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L’editoriale. Male “Annozero”, ma Scajola lo rilancia di Luigi Crespi

settembre 27, 2009 di Redazione 

Commento della domenica affidato al grande Luigi Crespi, re dei son- daggisti nel nostro Paese ma, soprattutto, maggiore esperto di comunicazione politica in circolazione e, come i nostri lettori ormai sanno bene, brillante commentatore della politica italiana. Ed è sul giornale di quest’ultima, sul nostro giornale che, solo, potete trovare la firma di Crespi tra i grandi quotidiani in edicola e non. Ebbene, per questo fine settimana l’ex consigliere di Silvio Berlusconi (ai tempi in cui il Cavaliere non sbagliava una mossa) stende per noi questo “fondo” dedicato, scelta di Crespi, alla ripartenza del programma di Raidue e al duro attacco sferrato il giorno dopo a Santoro da parte del ministro per lo Sviluppo economico. “Annozero” non aveva spostato una sola opinione, spiega il capo di Crespi Ricerche, ed era “scaduto” molto. Salvo che la reazione fuori misura di Scajola ha finito per riportare Santoro nella sua condizione regale: quella della vittima. Per questo, «Santoro giovedì tornerà in onda e guai se così non fosse». Un pezzo bellissimo, assolutamente da non perdere. Per chi ama la politica. Solo su il Politico.it. E preparatevi a nuove, grandi sorprese. Da domani.

Nella foto, Michele Santoro sullo sfondo della scenografia dello studio di “Annozero”

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di LUIGI CRESPI

Due scene dello stesso film, una rappresentazione che rischia di essere ripetitiva e a tratti paradossale. Il 3 ottobre tutti in piazza per difendere la libertà di stampa che secondo me nel nostro Paese certo non manca, semmai manca il coraggio di raccontare la verità che spesso è soppiantata da rappresentazioni partigiane e violentemente contrapposte.

Il nostro problema non è la libertà di stampa, lo dimostra Santoro che usa due ore per dire che non gli fanno dire quello che sta dicendo e lo dimostra la nascita del Fatto Quotidiano, realizzato da una ventina di giornalisti che in ciascuno dei primi tre giorni di vita alle nove e mezza del mattina era già esaurito.

Il problema sta nella pubblicità, motore della libertà, concentrata per l’80% sulla televisione e per il 70% controllata dalle aziende del premier che dispongono però solo della metà degli ascolti televisivi. Il mercato della pubblicità condiziona la libertà di stampa ed è un mercato blindato, certamente non libero, bloccato dal canone Rai e assopito dalle previdenze per la carta stampata.

Quindi parlare violazione della libertà di stampa è una vera cazzata!!! E chi lo fa contribuisce a fare confusione dicendo cose che la gente non riscontra e percepisce come false o addirittura maniacali.

Berlusconi è vitale proprio per coloro che si sono costruiti carriera e fortuna essendogli contro, scusate potete immaginare Santoro senza Berlusconi? Perderebbe il suo asset principale, il vero motivo della sua esistenza, Santoro non è la Gabanelli, non fa giornalismo d’indagine, ma mette in scena sentenze capitali con la testa del condannato al centro del palcoscenico e gli schizzi di sangue sulla telecamera.

Ma giovedì sera gli ha detto male. Nonostante una costruzione drammaturgica perfetta Italo Bocchino ha giganteggiato prevalendo nettamente sul “povero Franceschini” e non facendo rimpiangere i “ma va là” dell’avvocato Ghedini, inoltre Belpietro ha fatto fare una pessima figura a Concita De Gregorio che appare sempre di più armata di una superiorità inadeguata. Fatti e cifre sono stati circostanziati da Bocchino e Belpietro che hanno smontato pezzo per pezzo le controparti. Triste Mentana che ha svolto il ruolo di comparsa imbarazzata. Il resto è girato intorno all’intervista a Vittorio Feltri messo sotto da un ottimo e documentato Formigli e da un deludente Filippo Facci.

La protagonista assoluta è stata Patrizia D’Addario eletta a Giovanna D’Arco di “Annozero”, cosa a me non chiara a partire dalla qualifica, ora la chiamano escort ma credo si tratti di una prostituta, il che non mi scandalizza se penso a Bocca di Rosa e a via del Campo, ne colgo anche il senso poetico senza sfiorare il misticismo della Maddalena, ma nessuna di queste figure si presenterebbe ad “appuntamenti di lavoro”" con un registratore per poi ricattare il proprio cliente.

E’ la D’Addario che ci dà la misura della qualità di questa Italia scandalosa di inizio secolo, pensate alla storia di Marilyn Monroe con il presidente Kennedy……. Appunto, a Kennedy la Monroe e a Berlusconi la D’Addario: non vi sembra già un castigo?

Comunque il risultato di tanto agitarsi è nullo perché dopo “Annozero” ognuno è rimasto delle proprie idee, a spostarsi è solo la polvere.

…Ma.

Riepilogo: l’esordio di Santoro con “Annozero” non era andato come ci si aspettava, in studio Bocchino e Belpietro si sono rivelati ostacoli troppo ostici per Franceschini e Concita De Gregorio, l’utilizzo di una poco credibile D’Addario ha svelato le reali intenzioni della trasmissione. Inoltre la fiction di Raiuno “Don Matteo 7″ ha vinto il prime time con 6 milioni 604 mila spettatori e uno share del 23.55 contro i pur ragguardevoli 5 milioni 734 mila con il 24.02 di Santoro.

MA - Ma ci ha pensato Claudio Scajola a salvare il Michele nazionale con un intervento maldestro ed inopportuno: “E’ ora di finirla – ha detto il ministro - E’ l’ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie”.

“La televisione non puo’ sostituire le aule dei tribunali – ha proseguito Scajola – soprattutto quando la magistratura non ha rilevato alcun elemento per aprire inchieste sul presidente del Consiglio. Stiamo attraversando una stagione di veleni che sconcerta i cittadini. Queste aggressioni sono la risposta disperata alla politica del fare del governo Berlusconi, nell’illusione di sovvertire il risultato elettorale. La politica non puo’ arrendersi a questa logica”. Per questo, ha detto, “convocherò i vertici della Rai per verificare se trasmissioni come “Annozero” rispettino l’impegno, assunto dalla Rai nel contratto di servizio, a garantire un’informazione completa e imparziale”.

Scajola deve garantire cosa? Che in Rai ci sia un un’informazione completa e imparziale? Non volevo credere alle mio orecchie, mi sono riletto il dispaccio d’agenzia due volte, domandandomi con quale obiettivo fosse stato diffuso e come il ministro Scajola potesse passare sopra la Commissione di Vigilanza della Rai e come potesse immaginare che quello di rendere il servizio della Rai completo e imparziale potesse essere un suo compito, senza capire che se l’informazione è completa, quindi rispettosa di tutte le voci in campo, non può essere imparziale e che questo compito non può essere affidato al Governo.

Inoltre la sua iniziativa rende uno zerbino Mauro Masi, il neo Direttore Generale della Rai che non mi pare stia brillando da nessun punto di vista in questi primi mesi di attività, anzi. Forse, il ministro per lo Sviluppo economico di questi tempi non dovrebbe concedersi distrazioni televisive e meglio farebbe a concentrarsi con tutte le sue forze su altre priorità.

IL RISULTATO - Scajola ha trasformato la partenza stentata di “Annozero” in un successo politico consentendo a Santoro di rappresentarsi come una vittima, un vero paladino della libertà, mentre il Governo ne esce come un censore, alimentando una inevitabile e furiosa polemica che è il nutrimento stesso del tribuno di Raidue che alimenta la marea di ascolti rendendolo oggettivamente intoccabile.
E’ la polemica che garantisce la centralità politica a Santoro. L’iniziativa di Scajola non ha sbocchi, Santoro giovedì tornerà in onda e guai se così non fosse.

LUIGI CRESPI

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