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Ecco la verità sulle case ai terremotati Estranee al “Progetto Case” del Governo

settembre 15, 2009 di Redazione 

Il “merito” della consegna delle prime 94 unità abitative realizzate è di una joint venture tra Croce Rossa Italiana (finanziatore) e Provincia autonoma di Trento (soggetto attuatore). Il giornale della politica italiana è in grado di raccontarvi nel dettaglio e con riferimento ai documenti ufficiali come sono andate le cose. Le prime abitazioni della Protezione civile e dell’esecutivo? In arrivo a fine settembre. “Dalle tende gli sfollati non vanno nelle case, ma negli alberghi. Le aspettative sono state disattese”, dice la presidente della Provincia de L’Aquila Stefania Pezzopane. La firma è di Attilio Ievolella. Da non perdere. Sentiamo.

Nella foto, i gadget della Croce Rossa finanziatrice dell’opera attendono le persone terremotate nelle loro nuove abitazioni

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di Attilio IEVOLELLA

A distanza di cinque mesi dalla terribile notte che, tra il 5 e il 6 aprile, vide la terra tremare, le case crollare e donne, ragazzi e uomini morire, per L’Aquila e per l’Abruzzo arriva un piccolo segnale di speranza, un piccolo spiraglio di luce per il futuro. Così si può leggere, senza dubbio, la consegna, che avviene in queste ore, ad Onna delle prime 94 unità abitative destinate ad accogliere famiglie ospitate sino ad oggi in una tendopoli. “Tra sabato e domenica la tendopoli di Onna sarà chiusa e smontata”, ha garantito Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile. Ne restano, però, altre, ancora in piedi e ancora utilizzate… Ecco perché è necessario, ora più che mai, fare il punto della situazione.

LA CONSEGNA ‘TARGATA’ TRENTO - Alla cerimonia, come risaputo, sta prendendo parte anche il premier Silvio Berlusconi, in rappresentanza del Governo e del Paese. E quest’ultimo riferimento, il Paese, è fondamentale, perché, in sostanza, le 94 unità abitative realizzate – la definizione tecnica, poco piacevole, è ‘Moduli abitativi provvisori’ – vanno considerate come il frutto della solidarietà e dello sforzo comune degli italiani, rappresentati in maniera diversa.
Per essere più chiari – e aderenti ai fatti – l’intervento è stato realizzato grazie alla “convenzione tra la Provincia autonoma di Trento e la Croce Rossa Italiana” (convenzione datata 17 giugno 2009). Ancora più in dettaglio, “la convenzione ha previsto per la Provincia autonoma di Trento il ruolo di soggetto attuatore mentre la Regione Umbria ha collaborato per il rilievo dell’area e la predisposizione di una prima idea progettuale”, mentre “la Croce Rossa Italiana ha assunto l’onere del finanziamento dell’opera”, per un importo superiore ai 5milioni di euro, raccolti grazie alle donazioni degli italiani, per l’appunto.
Ciò significa – alla luce del comunicato ufficiale emesso dalla Provincia di Trento – che le prime abitazioni realizzate in Abruzzo nella fase di ricostruzione sono estranee all’ambito del ‘Piano case’ predisposto dal Governo. Non a caso, Bertolaso, come capo della Protezione Civile, ha annunciato per il prossimo 29 settembre la consegna “delle prime abitazioni del ‘Progetto Case’”.

I DETTAGLI - Sempre grazie alle comunicazioni ufficiali della Provincia di Trento – rappresentata oggi, alla cerimonia di consegna, dal presidente Lorenzo Dellai e dall’assessore Lia Beltrami, affiancati dagli esponenti della Protezione Civile di Trento – è possibile anche conoscere i dettagli strutturali dell’intervento portato a termine ad Onna. In particolare, il ‘villaggio’ è “composto di edifici prefabbricati eseguiti con criteri antisismici, di tipo bifamiliare, realizzati con struttura in legno e ad un piano. Le strutture, posate su una platea di calcestruzzo armato, sono: 24 nuclei abitativi di tipo ‘A’, con una superficie da 45 metri quadrati, destinati ad ospitare famiglie da 1-2 persone; 40 nuclei abitativi di tipo ‘B’, con una superficie da 50 metri quadrati, destinati ad ospitare famiglie da 3-4 persone; 30 nuclei abitativi di tipo ‘C’, con una superficie da 75 metri quadrati, destinati ad ospitare famiglie da 5-6 persone”. Elementi comuni sono “portico esterno, bagno e cucina-soggiorno”, le stanze da letto, invece, vanno da un minimo di una a un massimo di tre.

IL FUTURO E LA SITUAZIONE ATTUALE - Per fine settembre, come detto, dovrebbero invece arrivare i primi risultati del ‘Progetto case’ promosso dal Governo. Allo stesso tempo, dalla Provincia autonoma di Trento, attraverso le parole del presidente Dellai, è stato ribadito l’impegno per la rinascita dei territori abruzzesi: è prevista, difatti, la realizzazione di altre 260 unità abitative, “una parte costruite con i nostri finanziamenti e una parte commissionata dallo Stato e da altri enti”, ha chiarito Dellai.
La situazione attuale, però, con i primi freddi, rischia di farsi complicata. Attualmente, secondo quanto dichiarato da Bertolaso, “circa 20mila persone sono in albergo” e “circa 11mila persone sono ospitate in tendopoli”. Ciò significa che la richiesta di una abitazione – le famigerate quattro mura e un tetto sulla testa – si farà sempre più pressante. Come hanno testimoniato anche gli striscioni di protesta che hanno accolto oggi ad Onna il premier Berlusconi.
Significativa è, a questo proposito, la presa di posizione di Stefania Pezzopane, presidente della Provincia di L’Aquila, in un’intervista a ‘Red Tv’: “Continuerò a chiedere a Berlusconi sobrietà, rigore e interventi concreti. Dalle tende gli sfollati non vanno nelle case, vanno negli alberghi… le aspettative delle persone sono state disattese. Cerchiamo di lavorare assieme per raggiungere gli obiettivi, ma è sotto gli occhi di tutti che le prime case consegnate sono fatte dalla Croce Rossa su intervento della Provincia di Trento”. E altrettanto rilevanti sono le parole di Massimo Cialente, sindaco di L’Aquila, che, intervistato a ‘Radio anch’io’, ha espresso preoccupazione per “l’incertezza” attuale: “La gente si chiede ancora cosa accadrà nei prossimi mesi. Non dimentichiamo che circa 26mila persone sono ancora ospitate in strutture ricettive della costa”.
In questa ottica, ora come ora, il riferimento continua ad essere, in prospettiva, il ‘Piano case’ del Governo. E, a questo proposito, Bertolaso ha fissato una scadenza precisa: “Quello che mi sento di dire è che tutti gli sfollati avranno una casa. Questo avverrà entro dicembre e a quel punto la Protezione Civile lascerà pieni poteri agli Enti locali”.

Attilio Ievolella

Commenti

One Response to “Ecco la verità sulle case ai terremotati Estranee al “Progetto Case” del Governo

  1. Adriano Meis on settembre 16th, 2009 12.49

    Ottimo articolo, nella misura in cui getta luce su una vicenda sulla quale si è fatta, e si continua a fare, una indegna speculazione a fini di propaganda. Un altro capitolo nella storia di un regnante il cui potere si fonda su un castello di menzogne, spacciate come verità soltanto grazie al controllo dei media e ad un giornalismo troppo spesso asservito.
    Un esempio, questo articolo, di ciò che un giornalista dovrebbe fare. Un lavoro molto semplice: raccontare i fatti. E nell’era di Feltri e Bruno Vespa, questo è quanto mai apprezzato.

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