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**Caso Ballarò e la consegna delle case**
LA CENA E’ SERVITA
di ANDREA SARUBBI*

settembre 14, 2009 di Redazione 

“La verità è sfuggente, stiamo ai fatti”, disse una volta Walter Cronkite. Il ruolo di chi fa informazione è quindi quello di raccontarli. Tutti. Nel caso poi di chi fa informazione politica questo ruolo si declina nella necessità di incalzare - raccontando i fatti - chi governa, chiunque sia, che per la posizione che ricopre ha una responsabilità verso il Paese che la stampa ha il compito di assicurare venga onorata. E’ in questa chiave che il giornale della politica italiana, dopo avervi riportato le polemiche sulla decisione della Rai di far slittare “Ballarò”, vi propone questo pezzo del deputato del Pd ed ex conduttore del programma di Raiuno “A sua immagine” che racconta alcuni fatti, appunto - ”che sarebbero potuti essere raccontati da ‘Ballarò’ e che difficilmente verranno raccontati domani sera”, scrive Sarubbi - legati alla consegna delle prime case ai terremotati. Solo sul giornale della politica italiana.

Nella foto, frame di un “Porta a porta” con il presidente del Consiglio, che sarà anche domani ospite di Vespa

Il blog personale di Andrea Sarubbi all’indirizzo http://andreasarubbi.wordpress.com

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di ANDREA SARUBBI*

Tempo fa, prima ancora dei cambiamenti nei vertici Rai, denunciavo quello che secondo me è il principale difetto dell’informazione italiana: l’incapacità, nella stragrande maggioranza dei casi, di far sentire entrambe le campane. Ne viene fuori un’informazione à la carte, in cui ognuno sceglie in anticipo cosa vuole sentirsi dire ed in base a questo schiaccia il bottone del telecomando. Ribadito che, da ex giornalista, la cosa mi piace ben poco, sia quando si beatifica il premier che quando lo si critica a priori, non posso tacere di fronte alla scelta della Rai di far saltare la prima puntata di Ballarò – ormai pronta e dedicata in buona parte alla ricostruzione in Abruzzo – per uno speciale di Porta a porta sulla consegna delle prime villette ai terremotati. In questo caso, se posso continuare la mia metafora, è stata direttamente la Rai a decidere il menù: domani sera si mangia propaganda, stop. Non che Giovanni Floris sia un anarchico bombarolo, ma probabilmente qualche domanda scomoda l’avrebbe fatta. Avrebbe ricordato – come ha fatto oggi la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane – che le 200 villette pronte per la consegna non sono quelle del Progetto case, ma quelle realizzate dalla Provincia di Trento (governata, guarda un po’, dal Centrosinistra). Avrebbe parlato delle 30 mila persone parcheggiate sulla costa adriatica e delle 16 mila ancora in tenda. Avrebbe chiesto come mai le case che verranno consegnate ad Onna non siano le palazzine dove sono state messe le bandierine, ed avrebbe cercato di capire come mai gli abitanti di quel paese ormai distrutto abbiano costituito delle onlus per difendere i propri diritti. Ho grandissimo rispetto per Bruno Vespa, fin da quando facevo indegnamente il suo mestiere: ne ho sempre apprezzato l’enorme cultura, le grandi doti di divulgatore, l’abilità di condurre una trasmissione televisiva senza un copione in mano, la capacità di cambiare registro a seconda delle circostanze. Ma temo, purtroppo, che non sentiremo mai domande scomode in una liturgia come quella di domani sera, dove tutto è stato concepito per non disturbare il conducente. E ripenso ai contratti di Annozero (anche se la polemica sulle troupe di Euroscena mi pare una fesseria), alla mancata copertura legale di Report, alle nubi che ancora oggi avvolgono Che tempo che fa. Non vorrei dovermi preoccupare pure per A sua immagine, vista la fine che ha fatto il direttore di Avvenire.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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