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***Settegiorni***
BINETTI, BORDIN, ALEMANNO E IL MIDWEEK
di MARIO ADINOLFI

settembre 30, 2009 di Redazione 

Ancora grande successo per la rubrica del vicedirettore di Red e grande blogger, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso, sul giornale della politica italiana. E proprio con il giro d’orizzonte in sette punti di Adinolfi di oggi, appena “sfornato”, apriamo questa nuova grande giornata su il Politico.it. L’apertura di rubrica, invece, è dedicata alla dialettica partito chiuso-aperto, voto degli iscritti-primarie, affrontata dal maggior sostenitore della democrazia diretta nel nostro Paese, un po’ anche filo conduttore (la democrazia diretta) degli altri punti del pezzo di oggi. Ieri intanto Franceschini ha “scaricato” Paola Binetti che aveva spiegato di non poter votare per lui viste le posizioni assunte sul tema della laicità. “Sorry ma non cambio idea”, le ha risposto il segreDario su Twitter. Quindi Mario ci parla di primarie per i giovani e per… il direttore di RadioRadicale Massimo Bordin; e ci racconta un episodio molto grave e triste avvenuto a Roma, dove un consigliere comunale della destra che sostiene Alemanno ha mostrato quale livello di rispetto abbia per i cittadini e per il proprio elettorato. Si chiude, come sempre, con scommessa del giorno e pallone. Sentiamo.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

1. Tutti a prendersela con Filippo Penati, me compreso, perché dice stupidaggini sul voto degli iscritti che delegittimerebbe il segretario. Il voto degli iscritti, semplicemente, non conta niente perché il Partito democratico ha nel suo dna costitutivo il rapporto diretto tra il leader e il popolo del partito. Il numero degli iscritti si è impennato sotto congresso, a dimostrazione che nella vita ordinaria del Pd nessuno sente il bisogno di prendere la tessera e chiunque frequenti i circoli li trova desolantemente vuoti, Noi democratici abbiamo provato a inventare un modello politico adatto al terzo millennio, dove la partecipazione del singolo sia determinante nei momenti decisivi. Qualcuno ha provato a imbastardire questo modello piazzando in mezzo a un processo che sarebbe stato lineare (i cittadini che si identificano con il Pd decidono il segretario senza che ci siano di mezzo sezioni, federazioni, signori delle tessere) un voto inutile degli iscritti. Ora quegli stessi che hanno voluto l’imbastardimento gridano allo scandalo se per caso un paio di milioni di democratici dovessero smentire il voto di quattrocentomila democratici. Se i numeri in democrazia hanno un senso, e lo hanno, two is meglio che half.

2. Dario Franceschini ha scaricato Paola Binetti che ha minacciato di non votarlo alle prossime primarie, con una riga sul suo twitter: “La Binetti dice che non puo votarmi per le mie posizioni su laicita e testamento biologico.Sorry:rispetto le sue idee ma non cambio le mie”. Mi pare un buon uso dei social network.

3. Le primarie le decideranno gli under 40. Si prevedono mezzo milione di votanti di quella fascia d’età. Se, come credo, non saranno attratti dall’idea di partito-bocciofila tanto simile alla appena travolta Spd propugnata da D’Alema e Bersani, è molto probabile che il risultato del 25 ottobre sarà molto diverso di quello dei circoli. Domani gli under 40 si ritrovano allo Spazio Etoile in un’iniziativa per Dario Franceschini: ci siamo chiamati Generazione Primarie e non mi pare un brutto nome.

4. Ah, ora che ci ripenso. Massimo Bordin nella sua rassegna stampa di oggi su Radio Radicale ha contestato che le primarie del Pd abbiano a che fare con la democrazia diretta. Adesso scrivo un articolo per Europa e magari domani se lo legge così capisce perché quando si occupa di congresso Pd di tanto in tanto il direttore della radio pannelliana dice solenni castronerie.

5. Patrizio Bianconi, consigliere comunale di Roma del Pdl che sostiene il sindaco Gianni Alemanno, ha risposto così per iscritto alla lettera di un cittadino che gli chiedeva di intervenire su una questione che riguardava la raccolta dei rifiuti: “Sarebbe svilente se un Onorevole si dovesse occupare di cassonetti – o monnezza, come dicono a Roma. O si impegna formalmente – stipulando un patto di sangue con il sottoscritto – a votare nel 2013 il sottoscritto Patrizio Bianconi al comune di Roma e il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX o se lei non è intenzionato non si rivolga alla mia persona. Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l’email al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia”. Dopo la nomina di un altro amico di Alemanno, picchiatore neonazista condannato per tentato omicidio, a amministratore delegato di Ama Servizi, possiamo sicuramente affermare che la classe dirigente della destra romana fa schifo.

6. Stasera per la teoria dei 61 colpi banchiamo il Wolfsburg nella partita Manchester United-Wolfsburg. Il midweek calcistico dà sempre grandi soddisfazioni a noi scommettitori.

7. Il nuovo stadio della Roma non si farà mai.

MARIO ADINOLFI

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