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***Il grande sondaggista*** FELTRI O BOFFO: UNO DEI DUE SE NE DEVE ANDARE di LUIGI CRESPI

agosto 29, 2009 di Redazione 

Prosegue sul nostro giornale il dibattito sulla tanto discussa pubblicazione de ‘Il Giornale’; il quotidiano della famiglia Berlusconi ha infatti rivolto delle pesanti accuse a Dino Boffo. Il direttore di ‘Avvenire’, da quanto si legge nell’articolo “imputato”, sarebbe stato condannato per molestie. Dopo avervi proposto il punto di vista di Gad Lerner, vi suggeriamo ora di leggere questo interessante commento di Luigi Crespi, che in una chiosa finale allarga il panorama all’altra diatriba della stampa nazionale; ‘Repubblica’-Berlusconi che si è infine conclusa con una denuncia. Sentiamo.-

Nella foto, Luigi Crespi

di Luigi CRESPI

Se fosse vero come sostiene ancora oggi Vittorio Feltri che Dino Boffo il direttore di Avvenire sarebbe stato condannato per molestie, dovrebbe silenziosamente ritirarsi in un eremo penitente, soprattutto perché è stato uno dei più fervidi fustigatori del mal costume berlusconiano, e in gioco non c’è la sua vita privata, ma la sua credibilità pubblica.

Ma se questa storia fosse una bufala chi dovrebbe andare a sedersi su una panchina sarebbe il direttore de Il Giornale, Feltri, perché non si può infangare impunemente una persona e continuare a dirigere un giornale come se niente fosse e questa volta non ci si può accontentare delle scuse, come quelle che qualche anno fa la stesso Feltri presentò su “carta di pecora” ad Antonio Di Pietro.

Intanto Berlusconi si dissocia da Feltri e denuncia le dieci domande di D’Avanzo su Repubblica, gravissimo errore. In questo modo le domande resteranno iscritte come pietre e pensare che sarebbe stato sufficiente rispondere, ma si sa che quando la politica passa dai tribunali c’è sempre lo zampino di qualche avvocato.

LUIGI CRESPI

Commenti

One Response to “***Il grande sondaggista*** FELTRI O BOFFO: UNO DEI DUE SE NE DEVE ANDARE di LUIGI CRESPI

  1. Flavio Berlanda on settembre 3rd, 2009 19.34

    Fuori uno.
    Alle dieci domande risponderà il tribunale.
    Così forse qualche cialtrone farà un passo indietro.

    PS: Intanto Scalfari chiede scusa a Craxi e scagiona Berlusconi. Proprio un bel quaquaraquà.

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