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Il commento. Berlusconi a “Porta a porta” non convince di L. Crespi

settembre 16, 2009 di Redazione 

Era (comunque la si veda) l’evento politico-mediatico della giornata di ieri. Il popolo della politica italiana, su fronti e con intenzioni opposte, lo aspettava. Le polemiche gli avevano assicurato una grande (ulteriore) visibilità. Su Facebook, nelle comunità di sinistra circolavano inviti al boicottaggio. Oggi tutti i giornali (soprattutto a destra) gli daranno grande risalto. Il giornale della politica italiana però fa di meglio e affida l’analisi della performance televisiva del presidente del Consiglio direttamente al maggiore esperto di comunicazione politica in Italia. Ed è con la solita efficacia che il “nostro” Luigi Crespi ci spiega perché, secondo lui, “la performan- ce di Berlusconi è stata pessima”. Sentiamo. Come sempre, il parere più autorevole sul giornale numero uno.

Nella foto, Berlusconi a “Porta a porta”

Il blog personale di Luigi Crespi all’indirizzo http://luigicrespi.clandestinoweb.com

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di LUIGI CRESPI

La consegna della case ai primi sfollati di Onna sarà anche un’operazione propagandistica ma si basa su una realizzazione che realmente ha dello straordinario, un fatto unico che stride per differenza con vicende italiche finite in modo meno trionfale. Bastava questo, le facce commosse e sorprese di chi ha vissuto 5 mesi in tenda, le donne e i bimbi felici: erano la più grande promozione per Berlusconi e il suo governo, ma di tutto questo si è visto poco, veramente poco.

Infatti il protagonista di questa serata è stato Bruno Vespa che ha offuscato il presidente del Consiglio. Berlusconi faceva il simpatico e come un “piacione” cercava di prendersi degli spazi, Vespa lo incalzava, fino a ridicolizzarlo a volte non a torto, e tutto teso a mostrarsi ruvido con il potente di turno. Era lui l’uomo di potere, così potente da modificare le agende politiche e da far stravolgere i palinsesti televisivi, trascinando Berlusconi in una polemica velenosa che ha l’aggravante di averlo tenuto lontano dal suo Milan. Una comica, una messa in scena mal riuscita.

Sul conflitto d’interessi e libertà di informazione abbiamo toccato la farsa: le domande erano ancor peggio delle risposte. Su Gianfranco Fini laconico il premier ha detto che non ci sono problemi se non quelli dello stesso Fini!

Sui temi dell’economia abbiamo assistito all’ossessivo copione che Berlusconi va ripetendo ormai da settimane. A Milano settimana scorsa, dalla Meloni qualche giorno fa, stesse metafore, stesse battute, stesse parole, stesse barzellette, come quella che la crisi è responsabilità dei media e non delle 400 banche che gli stati nazionali hanno contribuito a salvare. Ho letto addirittura il terrore, poi, sui volti degli astanti quando ha preso in mano i suoi immancabili fogli pinzati, quelli che contengono le informazioni sulle attività svolte dal governo: meno male che non ha ripetuto la lettura pedissequa come ha fatto nell’incontro con la Meloni e si è fermato ai titoli.

Vespa ha dovuto tirargli le orecchie molte volte, sulla sinistra catto-comunista, sul “campionato del miglior presidente della storia”: con un aria insofferente gli ha ricordato che i meriti di De Gasperi erano relativi alle vicende fondative del nostro Paese, ma Berlusconi forte del suo 68.4% che De Gasperi si sognava, ha insistito nella sua autodefinizione del più grande di tutti, ha intimato il cambio generazionale nel PD e quando Mannheimer timidamente gli ha detto “guardi che tra i cattolici lei perde consensi” ha puntato il dito sulle calunnie di cui è stato vittima dimenticandosi che invece le cose forse non stanno cosi.

Non sono mancati i colpi di scena: la mancata telefonata di Floris che ha avvisato di avere fatto un’agenzia dove precisava che la sua trasmissione non era del PD (bene ha fatto perché non me ne ero mai accorto) e poi la telefonata di Casini lucido e tagliente a cui il premier ha risposto con “auguri” quando il leader dell’Udc gli ha ricordato che non ci si può alleare con chi si disprezza e che il suo partito non fa la politica dei due forni perche è l’unico all’opposizione da due legislature.

Sui temi della sicurezza e dei clandestini Berlusconi è apparso poco convinto come se portasse avanti idee che neanche a lui piacciono particolarmente.

Potrei andare avanti ma tutto va in una direzione: la performance di Berlusconi è stata pessima, incomprensibilmente pessima visto che ha consentito che si occultasse l’unica grande indiscussa e clamorosa notizia, la consegna delle prime case in Abruzzo, per parlare di facezie senza costrutto, per imporre banalità legate a quel teatrino della politica che lui ha sempre disprezzato e di cui oggi è diventato prima ballerina.

Incomprensibile come un genio della comunicazione, non solo politica possa farsi imbrigliare in uno schema ossessivo, ripetitivo e auto-celebrativo e non cerchi di ottenere lo stesso risultato dipanando i fatti.

Mi viene un dubbio: vuoi vedere che i fatti non sono come sembrano?

LUIGI CRESPI

Commenti

One Response to “Il commento. Berlusconi a “Porta a porta” non convince di L. Crespi

  1. kattekop on settembre 16th, 2009 15.59

    Ma il Berluscono non è un politico….e un semplice palazzinaro arricchito.

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