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L’opinione. Le dieci questioni per l’”anno” che si apre di M. Adinolfi

settembre 8, 2009 di Redazione 

Ieri, di fatto, è cominciata la “nuova stagione” (senza accenti veltronia- ni) della politica italiana. Anche il suo giornale è ripartito forte con il ritorno della sua guida e delle sue firme migliori. Oggi con il grande blogger e vicedirettore di Red, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e sostenitore della mozione Franceschini al congresso, il Politico.it “legge” i prossimi mesi cercando di capire quali saranno i temi di questo 2009-2010 che, tra l’altro, si concluderà con il “bagno” nazionalpopolare dei Mondiali di calcio. Adinolfi sceglie dieci “snodi”: Berlusconi, il Pd, la Chiesa, il Grande Centro, le regionali, la ripresa economica, Obama e la riforma sanitaria, i fronti di guerra, i migranti, e, naturalmente, la Juve che torna allo scudetto… Sentiamo.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

Va bene, le vacanze sono davvero finite e ora ci sarà da occuparsi di dieci questioni. Conoscerle, almeno per sommi capi, è dovere di chiunque voglia essere consapevole di quel che cambia in Italia. E qualcosa cambia.

Questione numero 1: Silvio Berlusconi. La sua parabola politica non è al suo massimo, ma per questo diventerà sempre più determinato e, per chi gli si oppone all’interno e all’esterno della maggioranza, pericoloso. La ricostruzione in Abruzzo potrebbe portarlo al trionfo. Ma sarà comunque effimero.

Questione numero 2: il Partito democratico. Il congresso e le successive primarie ne determinerà la natura. La vittoria di Dario Franceschini mi sembra più probabile di quella (pur più pronosticata) di Pierluigi Bersani. Se dovesse conquistare una piena legittimazione, Franceschini sarà privo di cambiali da pagare e per questo molto più duttile nel costruire l’alternativa a Berlusconi.

Questione numero 3: la Chiesa cattolica italiana. Il caso Boffo ha definitivamente concluso la stagione di Camillo Ruini. Cambiano gli equilibri e si apre uno scontro tra chi punta a un nuovo soggetto politico dei cattolici e chi preferisce riconfermare l’asse con l’attuale maggioranza, coccolando comunque singoli parlamentari cattolici nel Pd. In questo scontro si inserisce la linea della Santa sede. Che determinerà vincitori e vinti nella Cei.

Questione numero 4: il Grande Centro. Sono lustri, dalla fine della Democrazia cristiana, che si ciancia della costruzione di un soggetto politico dei due forni al centro dello schieramento politico. I soggetti che proveranno a metterlo su sono Pierferdinando Casini, Rocco Buttiglione, Luca Cordero di Montezemolo, la Cisl e Francesco Rutelli (se vince Bersani nel Pd), la Fondazione Farefuturo con la benedizione neanche troppo istituzionale di Gianfranco Fini e la strizzata d’occhio di segmenti della Cei (vedi punto 3).

Questione numero 5: le elezioni regionali. Tra sei mesi si dovranno consegnare le liste per la tornata di mid term, ultimo appuntamento nazionale con le urne prima della fine della legislatura. Sono elezioni regionali, è vero, ma decisive sul dato politico. Il centrosinistra è obbligato a tenere in tre regioni: Piemonte, Lazio e Puglia. In particolare nel Lazio, sembra decisiva l’alleanza dell’Udc, che non farà alcun accordo politico nazionale, ma giocherà comunque il ruolo di ago della bilancia. La Lega sbarcherà per la prima volta alla presidenza di una grande regione del Nord.

Questione numero 6: la ripresa economica. Il mondo vede la luce in fondo al tunnel, anche in Italia appaiono piccoli segnali positivi con il Pil che forse rallenta meno di quel che ci si aspettava, ma da noi le conseguenze sociali della crisi avranno ripercussioni più a lungo che altrove, in particolare per la natura poco elastica del mercato del lavoro. Conseguenze pesantissime della condizione dei conti pubblici, poi, hanno riguardato comparti statali come quello della scuola dove sta avvenendo nell’indifferenza generale il più grave licenziamento di massa della storia italiana.

Questione numero 7: Obama e la riforma sanitaria. Sarà una riforma di proporzioni epocali o una prima pesantissima battuta d’arresto per la prima icona pop globale del Terzo Millennio? Barack Obama si gioca tutto sulla sua scommessa di copiare il sistema sanitario…italiano! Ospedali gratuiti per tutti, cancellando la vera sconcezza del capitalismo americano, quella per cui possono curarsi solo i più abbienti. Incredibilmente, più insiste su questo suo progetto, più Obama cala nei sondaggi. Sarà un modello di assunzione di responsabilità della politica contro il ruolo delle lobby. Se riuscirà.

Questione numero 8: i fronti di guerra. Armi e morti ovunque, il mondo da almeno due decenni non sembrava essere così simile a una polveriera pronta a esplodere. La situazione bellica in Afghanistan preoccupa più che in Iraq, c’è l’Iran che prepara l’atomica appoggiato dalla Russia per minacciare Israele, ci sono i conflitti che i fondamentalisti innescano all’interno dei paesi islamici moderati, c’è la Corea del Nord con la follia del suo dittatore, c’è la corona degli inquieti stati ex sovietici con le guerre sotterranee fatte di gas. C’è l’infinito caos mediorientale. C’è tutto per non stare tranquilli.

Questione numero 9: i migranti. Il grande tema culturale e umanitario del nostro tempo è dato dal più massiccio esodo di persone della storia. La povertà tragica, la fame che uccide, le violenze, le guerre, la siccità (per l’acqua si scateneranno i peggiori conflitti del tempo che verrà) costringono a cercare non un paradiso che non c’è, ma un luogo di sopravvivenza. Per il nostro paese, terra di accoglienza e primo porto sul Mediteranneo, la sfida cristiana e generosa dell’integrazione anche numericamente più ampia possibile, può essere raccolta e deve essere vinta.

Questione numero 10. la Juve che torna allo scudetto. L’anno dei campionati del mondo di calcio è sempre un anno straordinario, che si ricorda inevitabilmente. In più alla fine di questa stagione celebreremo il ritorno dei colori bianconeri al ruolo che compete loro, in vetta. Discuteremo a lungo di Antonio Cassano, che non sarà convocato da Marcello Lippi, simbolo e sintomo dello stato in cui versa il nostro paese, dove il genio indiscusso non viene tollerato (perché si accompagna sempre ad un carattere inevitabilmente vivace), mentre si preferisce tutelare l’equilibrio tra mediocri. Per questo usciremo agli ottavi dal mondiale in Sudafrica e del 2010 ricorderemo solo il trentesimo scudetto della Juve.

Di tutto questo occorrerà occuparsi.

Auguri e bentornati a tutti.

MARIO ADINOLFI

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