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LE REAZIONI ALLE DIMISSIONI DEL DIRETTORE DI AVVENIRE DINO BOFFO

settembre 4, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi propone in apertura questa splendida panoramica del nostro Marco Fattorini sullo spinoso caso Boffo. Iniziato come polemica sul ‘Giornale’ della famiglia Berlusconi, la vicenda si è infine conclusa ieri con le dimissioni del direttore cattolico. Ed il posto ormai vuoto alla direzione di ‘Avvenire’ ha provocato da subito, come era facilmente prevedibile, la polifonica reazione del mondo della politica, di cui qui ritrovate tutte le voci del coro. Sentiamo.

Nella foto, Dino Boffo

di Marco FATTORINI

La vicenda Boffo-Feltri, che tiene banco ormai da parecchi giorni, sembra essere arrivata al capolinea. E’ di ieri pomeriggio infatti la notizia delle dimissioni irrevocabili presentate dall’ormai ex direttore di Avvenire che ha deciso di dire basta al violento attacco scatenatosi nei suoi confronti. La decisione finale è stata messa per iscritto in una lettera recapitata al presidente della Cei Angelo Bagnasco. Nella missiva Boffo parla di “una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà dissacratoria che non immaginavo potesse esistere.”

IL MONDO CATTOLICO. Il gesto di Boffo ha scatenato polemiche e reazioni in tutto il mondo mediatico-politico oltre che in quello cattolico che, per il direttore di Avvenire, è sempre stato il principale punto di riferimento.
E proprio il numero 1 della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, ha preso atto “con rammarico, delle dimissioni irrevocabili del dottor Dino Boffo dalla direzione di Avvenire, TV2000 e RadioInblu. Nel confermargli, personalmente e a nome dell’intero episcopato, profonda gratitudine per l’impegno profuso in molti anni con competenza, rigore e passione, nel compimento di un incarico tanto prezioso per la vita della Chiesa e della società italiana, esprime l’inalterata stima per la sua persona, oggetto di un inqualificabile attacco mediatico”.
A Bagnasco fanno eco anche i giornalisti del quotidiano cattolico che hanno redatto una nota congiunta in cui hanno parlato di un’operazione di “bassa macelleria giornalistica” ai danni dello stesso Boffo.
Anche il CdA di Avvenire ha espresso “profondo rammarico per questa decisione e gratitudine per il servizio intelligente e infaticabile svolto in questo periodo cruciale per la crescita del giornale. Sotto la sua direzione Avvenire è diventato un punto di riferimento per la coscienza ecclesiale e un indiscusso protagonista nel dibattito pubblico in Italia”.

L’INTERVENTO DI FELTRI. Nono sono mancate, a caldo, le dichiarazioni del neodirettore del Giornale, Vittorio Feltri. L’ex giornalista di Libero, protagonista di questa vicenda e pubblico accusatore di Boffo, ha commentato le dimissioni del suo collega affermando che “sono affari interni alla Chiesa, non pensavo minimamente a questo quando ho scritto e ho fatto scrivere le cose che hanno provocato tutto questo problema”. “Immagino che Boffo avesse i suoi buoni motivi per dimettersi – ha proseguito il direttore del Giornale – la cosa che mi piacerebbe succedesse è che si tirassero fuori i documenti che provano che quanto scritto dal Giornale era del tutto fondato in maniera che si smettesse con attacchi sgangherati nei confronti del mio giornale e del sottoscritto, che degnamente lo dirige”.


IL MONDO POLITICO.
Ferventi prese di posizione arrivano anche e prevedibilmente dai vari partiti politici che non hanno mancato di dire la loro sul caso Boffo e sulle sue dimissioni. Dal Partito Democratico giungono le parole di Rosy Bindi: “al direttore Boffo va la mia solidarietà”. Il segretario del Pd Dario Franceschini, intervenuto sulla vicenda, ha dichiarato: “c’è da tempo una regia di intimidazione nei confronti della stampa libera, almeno di quella parte che non è già condizionata dal conflitto d’interessi”. “Anche per questo – ha proseguito Franceschini – io sono soddisfatto che ci sia una mobilitazione organizzata non da un partito ma da associazioni e sindacati a cui noi saremo presenti, perchè penso che la battaglia per la libertà d’informazione non debba avere un colore politico, una bandiera, ma debba riguardare tutti quelli che hanno a cuore questi valori e questi principi che sono fondanti di ogni democrazia”.

Anche le altre opposizioni hanno alzato la voce e l’Udc, con Cesa e Buttiglione, ha affermato che Boffo “è un cristiano vero che ha dato una lezione morale, politica e istituzionale a tutti gli italiani. Non vi era alcuna necessità che si dimettesse, ma ha inteso farlo nel nome degli ideali che ha testimoniato in questi anni di direzione. il giornalismo italiano non potrà fare a meno di un professionista cosi autorevole. Consigliamo a tutti una riflessione serena e profonda: mai come oggi chi gioisce pensando di aver vinto una battaglia capirà presto che ha ottenuto soltanto una vittoria di Pirro”.
Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, commenta così le dimissioni di Boffo, dichiarando che si tratta di “un omicidio della democrazia che ha un mandante: si chiama Silvio Berlusconi, che come una volta ha usato l’olio di ricino per liberarsi di chi non è allineato al suo pensiero e al suo modo di fare e di essere”.

A rappresentare il centrodestra in questo giro di polemiche e dichiarazioni c’è Daniele Capezzone. Per il portavoce del Pdl il gesto di Boffo “merita da parte di tutti umana comprensione” ma “ciò che è politicamente, culturalmente inaccettabile è l’attacco sferrato dalla sinistra contro Vittorio Feltri”.
Riferendosi poi ai presunti attacchi partiti dal Gruppo Repubblica-L’Espresso, ha affermato che “se qualcuno pensava che, con la sinistra lanciata all’assalto con ogni mezzo, la stampa vicina al centrodestra dovesse subire silenziosa e remissiva, ha fatto male i suoi calcoli”. Rincara la dose Stefania Craxi, la quale ha preso carta e penna per scrivere una lettera di solidarietà a Feltri visto che “Dino Boffo ha voluto ergersi a moralizzatore senza averne i titoli” e quindi il Giornale “ha fatto benissimo a smascherare tanta ipocrisia”.
Ma nel centrodestra il commento non è unanime. Dino Boffo incassa infatti la solidarietà e la stima del ministro Sacconi che si dichiara “un suo estimatore, un amico personale” ma anche di Gianni Alemanno che parla delle sue dimissioni come di “un gesto di grande nobiltà che sottolinea ancora con più forza quanto questo attacco personale, questo killeraggio personale fosse fuori luogo e fuori misura.” Il sindaco di Roma ha dichiarato inoltre che quello di Boffo è “un bell’esempio che deve far riflettere tutti a cominciare da chi ha promosso questo attacco, sbagliando”.

MARCO FATTORINI

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