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Diario Politico: Boffo replica a ‘Il Giornale’: Non si tratta di “un’informativa ma di una patacca”

agosto 30, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana torna con l’appuntamento del Diario Politico. Nell’edizione di stasera, vi proponiamo l’evolversi della diatriba Feltri-Boffo, che ora sembra piegare a favore di quest’ultimo. Il direttore di ‘Avvenire’ trova la solidarietà di quelli che fino a ieri erano stati bersaglio dei suoi editoriali; spicca fra tutti la chiamata di Roberto Maroni. A seguire, la Lega ed il suo riavvicinamento con il Vaticano. Ed infine, Napolitano ed il suo invito ad abbassare i toni delle polemiche di questi giorni. Il servizio, di Carmine Finelli.

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Nella foto, il direttore di ‘Avvenire’ Dino Boffo

di Carmine FINELLI

Non accenna a placarsi la polemica tra il direttore de “Il Giornale” Vittorio Feltri e Dino Boffo direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana “Avvenire”. Il direttore del quotidiano cattolico prende nettamente le distanze dagli attacchi di Feltri in un lungo editoriale pubblicato oggi. Secondo Boffo, su “Il Giornale” non sarebbe stata pubblicata una vera notizia ma “una grande pataccata”. Nell’editoriale si fa anche menzione ad una telefonata ricevuta da Dino Boffo. All’altro capo dell’apparecchio c’era Roberto Maroni. Motivo della telefonata le parole di Feltri secondo cui la polizia starebbe indagando sulle frequentazioni di Boffo. Il Ministro dell’Interno avrebbe rassicurato il direttore di “Avvenire” informandolo che ad una verifica fatta dal suo ufficio non risulta nulla di quanto detto dal neodirettore del quotidiano della famiglia Berlusconi. Nella telefonata, Maroni avrebbe anche comunicato a Dino Boffo il senso di schifo che prova di fronte agli attacchi di certa stampa. Dal canto suo Feltri si difende annunciando che quanto scritto proviene da una informativa del tribunale di Terni. Nella quale è possibile leggere che “Il Boffo è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla onde lasciasse libero il marito con il quale Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio, il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela..” Tale informativa secondo “Il Giornale”, riepilogherebbe lo svolgimento del procedimento a carico di Boffo.
Ma l’attenzione al caso del direttore di Avvenire alimenta anche altre voci poco rassicuranti. Infatti lo stesso Boffo sostiene che la velina giunta a Feltri non arrivi dai tribunali. Si fa strada l’ipotesi che a fornire il materiale al giornalista sarebbe stato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi o uomini a lui riconducibili. Secca la smentita del Premier che replica molto seccato a tali insinuazioni. “In questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore de “Il Giornale”, né con altri suoi collaboratori”. Lo annuncia il premier Silvio Berlusconi per smentire alcune ricostruzioni giornalistiche che definisce, nel caso specifico, “falsità”. “Di fronte alla marea di voci, insinuazioni e presunte rivelazioni apparse stamane sui giornali è impossibile smentirle tutte – afferma il premier – ma su una falsità non posso tacere: in questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore de “Il Giornale” né con altri suoi collaboratore” conclude Berlusconi. A dar manforte alle dichiarazione del premier arriva anche la rivelazione, desunta dalla stessa informativa pubblicata da Vittorio Feltri, che le presunte frequentazioni di Boffo fossero solo a conoscenza di “il cardinale Camillo Ruini, il cardinale Dionigi Tettamanzi e monsignor Giuseppe Betori”.

Lega-Vaticano. Per una tensione che sale, una che scende. Si tratta degli attriti tra la Lega Nord ed il Vaticano in merito alla questione immigrazione. Dopo le dichiarazioni del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli su monsignor Antonio Maria Vegliò, responsabile del pontificio ufficio per i migranti, lo scontro tra la Santa Sede e la forza politica separatista era giunto all’apice.
Il leader del Carroccio, Umberto Bossi, prova a ricucire lo strappo creato. Alla domanda se fosse necessario un chiarimento con il Vaticano, Bossi risponde che “Sì, andrò in Vaticano con Calderoli. Ci andiamo per ricordare che la nostra matrice e’ cristiano cattolica”. Ne’ Bossi, ne’ lo stesso ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, anche lui presente, hanno tuttavia voluto aggiungere particolari sulla prossima visita in Vaticano. E commentando la notizia della querela di Silvio Berlusconi al quotidiano “La Repubblica” aggiunge: “Mi auguro che Berlusconi generoso com’è alla fine si accontenti delle scuse da parte di chi gli ha fatto tanto male”. Prima di lasciare la sede della Lega nella quale è stato raggiunto, Bossi si è lasciato andare ad una ulteriore risposta. La domanda, un po’ capziosa, riguardava la sua opinione sull’attacco di Feltri, se insomma il direttore del giornale di Paolo Berlusconi abbia agito nel modo giusto. “Non lo so, penso che a Berlusconi ne abbiano combinate di tutti i colori, gli hanno rovinato la famiglia e il rapporto con i figli con quella roba li’. E’ incazzato nero”, conclude il senatur.
Unità d’Italia. I richiami all’unità politica e nazionale, in questo clima di avvelenata contrapposizione si sprecano. E soprattutto dal Colle sono giunti i moniti più significativi affinché si cessi con questo rastrellameno di personaggi politici ad opera, spesso, di giornalisti e giornali. Ed il richiamo del Colle è forte anche per tornare a porre al centro del dibattito la questione delle celebrazione per il centocinquantesimo anno dell’Unità d’Italia. Tuttavia, una nota di Palazzo Chigi, fa sapere che a causa della crisi economica in atto le celebrazioni per l’anniversario dovranno essere riviste. “Il Presidente Berlusconi ha osservato – si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi – come sia opportuna una revisione dei progetti originari, proprio per non incorrere in quella che era stata definita la celebrazione edilizia dell’evento. La crisi economica e la qualità di molte opere hanno imposto, pertanto, una seria riflessione per valutare e correggere il progetto impostato dal precedente Governo. Il Consiglio dei Ministri del 31 luglio – prosegue la nota- ha già avviato un ampio ed approfondito dibattito sull’argomento. Al termine del quale, il Presidente del Consiglio ha affidato al Ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, il compito di elaborare i nuovi criteri per le celebrazioni. Criteri che terranno conto del dibattito delle ultime settimane, al quale hanno partecipato tante personalità della cultura e della politica italiana. Una volta individuati i criteri, e prima di procedere all’elaborazione del programma definitivo, il Presidente Berlusconi si è impegnato per una verifica con il Capo dello Stato”, conclude il comunicato.

CARMINE FINELLI

Commenti

2 Responses to “Diario Politico: Boffo replica a ‘Il Giornale’: Non si tratta di “un’informativa ma di una patacca””

  1. Mario on agosto 31st, 2009 00.11

    Fin qui sul caso Boffo Feltri mi pare che regni solo confusione. Se l’Informativa è vera o falsa importa poco, a meno che il punto non sia di parlare dei gusti sessuali di Boffo. Il punto è un altro. Il patteggiamento per molestie c’è stato o no? Bisogna che si sappia con chiarezza questo e su questo che si può giudicare se Boffo ha le carte in regola per fare tirate di orecchie o meno.
    Attendo fiducioso chiarimenti

  2. gabriele zamparini on agosto 31st, 2009 15.16
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