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Il racconto. In pellegrinaggio sulla via di Damasco di Maurizio Lupi

settembre 22, 2009 di Redazione 

In esclusiva per il giornale della po- litica italiana, il vicepresidente della Camera dei deputati racconta il viaggio compiuto con altri cinquanta parlamentari (di tutti gli schieramenti) «nei luoghi paolini da Damasco a Aleppo, passando per Maalula e Crac de Chevalier». «Un vero e proprio pellegrinaggio che assume un significato particolare perché compiuto da persone che hanno una responsabilità politica. Sono infatti convinto – scrive Lupi - che non può esistere impegno politico senza la testimonianza di ciò in cui si crede». Un contributo prestigioso, che è anche una riflessione sul rapporto tra fede e politica, da parte di una delle maggiori personalità della politica italiana, che si inserisce nella serie di inter- venti e commenti ai massimi livelli che ogni giorno animano il dibattito su il Politico.it. Assolutamente da non perdere. Testo raccolto da Marco Fattorini.           

Nella foto, l’onorevole Maurizio Lupi

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di MAURIZIO LUPI*

“Questo è l’amore che vale più del potere: quando è salva la fede che garantisce il potere”. E’ il tema del pellegrinaggio in Siria a cui ho partecipato con una cinquantina di parlamentari, tra loro anche il ministro della Giustizia Angelino Alfano ed il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia.

Per una settimana deputati e senatori, accompagnati dalle loro famiglie, di tutti gli schieramenti politici hanno dato vita ad un “onorevole pellegrinaggio” guidato dal cappellano di Montecitorio, l’arcivescovo Rino Fisichella. Si tratta ormai di un appuntamento fisso di fine estate, prima della ripresa dei lavori parlamentari.

Dopo la Terra Santa, il Portogallo, la Turchia, la Grecia, quest’anno abbiamo visitato i luoghi paolini da Damasco a Aleppo, passando per Maalula e Crac de Chevalier, la più importante fortificazione costruita dai Cavalieri di Malta. Un vero e proprio pellegrinaggio che assume un significato particolare perché compiuto da persone che hanno una responsabilità politica. Sono infatti convinto che non può esistere impegno politico senza la testimonianza di ciò in cui si crede. Per noi, l’esperienza cristiana, vissuta quotidianamente è il punto di riferimento del nostro impegno. Quest’anno, con la ricorrenza del bimillenario della nascita di San Paolo, abbiamo deciso di visitare i luoghi dove questo grande santo ha vissuto e predicato assieme ad alcuni dei primi discepoli. Quasi un ritorno alle origini della nostra fede e della nostra identità cristiana.

La politica ha una grande responsabilità: mettersi al servizio della comunità. Abbiamo bisogno di persone che possano testimoniare che la politica può essere diversa, che la vita può essere diversa. Quello che abbiamo visto in Siria è il desiderio di affrontare la propria vita con un senso e un significato, nulla può essere tralasciato. Parlamentari di destra e di sinistra partecipando al pellegrinaggio hanno voluto domandarsi il senso della propria responsabilità.

Durante il viaggio abbiamo anche svolto incontri istituzionali, ad esempio a Damasco con il presidente dell’assemblea popolare siriana Mahmoud al Abrash e con il ministro dell’Informazione Mohsen Bilal, con i quali abbiamo esaminato lo stato delle relazioni tra Siria e Italia e i modi per consolidarle. Nel corso del colloquio al Abrash ha compiuto una panoramica degli ultimi sviluppi nella regione sottolineando che «il raggiungimento di una pace giusta e globale basata sulla legittimità internazionale e sul principio ‘pace in cambio dei territori’ e’ molto importante» e pertanto ha esortato l’Europa a svolgere un ruolo maggiore a tale scopo.

In un incontro separato, il ministro Bilal ha dal canto suo affermato che «la Siria vuole la pace e lavora per ottenerla, sulla base delle legittimità internazionale e delle risoluzioni dell’Onu». Dopo un’esperienza come quella del pellegrinaggio in Siria non posso far altro che lodare la fratellanza e la tolleranza tra diverse religioni e confessioni che di cui ho avuto testimonianza durante questa esperienza.

MAURIZIO LUPI*

*Vicepresidente della Camera dei deputati

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