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***La risposta ai lettori***
GLI USA E BERLUSCONI, POLITICA E NON COMPLOTTO
di PAOLO GUZZANTI

settembre 13, 2009 di Redazione 

Letteralmente sommersi. Di accessi, ovviamente, schizzati a mille come non mai, ieri l’altro e soprattutto ieri. E di messaggi. In tanti, infatti, dopo l’uscita del pezzo “Esclusivo. Il piano Usa per fare cadere Berlusconi” firmato dall’ex vicedirettore de “il Giornale”, che trovate ancora qui a lato, ci hanno scritto per chiederci di saperne di più e per esprimere indignazione, sconcerto, dubbi per la presunta “ingerenza” americana nei nostri affari interni, per di più se messa in campo attraverso forme oscure. Abbiamo deciso che risponde Guzzanti direttamente qui, a tutti, a beneficio anche degli altri lettori. E coglie l’occasione, la grande firma anche di “Panorama”, per un altro, straordinario saggio sul tema: antiamericanismo. Sentiamo.   

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Aggiornamento: non esiste alcun “complotto” americano, ma chiare manifestazioni politiche, visibili, oneste e naturalmente in grado di produrre conseguenze alla luce del sole. Vedo che una ventata di paranoia antiamericana si è abbattuta sul sito. Guardiamo solo i fatti. E allora, fatto: ieri, venerdì 11 settembre, il nuovo ambasciatore americano si è recato a rendere visita e omaggio al Presidente della Camera Fini. Non era incappucciato. Era sulle news.

Sono impressionato. Una parte incredibilmente alta di lettori si è fatta prendere da un attacco di paranoia antiamericana e pensa a complotti oscuri, manovre della Cia (dimostrando così di non sapere nulla della Cia, vedi i documenti pubblicati da Molinari che dimostrano come la Cia VOLESSE i comunisti al governo col compromesso storico, al contrario dei sovietici che fecero fuori Moro e tentarono di fare la pelle anche a Berlinguer) e di tutto l’universo quasi paranormale di oscurità americane del genere che soltanto gli americani stessi con i loro autori, giornalisti, Congresso, cinema, televisione, libri, sanno alimentare. Micheal Moore ne è il campione, e incassa benissimo. Nulla è più americano dell’antiamericanismo. E naturalmente a tutti sembra sfuggire che la posizione politica americana è quella di Obama, l’osannato e amatissimo primo presidente nero della storia. Non vi pare che ci sia qualcosa che non vada?Allora, ricapitoliamo.

Gli Stati Uniti sono quelli che per due guerre mondiali, di cui la seconda scatenata proprio dall’Italia insieme a Hitler, sono venuti qui da noi a riempire i nostri cimiteri, a rifocillarci, a restituirci dal 1945 libertà e democrazia, poi ricostruzione e sicurezza di fronte alla minaccia sovietica. Tutto ciò che tutti credono di sapere sulle malefatte del cattivo americano sono in genere – come ho potuto appurare documenti alla mano – fabbricazioni del Kgb spacciate specialmente attraverso giornali italiani: così l’assassinio di Kennedy ordito dalla Cia (la versione kgb di Oliver Stone che ormai purtroppo è diventata storia corrompendo i cervelli dei giovani che non studiano ma credono di sapere già tutto) e poi di Moro ucciso dalla Cia, come organizzato e spiegato in dettaglio proprio in un preciso documento del dossier Mitrokhin.

Gli americani, come mi dicono tutti i miei amici diplomatici, politici, gente comune amici e parenti americani (non dimenticate che io ho una famiglia americana e che mi considero per metà americano, con moglie e figli americani, ma anche amici, colleghi, gente della strada, vicini di casa) non ne possono più di veder crescere pericoli alla pace e alla stabilità e alla libertà democratica che poi tocca a loro un giorno venire a risolovere col loro sangue.

Non è che gli italiani poi vanno a combattere in Montana o in Oregon per la libertà degli americani (ma un gruppo di pistoleros texani accompagnò Garibaldi nella sua impresa italiana).

Dunque gli americani vedono male per l’Italia, per l’Europa e per la stabilità e la sicurezza mondiale, il fatto che un Paese cardine come il nostro scelga di legarsi mani e piedi dal punto di vista economico ed energetico a un Paese non democratico, violento (Georgia, Politkovskaya), potenzialmente fasciocomunista, privo di istituzioni democratiche reali, incapace di produrre ricerca scientifica che non sia militare e anche quella di genere massiccio e non figlio della ricerca fisica ed elettronica di alto livello, il quale paese non democratico sta mostrandosi già come un pericolo: alleato con Chavez in Venezuela, fornitore di contrabbando di missili per l’Iran, sostenitore di Hezbollah e Hamas in Medio Oriente, da sempre desideroso di mantenere altissimo il prezzo del greggio mediorientale per poter rendere competitivo il proprio greggio che è costoso ed estratto con tecnologia non d’avanguardia.

Hanno diritto Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito (che la pensa in maniera anche più dura) di manifestare apertamente la loro preoccupazione? Io dico di sì. Non è soltanto un diritto, ma un dovere. Berlusconi ha millantato finora una posizione filoamericana a chiacchiere, ma poi sui punti fondamentali è russo dalla cima dei capelli alla punta delle scarpe.

Intendiamoci: Prodi non è meno russo di lui e infatti Putin gli aveva offerto, come a Schoereder, la presidenza di Gazprom in Italia. Sono tuti filorussi e di fatto antiamericani. Come gran parte degli italiani che, come cattolici, come fascisti o come comunisti, odiano gli Stati Uniti emettendo la consueta fontana di scorie di pensiero-immondizia, formato da leggende metropolitane, film, trovate paranoidi che – ripeto – sono in genere di fonte letteraria tutta e solo americana.

Allora: apertamente, occhi negli occhi, Bush disse a Berlusconi “Questa storia del gas russo come unica fonte privilegiata non ci piace”. Obama ha ripetuto la stessa cosa. Gordon Brown anche. A tutti Berlusconi ha risposto che se ne frega e seguita a fidanzarsi con Putin al punto che ormai quasi tutti pensano – anch’io lo penso, ma non posso provarlo – che il nostro abbia la mani in pasta personalmente negli affari energetici. Ma poiché io non voglio aumentare il tasso di paranoia, dico che non lo so, ma che ne sto cercando le prove.

Dunque, quale sarebbe il complotto americano? Aver detto apertamente che la politica di Berlusconi viene considerata sbagliata per gli interessi complessivi della convivenza, pericolosa dal punto di vista della protezione della pace perché la Russia spende i soldi di Berlusconi comprando cannoni (e tecnologia militare avanzata) e tale di spostare l’asse europeo verso le steppe e le patate, e lontano dall’oceano Atlantico e dalle democrazie dell’Occidente.

E’ reato? C’è qualcosa che non va? Dove sarebbe il delitto?

Nel chiedere in Italia chi potrebbe meglio costruire una politica diversa? Nel mandare messaggi, nel fare colloqui, nel diffondere opinioni? Ma che cosa credono i paranoici del blog, che gli americani con gli occhiali neri e la pistola in tasca stiano preparando un colpo di Stato? Ma smettetela. E la smetta, fra altro, anche Israele di considerare Berlusconi un grande amico: Frattini sostiene per l’Unesco un ministro egiziano famoso per aver detto che “Noi l’odio per gli ebrei lo beviamo con il latte materno”. E l’Italia lo sostiene. Questo governo russo lo sostiene. Questo governo libico lo sostiene. Questo governo che non ha fatto decidere al Parlamento le sue scelte strategiche, non si è sottoposto ad un vero dibattito e alle decisioni del Parlamento, ma che schiaccia, ignora, deride un Parlamento già di per sé asfittico.

I berlusconiani rispondono più o meno: ma a noi che ci frega? Noi l’abbiamo votato, noi abbiamo vinto, noi lo vogliamo, e guai a chi lo tocca. Ora Berlusconi non lo tocca nessuno, nel senso che se dovesse cadere, questo accadrebbe per una serie di eventi che ho già elencato. Tutti eventi POSSIBILI, non DECISI da qualcun altro.

Che deciderà la corte costituzionale? Boh.

Che succederebbe se la corte dichiarasse illegittimo il lodo Alfano? Dipende.

Nel frattempo la politica, che non è fatta dal solo Berlusconi, né dal solo Frranceschini, ha ripreso a marciare. Cè gente come me che dissente, altra che si ribella, altra che chiede democrazia interna nei partiti dove deve esistere il rispetto di regole come in America, Francia, Inghilterra e Germania.

E in questo quadro gli USA hanno detto: bene, per quel che onestamente possiamo, noi manifesteremo il nostro interesse e il nostro compiacimento per una soluzione politica democratica tutta italiana, ma che dia risultati che a nostro parere possano rendere l’Europa, la stessa Italia e il mondo più sicuri.

Dove sarebbe il satanismo? Dove il complotto? Io non ho mai parlato di complotto ma di politica. Ho fatto notare, e lo sottolineo ancora, che le grandi inchieste Mani Pulite sono nate dalla polizia americana (non dalla Cia, ma dal FBI) di cui Giovanni Falcone era un grande frequentatore e anche l’attuale direttore dei servizi e già capo della polizia De Gennaro lo era e spero che lo sia ancora (uno dei pochi che come me parla ed è capace di pensare in inglese). Gli americani lottano davvero contro la mafia, mica a chiacchiere. E la mafia gliel’abbiamo portata noi a loro, non loro a noi. E hanno sempre avuto interesse ad un rapporto di collaborazione nel campo della Giustizia che permettesse di stroncare le attività mafiose.

Dunque, ragazzi, calma e rinfoderate gli occhialini per i film in 3D. Qui siamo di fronte alla realtà, non di fronte alle puttanate di Moore. Ognuno ha responsabilità chiare, ognuno sa misurare forze e controforze e levatevi dalla testa che esistano gli spettri, gli uomini fantasma e tutte le baggianate dell’antiamericanismo militante. Sto pensando, dopo i due libri che ho in corso di fattura su Berlusconi e De Benedetti, di scrivere un libretto sul pregiudizio antiamericano. Lo so che è fatica sprecata, perché troppi sciocchi preferiscono la Spectre alla realtà, che è faticosa e richiede pazienza e applicazione con la mente sgombra da pre-giudizi, ma ci proverò.

Intanto, per favore, guardiamo i fatti scoperti e non misteriosi per quel che valgono: il nuovo ambasciatore americano david Thorne, che davanti al Senato americano ha spiegato di essere consapevole dei problemi che dividono Usa e Italia (oltre al bla-bla-bla dell’amicizia sempiterna), ieri venerdi 11 settembre ha reso visita per mezzora a Montecitorio a Gianfranco Fini presidente della Camera.

E’ un fatto politico, diplomatico e NON è un complotto.

PAOLO GUZZANTI

Commenti

One Response to “***La risposta ai lettori***
GLI USA E BERLUSCONI, POLITICA E NON COMPLOTTO
di PAOLO GUZZANTI

  1. kattekop on settembre 14th, 2009 12.07

    Diciamo che una eterna gratitudine potrebbe diventare pesante.Ma gli italiani sono in torto….anche se ci hanno rimesso la vita tanti giovani di allora.Qualche sopravissuto piange ancora quando racconta della Russia.
    Credo che sarebbe ora che gli italiani,si informano di più per venire a conoscenza di un america,con americani…che vivono e gioiscono proprio come noi.Non sono gli americani il problema…è il popolo italiano che ha le fette di prosciutto sugli occhi…sopratutto perchè la tv del biscio- monopolio addomestica le notizie.

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