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Congresso Pd, la denuncia dei mariniani: ‘In Calabria più voti a Bersani che iscritti’

settembre 21, 2009 di Redazione 

Parla a il Politico.it la candidata alla segreteria regionale della mozione Marino, Fernanda Gigliotti: «Da noi quelli dell’ex ministro e di Franceschini usano tecniche mafiose. Ve le racconto. Così il congresso è inutile e ridicolo». E scrive agli altri due aspiranti leader nazionali e ai parlamentari Democratici (tra cui il nostro Laratta) per chiedergli di intervenire. E’ il più grande caso di presunte irregolarità dall’inizio delle assise. Il giornale della politica italiana ve lo racconta in esclusiva. L’intervista è di Désirée Rosadi. Sentiamo.           

Nella foto, Fernanda Gigliotti (di lato) a colloquio con Ignazio Marino

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di Désirée ROSADI

Dott.ssa Gigliotti, ci parli di ciò che, a suo modo di vedere, non sta andando nei congressi di circolo Pd in Calabria.
«Innanzi tutto si è verificato un tesseramento anomalo, superiore ai voti ottenuti nelle ultime due tornate elettorali. E non è tutto. Non solo numero e nomi dei tesserati non coincidono con i dati emersi nelle votazioni congressuali, ma in molte realtà mancavano totalmente le cabine elettorali e non è stata garantita la segretezza della scelta. Un esempio: a Catanzaro Centro su un’anagrafe di 379 iscritti hanno votato 682 persone di cui 474 per la mozione Bersani… In poche parole, ha votato in favore di Bersani molta più gente di quanto ne risulta iscritta al partito. La lista delle anomalie non finisce qui: è accaduto che uomini di partito e amministratori pubblici abbiano addirittura compilato le schede al posto dei votanti. Ma l’anomalia più grossa è quella della campagna per il tesseramento, che ha visto presidenti, vicepresidenti, assessori, onorevoli, senatori, consiglieri, portaborse, rastrellare tessere e comprare determinate quote e pacchetti azionari. Direi, una tecnica mafiosa».

Ad essere colpiti sarebbero Marino e la sua mozione.
«Sì. Aggiunga che in qualche caso non è stata neppure consentita l’iscrizione per chi sostiene la mozione Marino. Per questo il congresso è, oltre che ridicolo, inutile. A livello regionale, l’unico risultato in linea con il dato nazionale, almeno per quanto riguarda la mozione Marino, è quello che è uscito dal congresso dei circoli di Lamezia Terme; tutto il resto vede Marino escluso da un confronto esclusivo tra Franceschini e Bersani. Uno scontro duro: a Catanzaro Centro e a Cosenza si sono verificate addirittura risse all’interno dei circoli. Per non parlare delle feste di piazza del Pd, che hanno visto Marino escluso dal confronto dialettico: è chiaro che qui ci si contende il controllo del territorio, si cerca di accaparrare sempre più fondi comunitari, e il risultato è sempre scontato».

Lei dice: tesseramenti anomali e votazioni collettive. Cosa sta succedendo nei circoli del Pd calabrese?
«Più che tesseramento, direi un accomodamento di uomini e donne fidate, e titolari di pacchetti azionari, negli organi regionali. Complici i membri della commissione di garanzia. E ciò che stupisce è il silenzio dei parlamentari e dei senatori calabresi eletti con il Pd che permettono che tutto questo vada avanti. Mi riferisco a Doris Lo Moro, a Franco Bruno e, tra gli altri, a Maria Grazia Laganà, vedova di Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale ucciso dalla ‘ndrangheta. A loro, a Franco Laratta, Nicodemo Oliverio, Marco Minniti, Rosa Calipari, Dario Franceschini, Pier Luigi Bersani e alla Commissione Nazionale di Garanzia e quella Regionale di Garanzia ho già inviato una lettera nella quale chiedo spiegazioni a tutto questo. Quali idee volete portare avanti? Quali ideali? Questo è un comportamento mafioso, e così la proposta del Pd non può essere alternativa al centrodestra. E il dato allarmante è l’allontanamento progressivo e inesorabile dal Pd di coloro che credevano nella sua novità».

Désirée Rosadi

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