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***IL grande sondaggista*** IL Y A UN PURE PLUS PURE QUE T’EPURE di LUIGI CRESPI

agosto 30, 2009 di Redazione 

Prosegue la polemica tra i direttori dei due noti quotidiani nazionali; Feltri e Boffo. Il direttore de “Il Giornale” infatti già ieri aveva ribadito il suo non voler “retrocedere” in merito alle pesanti accuse rivolte al suo pari di ‘Avvenire’, accuse per altro che sembrano trovar conferma; non si tratta infatti di un semplice ‘gossip’ editoriale. Sebbene non si capisca ancora il movente di una simile pubblicazione, continuiamo ad osservare come questa notizia potrà condizionare l’assetto dei poteri nel Bel Paese, e lo facciamo ora insieme a Luigi Crespi, che qui trae le sue prime conclusioni. Sentiamo.Nella foto, Luigi Crespi

di Luigi CRESPI

La discussione sulla vicenda Boffo/Feltri è stata civile anche se il tema si poteva piegare al turpe turpiloquio. Molte delle cose che mi avete scritto le condivido come quello che scrive MaVen: “Boffo ha “patteggiato”, riconoscendo – dunque – la sua colpevolezza, un’ammenda di 516 euro in luogo di sei mesi di carcere. Questo per aver perseguitato una donna, al fine di indurla ad abbandonare il marito, col quale intratteneva una relazione omosessuale. Si tratta di una sentenza definitiva, e pertanto incontestabile. Se avesse commesso il reato “oggi”, a legge sullo stalking vigente, non se la sarebbe cavata con così poco. Ma questo non interessa; quel che interessa è che un siffatto figuro, stante la sua specchiata condotta, si permetta di fare ad altri dei predicozzi morali, dall’alto del quotidiano e della televisione che dirige. Non contesto a Boffo o a chiunque altro il diritto di fare il Savonarola. Dico solo che se vuoi “fare” Savonarola, devi “essere” Savonarola. Altrimenti sei solo un buffone.”

Come dare torto? Sia chiaro, che questo non rende migliore Berlusconi e non fa brillare Feltri per stile ed eleganza, ma ora data la possibilità a Boffo di difendersi e visto che l’accusa di molestie è vera, dovrebbe essere lo stesso Boffo ad avere la dignità di dimettersi. Molestare una donna è un atto ignobile e vergognoso e i vescovi meglio avrebbero fatto a scusarsi anziché indignarsi. Ma se Boffo come credo non si dimetterà, vorrà dire che i vescovi italiani reputano la direzione di un loro giornale un luogo degno per un molestatore, così come lo hanno ritenuto fino ad oggi.

E a tutti i moralisti dell’ultima ora ricordo una immortale frase di Nenni “IL Y A UN PURE PLUS PURE QUE T’EPURE”.

LUIGI CRESPI

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