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La polemica. Cara Rodotà, donne imparino dai gay di C. Alicata

settembre 15, 2009 di Redazione 

La giovane e talentuosa scrittrice romana, collaboratrice de l’Unità e del giornale della politica italiana, risponde direttamente dalle colonne de il Politico.it alla “lettera aperta alle donne” uscita oggi sul “Corriere” a firma della più autorevole commentatrice di costume del primo quotidiano italiano. Alicata invita Rodotà a tenere conto (e a stimolare le donne a farlo a loro volta) di un’altra parte debole della nostra società, la comunità LGBT, fino a qualche tempo fa anch’essa chiusa nei “ghetti” delle nostre città e oggi, dopo la serie di episodi di violenza subiti, finalmente in piazza contro l’omofobia. Alla fine, Cristiana pone a MLR una domanda non retorica: e se alle donne, oggi, tutto sommato andasse invece bene così? Sentiamo.

Nella foto, Cristiana Alicata

LETTERA APERTA A MARIA LAURA RODOTA’

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di CRISTIANA ALICATA

Cara Maria Laura Rodotà,

mi piace come scrivi, la punta della penna (ormai metafora del secolo scorso) a toccare la carne viva dei pruriti nostrani, con leggerezza e ironia. E sempre in modo impegnato, sorgente riflessiva.

Oggi, scrivi una lettera aperta alle donne, argomento che torna sempre e spesso nei tuoi scritti, in qualsiasi forma.

Scrivi, ad un certo punto:

[...] Mi viene in mente la canzone di Giorgio Gaber, che invitava ad andare nelle strade e nelle piazze. Il diritto universale non passa per le case, continuerebbe Gaber. Anche perché, nota Tiliacos che pure non è d’accordo, «guardare troppa tv rallenta il metabolismo ». Forse le donne italiane sarebbero più contente del loro corpo se si dessero una mossa, di questi tempi, vai a sapere. [...]

Mi chiedo se hai letto i pezzi dei tuoi colleghi (qui Vittorio Zambardino su Repubblica e qui Lorenza Parisi su Sole24ore) di ciò che sta accadendo a Roma in particolare, ma in tutta Italia dentro la comunità LGBT. Te lo chiedo perché mi aspetterei da una giornalista attenta come te un’attenzione particolare ad una rivoluzione (seppur piccola nei numeri) in corso. Capisco riguardi una nicchia. Capisco una donna come te possa conoscere del mondo LGBT solo colleghi o pari-livello. Insomma capisco (non ti incazzare, ti sto palesemente provocando se no come posso fare a farmi rispondere?) tu possa avere una concezione un pò radical-chic dell’omosessualità.

Se le donne stanno chiuse in casa e non si sentono discriminate, i gay e le lesbiche fino ad oggi sono stati chiusi nei loro bei ghetti dorati. Qualcuno in casa con gli amici e le famiglie “ricostruite”. Qualcuno nelle discoteche. Qualcuno, anche, bisogna dirlo, a fare cultura seppur non diffusa o per lo meno non sempre.

Oggi, mediante un passaparola, la comunità LGBT, non strumentalizzata da nessuno, lontano da campagne elettorali e soprattutto in modo socialmente trasversale (il gay rastone con giacca di velluto che cita Di Vittorio e la lesbica manager con camicia su misura) scende in piazza ogni venerdì. Si incontra fuori da dinamiche associative o di appartenenza “tesserativa”, dopo il lavoro, la sera. Eppure 4 settimane fa non ci conoscevamo. Eppure non facciamo parte di uno stesso partito. Di una stessa rete. Condividiamo solo la necessità di rielaborarci come comunità, di vicinanza. Perché non ne possiamo più.

Ecco. Dì alle donne. A noi. Di fare così. Di fare rete. Di andare oltre le appartenenze.

O non sarà che le donne non sono ancora al livello collettivo di non poterne più? Questo…te lo sei chiesto, MLR?

O forse manca un gruppo di donne, di riferimento, che lasciando i vetrini dei loro laboratori esteri, le loro tastiere, i loro salotti exsessantottini, le loro tavole rotonde di discussione…chiedono alle donne di scendere in piazza? Perché tutte le donne che hai citato, o che sono intervenute nel dibattito sull’Unità, non hanno convocato un incontro. Un flash-mob, magari sotto palazzo Grazioli. Tu lo sai il perché, MLR.

Perché non ci va. A noi comunità LGBT, ci va perché siamo saturi. Noi, come donne, ancora evidentemente no.

CRISTIANA ALICATA

Commenti

One Response to “La polemica. Cara Rodotà, donne imparino dai gay di C. Alicata

  1. Spinster on settembre 16th, 2009 17.27

    Forse sarebbe il caso di smettere di aspettare che “un gruppo di donne di riferimento” faccia questo o quest’altro – per voi.

    Datevi un po’ da fare giovani neofemministe, postfemministe o nonfemministe invece di scaricare anche le vostre (ir)responsabilità sulle spalle di chi ha già fatto tanto – anche – per voi!

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