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Diario politico. “Sì” a fiducia sullo scudo Stasera ad “Annozero” Patrizia D’Addario

ottobre 1, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, oggi, è di Carmine Finelli. La Camera conferma il voto favorevole al Governo sul ddl che contiene le norme sul rientro dei capitali e falso in bilancio. Fini: «Ok definitivo entro oggi, per dare modo a Napolita- no di studiare il testo. Altrimenti “ghigliottina” (ovvero l’interruzione coatta della discussione quale che sia il suo stadio di avanzamento, con passaggio diretto alla votazione, ndr)». Proteste dall’opposizione. Oggi, dunque, nella seconda puntata del programma di Michele Santoro, sarà ospite la escort protagonista del caso Tarantini e delle rivelazioni sulle feste e sugli incontri privati del presidente del Consiglio. Lui: «Liberi, sarà un boomerang». Ma il Pdl diserta la trasmissione. E anche Flavia Perina direttore de “Il Secolo d’Italia” declina l’invito di “Annozero”: «Ho troppo rispetto per la Politica». Infine, il Pd diffonde i dati quasi definitivi (85% degli iscritti, oltre seimila circoli; affluenza al 60%) dei congressi di sezione: Bersani allunga (oltre il 56%), Marino ce la fa e sarà in gioco alle primarie. Il 25 ottobre, dunque, si decide il terzo segretario del Partito Democratico. Il racconto.

Nella foto, Patrizia D’Addario in “passerella” a Venezia

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di Carmine FINELLI

In giornata la polemica non ha mancato di condire il dibattito politico. Il riferimento è ancora alla trasmissione di Michele Santoro, “Annozero”, ormai da molti gionri al centro del confronto e di violenti scontri.
La notizia, infatti, che nella puntata di stasera di “Annozero” sarà presente la escort Patrizia D’Addario ha generato un dibattito all’interno della stessa maggioranza. Per Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, “ci sarà il solito problema di verificare se un programma di questo tipo, con questo tipo di presenze e di interventi, sia compatibile con il servizio pubblico”. Anche Francesco Storace, leader de La Destra, solleva obiezioni: “Con i soldi del canone non si paga l’esibizionismo” esortando la Rai a parlare “del lavoro degli italiani, non di quello delle escort”.
Ad “Annozero” è stata invitata anche Flavia Perina, direttrice del Secolo d’Italia, quotidiano vicino al Pdl, che ha però declinato l’invito: “Avevo dato la mia disponibilitá di massima a partecipare alla puntata di domani (oggi, ndr) – afferma la Perina – di “Annozero”, che mi era stata presentata come dedicata al “sistema Tarantini” e al rapporto tra il potere e le donne. L’annuncio della presenza in studio della signora D’Addario mi ha costretto a declinare l’invito, con la convinzione che una trasmissione così congegnata rischi di risolversi nella ricerca di facili effetti scandalistici. Ho troppo rispetto per la politica, e per il tema della dignitá della donna, per affidarla a un confronto di questo tipo” conclude. E l’informazione della Rai rimane il fulcro del dibattito politico. Interpellato da SkyTg24 sulla trasmissione di Serena Dandini “Parla con me”, nella quale è andata in onda una sit-com ambientata nei bagni di Palazzo Grazioli dal titolo “Lost in wc”, Silvio Berlusconi risponde laconico: “Lunga vita alla Dandini e a Santoro che non fanno altro che portare voti al centrodestra. Non ho tempo per guardare la tv, ma credo che questi programmi non abbiamo poi così tanto successo”. Il premier ha poi aggiunto di non essersi “interessato, e non mi voglio interessare. Una volta ebbi a dire in Romania, alla domanda di un imprenditore su Santoro e Biagi, lunga vita a Santoro e Biagi. Tutti possono stare in tv finché vogliono e fin quando non si fa un uso criminoso della tv, fin quando non si fa un reato come la diffamazione”. Il presidente del Consiglio si dice convinto che “come editore ho l’orgoglio di aver dato vita a giornali e reti, a Mediaset, che non hanno mai fatto un attacco contro qualcuno. Questa dovrebbe essere la regola, a maggior ragione nella tv pubblica”. Ad una domanda sulla manifestazione sulla libertà di stampa di sabato prossimo, Berlusconi risponde che si tratta di “una farsa assoluta, in Italia c’è più libertà di stampa che in qualsiasi altro Paese”. Secca la replica della Federazione nazionale della stampa: “Il premier non riesce a non offendere”.

Fiducia sullo scudo. La polemica monta anche tra i banchi della Camera. Ieri sera a Montecitorio è stata approvata la fiducia posta dal Governo sul decreto anticrisi che contiene la norma sullo scudo fiscale. I voti favorevoli sono stati 309, i contrari 247. La votazione finali avverrà, secondo il calendario della Camera, oggi. Gianfranco Fini ha annunciato che potrà ricorrere alla cosiddetta “ghigliottina” cioè la facoltà di imporre la votazione finale del provvedimento qualunque sia lo stato del dibattito. La scadenza del decreto è prevista infatti per sabato 3 ottobre, ed entro quella data il testo va convertito in legge pena la decadenza dell’atto. Sull’argomento, Fini spiega come sia “una precisa responsabilità del presidente della Camera avere la deliberazione dell’Aula prima della decadenza del decreto. Auspico si possa pervenire ad una intesa di metodo per un percorso di lavoro fino al voto finale evitando il ricorso alla ghigliottina”. L’opposizione, intenzionata a fare decadere il provvedimento praticando ostruzionismo, protesta, e chiede a Fini di “non fare un’ulteriore forzatura” e di consentirle di esercitare i suoi diritti. Nonostante il ricorso alla “ghigliottina” possa sembrare un aiuto al Governo, è lo stesso presidente della Camera a criticare le scelte dell’esecutivo parlando di “anomalie procedurali” nella gestione del decreto che contiene lo scudo fiscale. Il pensiero del numero uno di Montecitorio, in questo caso, è affidato ad una nota: “Il presidente della Camera, prescindendo da qualunque valutazione sul merito del provvedimento ha convenuto sull’esistenza di oggettive anomalie procedurali nella complessiva vicenda dell’iter del decreto, trasmesso dal Senato a dieci giorni dalla sua scadenza”. Inoltre, l’ex leader di Alleanza Nazionale vuole assicurare “un minimo ragionevole di tempo al presidente della Repubblica per consentirgli di esercitare le sue prerogative costituzionali”. Perché ciò accada, il voto finale sul decreto (che scade sabato) deve arrivare al massimo entro le 15 di domani (oggi, ndr). Perciò si augura “che si possa pervenire ad una intesa di metodo per definire un percorso di lavoro fino al voto finale. Se non c’è un’intesa entro le 15 dell’1 ottobre – prosegue il presidente della Camera – alla luce degli univoci orientamenti espressi nel corso di più legislature, non mi sottrarrò al mio preciso dovere di passare al voto finale a prescindere dalla fase in cui è giunto l’esame del testo”. Intanto il provvedimento anticrisi continua a far discutere non solo le forze politiche, ma anche i sindacati. Lo scudo fiscale è “una scelta vergognosa, a maggior ragione con l’impunità per falso in bilancio e per reati penalmente perseguibili come la falsa fatturazione” sostiene la Cgil nel documento conclusivo del direttivo del sindacato. E prosegue: “L’operazione ripercorre la strada dei condoni. A differenza degli altri paesi – attacca la Cgil – lo scudo fiscale in Italia prevede l’anonimato per gli evasori e prospetta una via lecita al riciclaggio, stabilendo un’aliquota irrisoria che varia dall’1 al 5%. Lo scudo rappresenta un intervento che ripercorre la strada dei condoni e che apre la via ad ulteriori condoni a scapito dei milioni di contribuenti onesti, a partire dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, che continuano a pagare le tasse anche più del dovuto e vedono ridursi i loro redditi”. Al contrario, secondo la Cgil, “andrebbe rilanciata la lotta all’evasione e all’elusione fiscale e al lavoro nero, ripristinando le norme antievasione quali la tracciabilità cancellate dall’attuale Governo, a partire dal limite per l’emissione di assegni trasferibili e l’obbligo dell’elenco clienti/fornitori, anche con un decreto d’urgenza”.

Congresso Pd, l’esito del primo turno. Il Partito Democratico si appresta a chiudere la prima tornata del proprio congresso. A votare sono stati tutti i circoli presenti sul territorio nazionale. Il primo voto è favorevole a Pierluigi Bersani che, secondo gli ultimi dati ufficiali (ancora parziali: manca circa il 20 per cento del campione) diffusi dal partito si attesta al 56,59%. Segue a debita distanza Dario Franceschini che raccoglie il 35%, mentre per Ignazio Marino un 7,66% superiore alla quorum del 5% che spalanca le porte delle primarie. Sul piano territoriale, la Calabria è la regione che dà più fiducia a Bersani, che raccoglie circa il 74% delle preferenze, mentre Franceschini si ferma al 23%. La distanza si riduce di molto ad esempio nel Lazio, dove al 47% di Bersani corrisponde un buon 40% di Franceschini. La stessa regione fa segnare un buon risultato anche per Ignazio Marino. Il chirurgo prestato alla politica ottiene l’11% delle preferenze, inferiore solo rispetto al risultato della Lombardia che lo premia con un 14,5%.

Carmine Finelli

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