poco, non mandiamo il cervello all’ammasso, non cadiamo nelle logiche delle tifoserie contrapposte, mandiamoli a cagare tutti e torniamo a pensare con la nostra testa.

LUIGI CRESPI

Commenti

3 Responses to “Caso D’Addario, tra Santoro e Vespa meglio Lerner di L. Crespi

  1. kattekop on ottobre 2nd, 2009 11.42

    Santoro è fazioso…Mister Belpietro è il santo inquisitore…l’estremo giudice che ha difeso il suo padrone.
    La nuova leva(donna di +/- 26 anni)della destra,ci viene presentata durante il programma.
    Perfetto…vediamo il risultato di una militanza da 10 anni in seno al partito di mister B.
    Ho visto un insieme di arroganza,prepotenza con modi da pescivendola…non so se ho altre idee sulla passione politica.
    Ma questo comportamento lo trovo associato al comportamenti di Belpietro,il segno di riconoscimento della destra.
    Essere prepotenti,non mettersi in discusioni…perchè detentore della unica sacra verità non so se a lungo andare paga.

    Altra osservazione…i giornalisti tra di loro sono un covo di vipere.Noi vogliamo da loro cronaca,fatti…i comenti lasciamoli a chi fa i commenti.
    Mentre vedi volare accuse di non aver pubblicati fatti,anche se le sapevano in redazione…sono cose che fanno male anzitutto al loro lavoro.

  2. andrea m. on ottobre 2nd, 2009 14.08

    Concordo parzialmente.
    Ma c’è anche un’altra intepretazione.. e se invece la non-presenza
    della d’addario ( da lerner a floris ) fosse solo semplice timore di censura ?

  3. paola on ottobre 2nd, 2009 19.21

    Mi associo quando si parla di modelli da trasferire ai nostri figli e dei valori della nostra società. Certo che sei avvilito ed anche io proprio come te e come tante altre persone: facciamo tanto per educare i nostri ragazzi e poi basta che accendano la televisone che non capiscono più dove finisce la verità e inizia la finzione. Cosa spiegare quando certi personaggi a qualsiasi costo si accaniscono sugli sbagli degli altri e a qualsiasi costo anche fino a non essere più se stessi, infieriscono per odio verso gli altri. Si usa il proprio mestiere non per informare ma per demonizzare, si trasmette odio a iosa, si comunica che solo infierendo si fa odiens e non si fa più il proprio mestiere ma si è servi del partito, e si usano tutti i mezzi per raggiungere il proprio scopo, e se si è contrastati si parla di democrazia e mancata libertà, si strumentalizza tutto e tutti.

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