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L’intervento. 7 motivi per cui voto Dario Franceschini di M. Adinolfi

settembre 11, 2009 di Redazione 

Il vicedirettore di Red, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione del segreDario al congresso, “risponde” al nostro ritratto sull’ex candidato alla leadership dei Popolari proponendo un “manifesto” in sette punti a favore della candidatura di Franceschini. Secondo Adinolfi “solo Dario” “può garantire il rinnovamento di cui il Pd ha bisogno; coltiva l’originale ambizione maggioritaria del partito; punta sull’idea del superamento delle vecchie appartenenze; sostiene la democrazia diretta e le primarie; difende l’alleanza con l’Idv; non dimentica l’antifascismo e il tema della memoria; ha un profilo aggressivo nei confronti di Berlusconi”. Ma sentiamo, nel dettaglio.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

Sono chiari almeno sette motivi per cui Dario Franceschini deve assolutamente vincere le primarie del Partito democratico. Li elenco.

1. Solo Dario può garantire il radicale rinnovamento di cui il Pd ha bisogno. I volti nuovi del Pd sono tutti con lui, da Debora Serracchiani a David Sassoli, da Francesca Barracciu a…Mario Adinolfi. Con Bersani si sono schierati Bassolino, Iervolino, Loiero, D’Alema, Latorre, Villari e tutti i teorici della conservazione restauratoria dello status quo ante. Alle primarie il popolo del Partito democratico dovrà scegliere tra innovazione e conservazione: Dario, assai più libero e privo di cambiali politiche da dover pagare, potrà permettersi di mettere mano al necessario avanzamento di una nuova classe dirigente, passaggio decisivo per avviare la sfida alle destre populiste per il governo del paese, perché con i dirigenti del passato non vinceremo mai.

2. Solo Dario continua a coltivare l’ambizione maggioritario del Pd, diventando così il custode del bipolarismo italiano. La vittoria di Bersani aprirebbe la strada a schemi multipolari, auspicati da D’Alema che punta sul rafforzamento dell’identità di sinistra, che comporterebbe il conseguente rafforzamento di un soggetto centrista con cui successivamente allearsi. Un’alleanza che non sarebbe affatto scontata. Solo un Pd che non si accontenti della soglia del 27-30% (indicata da D’Alema) può sperare di tornare al governo.

3. Solo Dario punta sull’idea originaria di un Pd come luogo di superamento delle vecchie appartenenze, potendo contare su un arco di sostenitori che va dalla sinistra cofferatiana ai cattolici. Bersani ha ribadito più volte che vuole un Pd di sinistra. Quel Pd di sinistra era il Pds. Il Pd era nato per andare oltre quella storia.

4. Solo Dario è convinto sostenitore di un Pd come partito della democrazia diretta e delle primarie, che intende difendere anche come strumento generatore di rinnovamento. Bersani punta al “partito-bocciofila” (definizione sua) e dice esplicitamente che le primarie vanno limitate.

5. Solo Dario intende conservare l’allenza con l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, vista da Bersani e soprattutto D’Alema come fumo agli occhi, puntando su una intesa delle tre opposizioni per tornare al governo del paese.

6. Solo Dario ha mantenuto nel corso di questa campagna interna la giusta attenzione ai temi dell’antifascismo e della memoria, mentre Bersani (con una sindrome propria di molti postcomunisti della scuola dalemiana) tende a rimuovere la questione.

7. Solo Dario ha un profilo molto aggressivo nei confronti di Silvio Berlusconi e garantirebbe una legislatura senza inciuci, errore capitale del dalemismo, che non a caso vede un Bersani reticente quando diventa invece necessario essere assai severi nei confronti della politica e dello stile del presidente del Consiglio, in particolare in questo momento in cui è partito l’assalto all’arma bianca del premier verso la stampa libera.

Per questi sette motivi io al congresso di circolo e soprattutto alle primarie del 25 ottobre voto per Dario Franceschini segretario nazionale del Pd.

MARIO ADINOLFI

Commenti

One Response to “L’intervento. 7 motivi per cui voto Dario Franceschini di M. Adinolfi

  1. Marco on settembre 12th, 2009 19.52

    Il fatto che il sign. Adinolfi non faccia un accenno, NEMMENO un accenno al fatto che i candidati sono 3 e non 2, basta già da solo a mostrare la pochezza dei suoi argomenti.

    Complimenti allo spirito democratico, alla voglia di cambiamento, al desiderio di confronto.

    Questo è l’ennesimo colpo di bassa manovalanza delle informazioni, che certo l’autore del post non esisterà invece a considerare come l’ennesima mossa frutto della sua fine acutezza tattica. Che genio!

    Una dirigenza che mira a tagliare fuori gli altri candidati onorandoli con la congiura del silenzio?

    Un articolo come il precedente che IGNORA il dibattito interno del partito riportando solo le visioni di una parte degli iscritti e non di tutti?

    Il silenzio su tutti i temi più importanti ed il ricorso allo stesso trito e ritrito linguaggio ed approccio politichese già vecchio ancora prima di nascere?

    Un programma di cui non si capisce nemmeno uno, dico, uno dei punti concreti che verranno decisi?

    Se volete questo, i 7 punti di Adinolfi sono proprio quello che fa per voi.

    Ma questo non vale solo nella forma, ma anche nel merito. Confrontati con il programma di MARINO infatti, non solo quello di Franceschini non è affatto il cambiamento, ma anzi è tale e quale a quello che c’è ora, e vediamo tutti come sta andando.

    Ma si , continuiamo a tenere un “un arco di sostenitori che va dalla sinistra cofferatiana ai cattolici” senza preoccuparci che poi siamo in disaccordo su quasi tutto e che invece è dai contenuti che bisogna partire.

    E così dentro tutti che c’è posto, da Cofferati alla Binetti, e via di salamelle alla “festa demoscratica”, che tanto sono gli ultimi anni.

    Per quanto riguarda la supposta “aggressività di Francechini” poi, francamente, forse è meglio stendere un velo davvero pietoso. A me viene da sorridere. Ognuno qui può giudicare secondo coscienza, ma basta leggere, davvero. Solo che il can che abbia, come si sa, poi non morde.

    Ed infatti Silvio è letterlamente terrorizzato da tanta aggressività.

    Adinolfi propone 7 punti e nessuna posizione. Perché allora non ci dice cosa pensa il suo candidato che “deve assolutamente essere eletto” di questioni come NUCLEARE, COPPIE DI FATTO, INFORMAZIONE, RICERCA, LAICITa’, IMMIGRAZIONE?

    Dice che Dario può “garantire il radicale rinnovamento”. Bene, allora perché tace su tutte queste questioni? Quale rinnovamento? In cosa cambiamo?

    Perchè non porre i contenuti, le differenze tra Bersani e Franceschini, al centro dei 7 punti di cui sopra?

    Perchè, semplicemente, Adinolfi non lo può fare. Quello che Franceschini pensa di queste questioni, non credo lo sappia nemmeno lui. Altrimenti almeno un sussulto, e che diavolo!

    Altro che cambiamento! Contenuti tali e quali a quelli di ora. Metodi sempre gli stessi. E vai con la MANIPOLAZIONE delle informazioni come se non peggio di prima!

    Almeno un accenno al fatto che esiste un terzo candidato con un programma molto chiaro le costava tanto?

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