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Ora pure Franceschini vuole il confronto E in casa Pd resta solo il ‘forse’ di Bersani

settembre 22, 2009 di Redazione 

Il segretario in carica: “Si può fare senza farci del male”. La proposta, che prevede un dibattito pubblico all’americana tra i tre candidati alla leadership del Partito Democratico, era stata lanciata da Marino. Che si era poi dovuto scontrare con l’indisponibilità degli altri contendenti. Oggi l’annuncio del segreDa- rio che spalanca le porte all’ipotesi. Ce ne parla Attilio Ievolella.

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di Attilio IEVOLELLA

Manca praticamente un mese all’appuntamento decisivo, trenta giorni da arricchire con i confronti e da riempire, inevitabilmente, con conteggi e risultati parziali. L’ultimo aggiornamento, da quest’ultimo punto di vista, racconta di un Bersani al “primo turno” in netto vantaggio…
Ma in questi trenta giorni ci sarà spazio – forse – anche per il primo vero confronto diretto tra i tre candidati ufficiali alla segreteria nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino (in strettissimo ordine alfabetico).

Perchè oggi Dario Franceschini, che in precedenza rifiutava l’idea – così come ancor oggi Bersani – riprende la proposta lanciata da Ignazio Marino e propone anche lui un confronto all’americana. Per Franceschini, in sostanza, “è utile organizzare un ‘faccia a faccia’ con tutti e tre i candidati alla segreteria e dialogare con uno spirito costruttivo. Si può fare – ha aggiunto – senza bisogno di farci del male”.

Così, come detto, viene riproposta l’idea del confronto – per parlare della “idea-Paese”, ha chiarito ancora Franceschini – A far riflettere è non solo l’utilità di una battaglia dialettica, ma anche la tempistica… E’ doveroso ricordare, difatti, che è stato Marino a sottolineare la necessità di un confronto: era il 6 settembre, per la precisione, e da Cesena proprio Marino attaccava, sottolineando che “il Partito Democratico guarda ad Obama, ma se proponi le primarie all’americana, con un confronto diretto sui programmi dei candidati, Franceschini rimanda a dopo i congressi dei circoli e Bersani tace… Queste sono le primarie all’italiana”, per poi aggiungere, come ulteriore riflessione: “Ma che senso ha la proposta di Franceschini di realizzarlo dopo i congressi dei circoli, peraltro a distanza, con tre discorsi distinti? E’ questo il rispetto che il segretario del più grande partito d’opposizione italiano ha per i suoi iscritti?”.
E sempre da Cesena ancora Marino aveva anche indicato la data possibile per il confronto: “Credo che la proposta di Pippo Civati, di realizzare il confronto il 20 settembre a Firenze, vada accolta senza timori”.
A questo quadro, peraltro, sempre per dovere di cronaca, bisogna aggiungere anche la risposta di Bersani, che, due giorni dopo, l’8 settembre, aveva ricordato che “il nostro percorso prevede che l’11 ottobre ci sia la Convenzione, dove i tre candidati, a conclusione dei congressi di circolo, diranno la loro. Lì ci sarà il confronto. Poi, da lì alle primarie del 24 ottobre decideremo se sarà il caso di fare dibattiti pubblici insieme”.

All’epoca, due settimane fa, Bersani e Franceschini presero tempo… Oggi, alla luce delle parole di Franceschini, resta solo Bersani a dover prendere posizione rispetto all’ipotesi di un confronto diretto. Col suo ‘sì’ si potrebbe rendere pienamente democratica la corsa alla segreteria nazionale, chiamando in causa non solo i tre candidati (e i gruppi che li sostengono) ma anche, anzi soprattutto, i rispettivi progetti per il partito e per il Paese. Perché – è doveroso ricordarlo – è su questo che si gioca il futuro del Partito Democratico e dell’Italia.

Attilio Ievolella

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