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Attacco a Kabul. Non si fanno sondaggi sui morti di Luigi Crespi

settembre 18, 2009 di Redazione 

Ve lo sarete domandati come mai Di Pietro e Bossi dopo avere votato in Parlamento a favore della mis- sione in Afghanistan se ne sono usciti chiedendo il ritiro delle truppe. La risposta è fornita da Mannheimer (“58 italiani su 100 sono per il ritiro”) [...] continua all’interno

Nella foto, Luigi Crespi. Il blog personale all’indirizzo http://luigicrespi.clandestinoweb.com

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di LUIGI CRESPI

Ve lo sarete domandati come mai Antonio Di Pietro e Umberto Bossi dopo avere votato in Parlamento a favore della missione in Afghanistan se ne sono usciti chiedendo il ritiro delle truppe. La risposta è fornita da Mannheimer (“58 italiani su 100 sono per il ritiro delle truppe”) e non ci sono dubbi, se si pone una domanda di questa natura, mentre scorrono le immagini dei nostri soldati massacrati.

E’ difficile pensare che l’opinione pubblica si esprima in modo diverso. La questione che pongo non è sulla correttezza del dato ma sull’opportunità di fare un sondaggio inevitabilmente condizionato da una grande emozione, sarebbe come farne uno sulla pena di morte all’indomani di un omicidio efferato e in cui inevitabilmente si otterrebbero dati alterati, drogati che nessuno prenderebbe sul serio.

Ma quel 58% per cento ci aiuta a capire come taluni uomini politici riescano a cogliere più di altri lo stato d’animo della gente e usino qualunque cosa per la loro campagna elettorale, condizionati dall’ossessione del consenso, abbiano come priorità assoluta l’interesse elettorale del proprio partito. Abili, furbi, ma francamente cinici ed indegni.

Immaginatevi cosa può passare per la mente delle famiglie dei parà uccisi e quali sentimenti questo atteggiamento può generare tra i militari che sono ancora al fronte: prima li mandano in un’operazione di pace che di fatto è una guerra e poi li mollano per una manciata di voti.

Naturalmente queste considerazioni non valgono per chi, come la sinistra detta radicale, si è da sempre espressa contro l’intervento in Afghanistan. La questione che pongo non è nel merito della missione, la mia indignazione è per il disprezzo e il cinismo che francamente nel caso Di Bossi e Di Pietro puzza di cadavere.

LUIGI CRESPI

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