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Obama e la riforma sanitaria: “Pubblico e privato uniti per dare l’assistenza a tutti”

settembre 10, 2009 di Redazione 

Il presidente lo sa, i sondaggi che lo danno in calo stanno lì a dimostrarlo: su questa partita Barack Obama si gioca tutto, vivere o morire. Ma il piglio con cui oggi si è rivolto al Congresso e alla nazione, in un discorso con il quale ha chiesto alla politica americana di fare un passo indietro e di ricordare che “può succedere ad ognuno di noi” di rimanere senza copertura assicurativa e quindi di non potere accedere alle cure, è quello di chi questa partita la vuole vincere, e allora l’affronta con la mente sgom- bra da retropensieri e il coraggio di chi crede che ciò che sta proponendo valga più di ogni altra cosa, e dunque anche (soprattutto) più di qualsiasi calcolo sul proprio futuro politico. Il discorso di Obama di oggi nel servizio di Attilio Ievolella. Non perdetelo.

Nella foto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama

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di Attilio IEVOLELLA

“It can happen to anyone”. “Può succedere a ognuno di noi”. Lo si può considerare il nuovo ‘motto’ di Barack Obama, un ‘motto’ che è servito per invitare il Paese e la rappresentanza politica presente nell’aula del Congresso ad affrontare un passaggio importante, “centrale” per il futuro: la riforma del sistema sanitario statunitense. Perché ciò che può “succedere a ognuno di noi”, cioè a ogni americano, è di rimanere senza copertura assicurativa per la propria assistenza sanitaria, a causa della mancanza di risorse economiche per pagare la polizza oppure a causa della perdita del proprio posto di lavoro o, ancora, a causa di un tetto massimo di spesa previsto dalle compagnie assicurative… sopra quel tetto, in sostanza si muore…

Quello che ha parlato al Congresso è stato un Barack Obama nudo e crudo, diretto, come richiedeva un tema che gli Stati Uniti d’America affrontano da anni, senza mai riuscire a trovare una soluzione. Più volte, in passato, si è ipotizzato un sistema misto, ovvero copertura dello Stato di fianco alla copertura offerta dalle compagnie assicurative private, ma sempre senza successo. Ora il primo presidente colored degli Stati Uniti ha ribadito, per l’ennesima volta, di volere proseguire a testa bassa, con convinzione – e dialogando con i propri avversari politici -, per arrivare alla meta finale: l’assistenza sanitaria per ogni cittadino americano. “Non sono stato il primo presidente ad affrontare questa questione, ma sono determinato e pronto ad essere l’ultimo…”, ha chiosato Obama, in apertura del proprio discorso al Congresso. Parole, queste, che hanno confermato la priorità data alla riforma del sistema sanitario.

Anche per questo, il presidente, rivolto al Congresso e agli americani, ha detto basta, letteralmente ai “bisticci” e alle “battaglie politiche”, puramente tattiche, e citando alcuni gravi casi di malasanità ha voluto ricordare a tutti quanto il confronto sulla possibilità di cura per gli americani sia destinato a ripercuotersi non in aula ma sulla pelle di ogni singola persona.
Per questo stesso motivo, ha deciso di rivolgersi alla popolazione americana, spiegando che “ci sono, oggi, altri 30milioni di cittadini americani che non hanno copertura sanitaria” e affermando che il piano di riforma ha tre obiettivi, ovvero “garantire più sicurezza e stabilità per i cittadini che già hanno una copertura; garantire copertura a quelle persone che oggi non possono averla; bloccare l’impennata dei costi del sistema sanitario, costi che ricadono sulle nostre famiglie, sulle nostre imprese, sul nostro governo”.

E rispetto a questi obiettivi il richiamo centrale è stato quello alla idea di prevedere un sistema misto, pubblico-privato, centrato sulla competizione tra assicurazioni private e assicurazione pubblica per garantire la adeguata copertura sanitaria – senza limiti di spesa – a ogni cittadino americano.
Nell’ottica liberale statunitense, la competizione, anche in questo settore, è destinata a far abbassare i prezzi, a dare maggiori (e migliori) opportunità di scelta agli americani. E questo aspetto è stato evidenziato fortemente da Obama: “Il mio punto di riferimento è stato ed è che i consumatori si trovano meglio laddove c’è scelta e competizione. Così funziona il mercato. Ma, sfortunatamente, in 34 Stati il 75 per cento del mercato assicurativo è controllato da meno di cinque compagnie… in Alabama quasi il 90 per cento è controllato da una sola compagnia. E senza competizione – ha chiosato Obama – il prezzo delle assicurazioni sale mentre la qualità scende”.

La strada, per il presidente degli Stati Uniti, è tracciata: pubblico e privato in competizione per assicurare finalmente assistenza sanitaria a ogni americano. Ora bisognerà capire se il Paese e il Congresso saranno pronti a condividere questa strada…

Attilio Ievolella

Commenti

One Response to “Obama e la riforma sanitaria: “Pubblico e privato uniti per dare l’assistenza a tutti””

  1. Alessandra Piva on settembre 11th, 2009 12.37

    Bravo Obama !!!
    Il tuo motto : ” WE CAN CHANGE”, oggi più che mai è attuale !
    Alessandra Piva

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