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Diario Politico. “Velina” su Boffo. Rutelli: Il Copasir “vigilerà”. E Bruxelles chiede all’Italia chiarimenti sui respingimenti.

agosto 31, 2009 di Redazione 

Il Politico.it chiude questa giornata con il consueto diario politico, curato questa sera da Laura Liucci. Nella giornata di oggi si è continuato a parlare della polemica che vede contrapposti i due direttori de L’Avvenire e Il Giornale, Boffo e Feltri. In ballo la credibilità del primo, di cui il secondo ne avrebbe smascherato l’omosessualità, attributo di rilevanza notevole se addossata al direttore del giornale cattolico per eccellenza, espressione della Cei. Al centro delle polemiche la provenienza della famosa ”velina” Si è poi tornato a parlare di politiche contro la clandestinità con il nuovo monito della Comunità Europea nei confronti del governo italiano e della politica, considerata discutibile, dei respingimenti. Leggiamo.

Nella foto, il direttore de L’Avvenire Dino Boffo

di Laura LIUCCI

Scontro L’Avvenire-Il Giornale. La giornata politica di oggi è stata nuovamente monopolizzata dalla polemica scaturita dall’articolo de Il Giornale di Vittorio Feltri in cui si accusava il direttore de L’Avvenire Dino Boffo di essere stato rinviato a giudizio e di aver poi patteggiato una condanna per molestie private, oltre a quella – non da poco per il direttore di un quotidiano cattolico – e di essere un «noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni» – che la polizia di stato “attenzioni” qualcuno per frequentazioni omosessuali sarebbe poi gravissimo, e tendenzialmente difficile da credere. L’articolo, apparso qualche giorno fa aveva da subito scatenato un tripudio di polemiche e attacchi incrociati diretti ora nei confronti di Boffo e della presunta incoerenza tra i suoi comportamenti e le sue posizioni, ora nei confronti di Feltri, tacciato di aver sparato a zero – da nuovo direttore del quotidiano berlusconiano – contro Boffo nel tentativo di diffamare un giornale da mesi ostile al Cavaliere.
Ieri si era avuta finalmente la replica di Dino Boffo, arrivata in seguito alla conferma della reale esistenza delle carte giudiziarie del Tribunale di Terni che confermano il patteggiamento della condanna, ma anche, invece, dell’inesistenza dell’informativa – la famosa “velina” – che parlerebbe delle inclinazioni omosessuali di Boffo, che sarebbero poi la causa principale delle molestie perpetrate nei confronti della moglie del presunto amante del direttore del quotidiano della Cei – «la moglie dell’uomo con il quale aveva una relazione» si legge su Il Giornale del 28 agosto. Dal punto di vista formale però nessuna ordinanza del Gip è mai accompagnata da “note informative”, e se anche fosse non potrebbe parlare dell’evento in questione come di qualcosa già passato in giudicato, come invece è in questo caso.
A tal proposito la smentita de La Repubblica aveva costretto poi Vittorio Feltri a fare marcia indietro su questo punto. «Non ho mai parlato di schedature o informative giudiziarie – ha dichiarato ieri il direttore de Il Giornale – e il Viminale non c’entra in nessun modo. Abbiamo un documento che prova un fatto, se il fatto non è vero Boffo lo smentisca offrendo i suoi documenti ai giornali». E oggi si è avuta la conferma del gip di Terni Pierluigi Panariello che ha confermato come negli atti non ci sia «assolutamente alcuna nota che riguardi le sue (di Boffo n.d.r.) inclinazioni sessuali».
«Non un’informativa, ma una emerita patacca» è stata il secco commento di Boffo, che ha continuato dichiarando di aver ricevuto, tra le molte attestazioni di stima e vicinanza, anche quella del ministro degli Interni Roberto Maroni che ha tenuto a manifestare la «sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette» assicurandogli poi di «aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza centrale e periferico che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso».
Nel frattempo in giornata si era venuto a sapere che “l’informativa” che denunciava l’omosessualità di Boffo era arrivata sulla scrivania dei più alti vertici della Chiesa cattolica – si parla di Ruini, Tettamanzi e Bertone – già tre mesi fa, sotto forma di lettera anonima, e per questo cestinata dagli stessi senza darne credito. E’ proprio l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi ha dichiarare oggi di aver ritenuto quei fogli «come ogni missiva anonima – degni del cestino della spazzatura, da cui provengono e devono tornare».
Continuano a susseguirsi intanto gli attestati di stima nei confronti di Boffo da parte della Chiesa e dei rappresentati della Cei, ultimo in ordine di tempo il vescovo di Como e presidente della Commissione episcopale per l’educazione Diego Coletti che in una nota ricorda che «il rito abbreviato, e il conseguente patteggiamento di pena, – citato da Feltri nel suo articolo – non costituisce da parte dell’accusato ammissione di colpa, ma corrisponde solo alla scelta spesso consigliata dagli avvocati di evitare le scandalose lungaggini dei processi italiani» sostenendo che sia appunto quello che è successo in questo caso a Dino Boffo.
Ed oggi si è registrata anche la replica di Rutelli alle illazioni circa la presenza della mano di servizi segreti deviati dietro alla circolazione della “velina”. Il presidente del Copasir – Comitato di controllo sui servizi di intelligence – ha manifestato oggi, con un lapidario «vigileremo», l’intenzione di andare a findo della vicenda per confermare o smentire una volta per tutte il coinvolgimento dei servizi segreti nella vicenda. « l Copasir dedicherà il massimo di attenzione ad ogni notizia a questo proposito e vigilerà perché non si registrino deviazioni, in qualunque direzione, dai compiti istituzionali in un momento molto delicato per la vita democratica» ha concluso.
E oggi sulla vicenda si è scagliata anche la stampa estera che è tornata a prendere di mira il premier Berlusconi. Sul Times, che ha ripreso questa vicenda e l’ha collegata alla questione della querela per diffamazione a Repubblica, si legge «in un mondo più semplice e diretto Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi già da tempo, ma egli è la risposta dell’Europa al Chavez del Venezuela, un populista che alternativamente minaccia e seduce per conquistare il potere e smantellare ogni tipo di opposizione», mentre Le Figaro parla «dell’aggravarsi dello scontro tra Berlusconi e la Chiesa» osservando che «non ci saranno indulgenze» per il presidente del Consiglio.

Immigrazione e respingimenti. Dopo l’ennesima notizia di un barcone con 75 immigrati respinti verso la Libia Bruxelles ha deciso di chiedere chiarimenti ai governi di Italia e malta circa l’applicazione della politica dei respingimenti. Questa decisione, tutt’altro che inattesa, sarebbe volta a verificare le modalità di respingimento e il rispetto della normativa internazionale sull’accoglienza per i rifugiati politici. Il portavoce dell’esecutivo comunitario, Dennis Abbott ha dichiarato che la Commissione Europea «è a conoscenza» del respingimento di ieri dei 75 somali ed eritrei tra uni molte donne e 3 bambini e «invierà una richiesta di informazioni» a Malta e Italia «per poter valutare la situazione», dal momento che, ha ricordato, chiunque ha diritto a chiedere asilo politico e i membri dell’UE sono tenuti ad ascoltare e valutare attentamente la sostanza della richiesta. «Il principio di non-refoulement (non respingimento n.d.r.), così come è interpretato dalla Corte europea dei Diritti dell’uomo, significa essenzialmente che gli Stati devono astenersi dal respingere una persona (direttamente o indirettamente) laddove potrebbe correre un rischio reale di essere sottoposta a tortura o a pene o trattamenti inumani o degradanti» aveva sostenuto a luglio Jacques Barrot. Abbott ha inoltre dichiarato che la prossima settimana verrà presentata una proposta in merito alla possibilità che la possibilità che gli Stati membri accolgano volontariamente dei rifugiati temporaneamente residenti in un paese diverso da quello di origine da cui sono fuggiti, come è il caso dei 75 eritrei e somali provenienti dalla Libia del caso in questione.
Nella maggioranza si continua però a difendere le politiche in atto e l’applicazione che se ne sta facendo. Il ministro Maroni ha dichiarato che i respingimenti degli immigrati provenienti dalla Libia continueranno così come è stato fin’ora. E tornando anche a difendere gli accordi bilaterali con la Libia di Gheddafi, il capogruppo del Pdl al Senato Gasparri ha dichiarato che «la diminuzione del 94% degli sbarchi dopo l’accordo Italia-Libia, che la sinistra non riuscì a compiere, dimostra quanto di buono stanno facendo governo e maggioranza parlamentare». Cauta la replica del Pd, che per voce di Fassino torna a sostenere lì importanza del discernimento nei respingimenti. «La destra continua ad alimentare paure – ha detto oggi – e serve piuttosto una politica che governi il fenomeno, non limitandosi a un rigoroso contrasto all’immigrazione clandestina».

LAURA LIUCCI

Commenti

One Response to “Diario Politico. “Velina” su Boffo. Rutelli: Il Copasir “vigilerà”. E Bruxelles chiede all’Italia chiarimenti sui respingimenti.”

  1. Mario on agosto 31st, 2009 21.36

    Ma perché ci si ostina a concentrarsi sulla velina? Falsa o vera parla dei gusti sessuali di qualcuno che non devono (non uso il condizionale apposta) ripeto non devono interessare a nessuno neanche se fosse un vescovo in persona.
    Il problema è che Boffo ha patteggiato per minacce ad una donna cosa moralmente deprecabile, qualsiasi sia il movente, e che lo rende inadatto a lanciare sermoni morali di qualsiasi tipo.

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