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L’intervento. Silenzio delle donne, il sonno dei giovani di S. Bortone

settembre 30, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è sempre più il canale privilegiato del dibattito pubblico politico e culturale del nostro Paese. Oggi il Politico.it ospita questo bellissimo commento – scritto per Facebook e pubblicato in esclusiva dal nostro giornale – della grande giornalista e autrice Rai, già conduttrice del programma di approfondimento domenicale sulla politica italiana “teleCamere”. Il tema è il (rinnovato) rapporto tra le donne e (gli uomini di) potere, il sistema (anti)meritocratico in vigore e sempre più palese e “sdoganato”, scrive Bortone, nell’Italia di oggi. Dal caso-Noemi alla nuova (non) cultura, con i guasti alla percezione (di sè) della metà femminile della popolazione italiana e la “corruzione” (del futuro dei) giovani. Un pezzo da non perdere. Buona lettura.

Nella foto, Serena Bortone

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di SERENA BORTONE*

Faccio una premessa personale che spero mi verrà perdonata: ho un guardaroba spropositato, posseggo più di cento cappelli e altrettante paia di scarpe, e se camminando per strada un uomo mi fa un complimento ostento indifferenza ma in fondo me ne compiaccio. Sono una donna e del mio sesso ho tutte le debolezze.
Ciò detto, da Casoria in poi, non riesco a trattenere un ribollire interiore su tutta la vicenda, che ascoltando certe dichiarazioni di uomini (e, ahimè) donne mi si amplifica.
Anni fa lessi con grande piacere e interesse un brillante saggio di Benedetta Craveri dal titolo: “Amanti e regine”, il cui sottotitolo “Il potere delle donne” già rende evidente come, nella storia, il potere delle donne si legasse al letto. Da Caterina de’ Medici a Diane de Poitiers a Madame de Pompadour, era attraverso legami matrimoniali o sessuali che le donne potevano raggiungere posizioni di comando.
Mai potevo immaginare mentre gustavo divertita quelle storie antiche, che un volume dedicato all’ancien régime potesse tornare di scottante attualità. Dai tempi della Pompadour sono state tagliate teste e fatte rivoluzioni, le donne nel nostro paese hanno conquistato (tardi, tardissimo) tanti diritti, primo fra tutti quello di voto, e l’uguaglianza tra i sessi è sancita dalla nostra Costituzione.
Eppure dalla vicenda Casoria (e da quelle improvvide dichiarazioni della fanciulla napoletana: vorrei fare o l’attrice o la parlamentare) ho la sensazione che si sia di colpo ripiombati in una stagione cortigiana (senza peraltro il fascino e lo stile di quell’epoca colta e brillante). Che sia esplosa in tutto il suo squallore una vicenda che già da tempo covava tra le redazioni dei giornali e nella vulgata popolare, che umilia profondamente le donne e svilisce la nostra civiltà, impoverendo il valore delle capacità, dell’intelligenza, della competenza.
Perché se il modo privilegiato per raggiungere posizioni di potere torna ad essere l’andare a letto con un potente è come se tutti i diritti delle donne venissero improvvisamente calpestati e offesi, svuotati di ogni rilevanza reale.
La bellezza è un dono, talvolta una conquista, e come tale va rispettata. Del resto, la politica è anche seduzione, in passato con la parola, oggi pure con il corpo. Anche per gli uomini, come insegna prima John Kennedy, poi Bill Clinton, oggi Barack Obama, tanto per citare tre grandissimi – e diversissimi – seduttori. Ma un conto è sedurre l’elettorato, un altro è sedurre un potente per ottenere posti e privilegi. Per stare soltanto ai fatti non smentiti, la escort barese era stata candidata in una lista civica della sua città legata al centrodestra ed era alla ricerca di raccomandazioni per non so quale progetto edilizio.
Prestazioni sessuali in cambio di favori appartengono alla storia dell’uomo. Ma oggi tutto ciò sembra esser stato pericolosamente sdoganato (come tanti altri comportamenti degni di censura: dall’evadere le tasse agli atteggiamenti razzisti). Tutto questo passa non solo come “normale”, ma anzi, come auspicabile, come metodo non scritto ma in fondo ben accettato sia dagli uomini, che dalle donne. In un paese di furbi e di scorretti, qualunque furbizia è incoraggiata fino a diventare sistema, prassi, consuetudine. Il declino dell’Italia dipende soprattutto da questo.
E’ per questo che l’escort barese diviene l’icona di una società priva di meritocrazia, che è il contrario della liberalità sbandierata dalle vocianti grida di tanti protagonisti della politica attuale. Le caste si costruiscono a letto. Altro che guerra agli ordini professionali… altro che lotta ai fannulloni…! E alla fine sono i giovani le vittime di tanta decadenza, scippati come sono della possibilità di vincere perché più bravi, di competere con lealtà, di arrivare a ricoprire posizioni di prestigio dopo una sana corsa ad ostacoli. Sono i giovani che dovrebbero insorgere. Ma il loro silenzio è conseguenza di un dna alimentato dalla tv commerciale, che non a caso privilegia la loro utenza, coccolando sogni bugiardi di facili ed effimeri successi.
Resta poi il problema puramente percettivo, ma non per questo meno grave, tutto legato alla considerazione delle donne, anch’essa sdoganata nel suo più basso maschilismo. Quando sento affermazioni del genere: “posare gli occhi su presenze femminili gradevoli, alzi la mano tra i maschi chi non è d’accordo”, ricercando (e forse ottenendo) una complicità sulla equiparazione delle donne a soprammobili. Una bella ragazza come un vaso di fiori che addobba la tavola per potenti (loro sì) uomini stanchi delle fatiche del quotidiano.
Quando ascolto parlamentari (donne) del Pdl rivendicare con orgoglio la virilità del premier, spacciare battute portuali per lusinghe alla loro femminilità, quando sento dire che nelle liste elettorali le donne è meglio che siano di bella presenza (e gli uomini no?! Loro possono essere brutti? e ancora, cosa c’entra l’avvenenza con le capacità politiche?) mi domando perché lasciamo che tutto ciò venga espresso con tale spudoratezza, senza rispondere, senza ribellarci. E mi domando infine quale sarà il prezzo che, non solo le donne, ma il paese, dovranno pagare a questa miserevole stagione.

SERENA BORTONE*

*Giornalista e autrice Rai

Commenti

One Response to “L’intervento. Silenzio delle donne, il sonno dei giovani di S. Bortone

  1. Germano Bonora on settembre 30th, 2009 18.24

    Concordo pienamente con le argomentazioni di Serena Bortone.
    Anch’io sono rimasto nauseato dalle affermazioni della parlamentare del PDL e dalle sostenitrici e/o fondatrici dei circoli pro Berlusconi, di cui condividono le frasi maschiliste e fortemente offensive della dignità delle donne.
    Ma di quale libertà parlano i militanti e gli elettori del PDL?
    Si tratta di una sigla vuota, acchiappavoti, al di sotto di un comitato elettorale.

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