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***L’opinione delle grandi firme*** Vian e il paragone con la Shoah di GAD LERNER

settembre 1, 2009 di Redazione 

Prosegue la polemica cui fa perno il direttore di ‘Avvenire’; Dino Boffo infatti vede ora l’attacco provenir da un fronte inizialmente amico. Con un repentino girar di pagina, Gian Maria Vian, direttore de ‘L’Osservatore Romano’ sposta la polemica all’interno dell’editoria vaticana, commentando alacremente un vecchio editoriale del suo pari, in merito ai respingimenti. Gad Lerner commenta il fatto, come sempre, offrendoci un punto di vista critico ed attento a quelle dinamiche fin troppo spesso difficili da percepire. Da non perdere.

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Nella foto, Gad Lerner

di Gad LERNER

Mi dispiace sinceramente che, per tirare un siluro a Dino Boffo, e non certo a titolo personale, il direttore de “L’Osservatore Romano”, Gian Maria Vian si sia avventurato con grossolanità su un terreno delicato.
“Non si è forse rivelato imprudente ed esagerato paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito una editorialista del quotidiano cattolico?”, protesta Vian intervistato da Aldo Cazzullo. Mi stupisce la brutale semplificazione, al limite del falso, come ben rileva su “Avvenire” di oggi Marina Corradi, autrice di quell’editoriale. Nel quale non veniva avanzato nessun paragone fra i naufraghi e la Shoah, ma si denunciava l’indifferenza manifestata per la sorte di quegli sfortunati. Questa sì, paragonabile all’indifferenza per la sorte degli ebrei deportati.
A mettere le mani avanti, da subdolo burocrate, Vian accompagna la sua mistificazione con una vaga allusione al “mondo ebraico” che avrebbe sollevato “riserve su questa utilizzazione di fatto irrispettosa della Shoah”. Come dire: tiro un colpo a “Avvenire”, ma, sapete, lo faccio anche per conto degli ebrei. Il che è falso. Gli ebrei, se lo decidono, parlano attraverso i loro organi comunitari. O a titolo personale come faccio io. E non mi risultano lamentele nei confronti di “Avvenire” ma, al contrario, una dichiarazione di apprezzamento del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.
Ma tutti questi sono dettagli. Resterà agli atti, in sostanza, la riprovazione politica, fredda, senz’anima, con cui un direttore del quotidiano della Santa Sede bacchetta per troppa generosità “Avvenire” sul tema della carità cristiana. Una sortita da modesto politicante.

GAD LERNER

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