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Diario politico. Scudo fiscale, il Pd lascia l’aula. Anm: “Basta amnistie”. Alfano duro

settembre 24, 2009 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Carmine Finelli. E’ dunque passato, con il voto favorevole della maggioranza, i no di Udc e Idv e il rifiuto a partecipare al voto dei Democratici, il provvedimento che consente di riportare in Italia i capitali conservati illegalmente – e senza pagare le tasse - all’estero versando solo una piccolissima penale. A questo, si aggiunge che chi, usufruendo di questa possibilità, avesse commesso su quei capitali reati contabili come il falso in bilancio, non verrà punito. Già ieri, all’approvazione del dispositivo in Commissione Bilancio, l’opposizione era insorta. Bersani: “E’ riciclaggio di Stato”. I magistrati: “Si tratta di reati oggettivamente gravi, per i quali il Governo rinuncia alla punizione quale che sia l’importo non dichiarato”. Ma il ministro della Giustizia: “Decide il Parlamento”. Sta invece per arrivare alla Camera la legge sul testamento biologico. A questo proposito, Fini assicura: “Verrà garantito il diritto alla libertà di coscienza a tutti i parlamentari”. Infine, vi riferiamo delle ultime nel braccio di ferro sul contratto di Marco Travaglio intorno ad “Annozero”. Il racconto.           

Nella foto, il ministro della Giustizia Angelino Alfano

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di Carmine FINELLI

Si è votato oggi, in Senato, il provvedimento sullo scudo fiscale, dispositivo che consente di riportare in Italia i fondi neri conservati all’estero a prezzo di una piccola penale (molto inferiore al monte di imposizione fiscale evasa accumulato nel tempo) e ora anche di evitare la punibilità per chi avesse commesso reati contabili, primo fra tutti il falso in bilancio.
Come era nelle previsioni, l’emendamento Fleres – che prevede appunto quest’ultima aggiunta – è passato senza particolari problemi. Il Partito Democratico non ha partecipato al voto. Udc e Idv hanno votato contro. Sulle ragioni dell’uscita dall’aula dei Democratici, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd è chiarissima: “Era più onesto il cartello di Medellin. Si è presentato con i suoi capi, con nome e cognome, al governo colombiano per offrirgli di far rientrare i capitali all’estero e aiutare così il bilancio pubblico. Da noi, in violazione di tutte le norme, si fanno rientrare capitali sulla cui costituzione nessuno indagherà mai e a si garantisce l’anonimato, in spregio a qualsiasi norma di civiltà giuridica”. Il presidente dei Senatori democratici definisce il provvedimento “una vera porcata”. Sulla stessa lunghezza d’onda il candidato favorito nella corsa alla segreteria Pd, Pierluigi Bersani. Secondo Bersani “la legge finanziaria è stata sostituita dal condono. Eccoci arrivati all’obiettivo – prosegue – una colossale ripulitura di denaro organizzata dallo Stato a poco prezzo. Questo sarebbe il governo che sta con il popolo e non con i parassiti”, ironizza Bersani. Anche Massimo D’Alema definisce “grave” il provvedimento sullo scudo fiscale, in quanto favorisce il “massimo di opacità” e rappresenta “un enorme favore” a chi ha frodato il fisco.
Per l’Italia dei Valori parla il presidente dei Senatori Felice Belisario: “Alla faccia degli italiani che pagano le tasse e degli italiani onesti che rispettano le regole”. Questo governo è antitaliano, è contro l’Italia perché dichiara non punibili tutti i reati fiscali e il riciclaggio di denaro sporco. Il governo consegna il nostro Paese ai poteri forti, alle bande malavitose e anche ai terroristi oltraggiando lo Stato di diritto. “L’Italia è diventata un Paese dove violare la legge è la regola”.
Nel tardo pomeriggio giunge la dura presa di posizione dell’Associazione Nazionale Magistrati, il sindacato delle toghe, che esprime “preoccupazione” per gli effetti del provvedimento. “Il diritto penale – spiega una nota dell’Anm – richiede certezza ed effettività della pena, e non può tollerare un così frequente ricorso ad amnistie o sanatorie, in particolare nel settore delicatissimo dei reati economici e fiscali”. “Si tratta di reati oggettivamente gravi – sottolinea l’Anm – puniti con una pena massima di sei anni di reclusione, per i quali lo Stato rinuncia alla punizione, in tutti i casi e indipendentemente dall’importo non dichiarato”.
Il perché di tanto fermezza da parte dell’opposizione e dell’Anm è presto spiegato: la nuova norma cancella la punibilità per i reati tributari e le violazioni contabili di chi aderisce allo scudo (ovvero di chi già riporta da noi capitali conservati all’estero e sottratti al fisco senza dovere restituire tutto ciò che non ha versato in tasse, grazie appunto al placet del governo), come il falso in bilancio; per questo, secondo le opposizioni, l’emendamento approvato in aula è l’ennesima stortura del governo.
Per aderire allo scudo fiscale ci sarà meno tempo, fino al 15 dicembre, e non come era stato detto all’inizio fino al 15 aprile 2010, per poter portare a bilancio di quest’anno gli introiti. Lo scudo fiscale non darà nessuna copertura per i procedimenti penali in corso al 5 agosto 2009, mentre questa sarà garantita solo per i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi alla data di entrata in vigore della legge anticrisi, ovvero dal 5 agosto 2009. Viene inoltre sancita la cancellazione dell’obbligo di segnalazione delle operazioni su cui grava il sospetto del riciclaggio da parte degli intermediari. Infine, viene estesa la copertura dello scudo fiscale per le società collegate o controllate estere.
A dare maggior enfasi alle recriminazioni dell’opposizione anche le parole di prudenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale preferisce non commentare la notizia dell’approvazione del provvedimento sullo scudo fiscale. “Nessun commento. Ma – dice Napolitano – quando mi sarà trasmesso il testo da promulgare, approvato dal Parlamento, valuterò le eventuali novità”.

Fini e il testamento biologico. Gianfranco Fini si impegna a garantire che i deputati possano affrontare le ormai prossime votazioni sul testamento biologico contando sul diritto alla libertà di coscienza. Il presidente della Camera lo ha assicurato in un incontro con rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, Mina Welby, Ernesto Ruffini, Simonetta Dezi e Rocco Berardo e Luigi Manconi. “Fini – riferisce Manconi – ha ricevuto da noi un dischetto contenente i nomi di oltre 3300 cittadini che hanno compilato un testamento biologico. E una prima valutazione dei dati che emergono da queste dichiarazioni di volontà. Da parte sua ha affermato con determinazione il suo impegno a garantire che l’imminente dibattito si svolga con la massima serenità e pacatezza, in un clima scevro da pregiudizi e in cui la libertà piena di coscienza di ogni singolo parlamentare sia interamente rispettata”. Gli esponenti Radicali hanno anche fatto presente al presidente della Camera il mancato rispetto, dal febbraio 2008, degli spazi di accesso che il servizio pubblico televisivo dovrebbe garantire alle associazioni. Fini ha infine ricevuto in dono da Mina Welby il libro “Lasciatemi morire”, di Piergiorgio Welby.
L’impegno di Fini si inscrive in una linea di continuità con, da ultimo, ciò che disse alla Festa nazionale del Pd a Genova. In quell’occasione l’ex leader di Alleanza Nazionale si è detto favorevole ad un rettifica del testo presentato alla Camera. Modifiche che sono state poi effettivamente apportate al disegno di legge, il quale approderà tra qualche giorno in aula per la votazione.
Nel Pdl, la posizione di Fini trova almeno una sponda. E’ di oggi, infatti, la pubblicazione di una “Lettera per il disarmo ideologico” sul quotidiano “Il Foglio”, diretto da Giuliano Ferrara, firmata da venti parlamentari del Popolo della Libertà, tra cui l’ex radicale Benedetto Della Vedova. I deputati sottolineano, rivolgendosi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, come sia ancora possibile “cambiare strada”. E ancora: i venti esortano Berlusconi ad approfondire la discussione sul tema, prima di legiferare. “L’iper-regolamentazione giuridica del fine vita non contrasta solo con il senso di giustizia, ma con il senso di realtà – scrivono i venti onorevoli – L’infinita e drammatica casistica materiale e morale che emerge nelle relazioni di cura non può essere infilata a forza in una legge fatta di norme astratte e generali” si legge nella lettera. Secondo i firmatari, l’approdo finale dovrebbe essere una “una soft law che ribadisca con chiarezza il no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico, e che per il resto istituisca una sorta di riserva deontologica sulla materia del fine vita, demandando al rapporto tra i pazienti, i loro familiari e fiduciari e i medici la decisione in ordine a ogni scelta di cura”. Per quanto riguarda il Partito Democratico la replica è affidata a Dario Franceschini che dalle colonne de “L’Espresso” esprime la posizione del Pd. “La Chiesa ha diritto di intervenire – dice il segreDario – non si può applaudirla quando parla di pace o di immigrazione e negarle la parola quando dice cose scomode sui temi etici. Ma la Chiesa non può dire a un parlamentare come deve votare: è una scelta che appartiene all’autonomia del politico. Su questo punto rivendico una coerenza: la raccolta di firme tra i deputati cattolici dell’Ulivo sulla legge sui Dico è stata considerata da molti l’atto di nascita del Pd”.

Braccio di ferro su “Annozero”. Prosegue la diatriba tra Michele Santoro e la Rai che persiste nel non rinnovare il contratto a Marco Travaglio. Il giornalista parteciperà ugualmente alla prima puntata – eloquentemente intitolata “Farabutti” – in onda stasera, come ospite.
Intanto, oggi interviene il direttore generale della Rai Mauro Masi. “”Annozero” andrà regolarmente in onda – dice, parlando davanti alla Commissione di Vigilanza – stiamo solo facendo un approfondimento per un collaboratore esterno (Travaglio, ndr) nei confronti di una trasmissione che ha avuto tutto quello che ha chiesto”. Poi dal direttore generale arriva una pesante critica al modo di fare tv di “Annozero”, pur senza mai nominarla: “Occorre una riflessione sul servizio pubblico, che deve essere plurale. Ma nella mia carriera che mi ha portato a girare molti Paesi del mondo non ho mai visto programmi anti-politici. Non ho mai visto all’estero reti di servizio pubblico che facciano programmi apoditticamente contro”. Dal canto suo Santoro replica dai microfoni di Radio Città Futura alle parole di Masi: “La situazione in Italia è molto dura e difficile e i colleghi che si ribellano vengono puntualmente puniti ed emarginati. Tutto questo perché il sistema informativo italiano non e’ libero”. E ancora: “Fanno molta fatica persino i giornalisti di un quotidiano importante come il “Corriere della Sera”, perche’ attraverso Mediobanca Silvio Berlusconi può avere un’influenza diretta sulla testata”.

Carmine Finelli

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