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L’Italia è un Paese omofobo?

agosto 27, 2009 di Redazione 

Gli ultimi episodi di cronaca italiana hanno evidenziato quanto siano radicate, ed esponenzialmente crescenti, le ostilità nei confronti delle comunità lgbt. Da Roma a Rimini, il flemmatico ritmo estivo, con cui si son susseguite le notizie, ha avuto il merito di dare spazio al dato di questa inquietante e dilagante intolleranza; pestaggi ed intimidazioni, che altrimenti sarebbero passate nel silenzio. Ad aggravare il quadro arriva anche l’Agenzia per i diritti fondamentali dell’ Unione Europea, secondo cui l’ Italia è il Paese europeo con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. Il servizio, di Michele Savino.

Nella foto, dettaglio della manifesto della Giornata Mondiale contro l’Omofobia

di Michele SAVINO

Dopo gli ultimi episodi omofobi avvenuti nella Capitale, il ragazzo picchiato vicino al “Gay Village” e l’ attentato alla discoteca “Qube”, sede storica della serata “Muccassassina”, la più importante festa omosessuale a Roma, è necessario soffermarci un attimo sull’ ondata di omofobia che sta invadendo il Bel Paese.

A metterci in guardia, ci aveva già pensato l’ “Agenzia per i diritti fondamentali dell’ Unione Europea”, secondo cui l’ omofobia nel 2009 danneggia la salute e la carriera di quasi 4 milioni di persone in Europa. Nel rapporto si sottolinea che l’ Italia è il Paese europeo con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. A conferma di questi dati, vi è la ricerca della Regione Toscana, “Omofobia e servizi pubblici: scuola, sanità e sicurezza”, il quale afferma che il 40% dei gay è stato preso in giro dai compagni di scuola e quasi sempre l’ insegnante è rimasto indifferente, mentre il 27% è stato addirittura aggredito, a parole o con i fatti.

Il segretario generale del Consiglio d’ Europa, Terry Davis, ha dichiarato: “L’ omofobia cresce in Europa e spesso sono le istituzioni a diffondere intolleranza e disprezzo”. A tal proposito nella politica italiana, abbiamo diversi esempi di questa tendenza, come i manifesti di Forza Nuova a Catanzaro, in cui risalta la scritta “Basta froci” o le dichiarazioni rilasciate al “Corriere della Sera” (31 Ottobre 2008) dall’ onorevole PD Paola Binetti: “queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un’emergenza educativa”. Senza dimenticarci le parole di Pier Gianni Prosperini (PDL) (“per i gay ci vuole la garrotta”) o del deputato, sempre, PDL Filippo Ascierto: “O si è uomo vero o si è donna vera. Altrimenti si è Zan (Alessandro Zan, presidente Arcigay Veneto, ndr)”.

In ambito legislativo, mentre in molte nazioni sono previsti strumenti, di carattere civile e penale, finalizzati al contrasto dell’ omofobia intesa come discriminazione basata sull’ orientamento sessuale, come in Danimarca, Francia, Islanda, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, Austria, Belgio, Cipro, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Regno Unito, Repubblica Ceca, Serbia, Montenegro e, ancora, al di fuori dell’ Europa, Australia, Brasile, Canada, Colombia, Ecuador, Isole Fiji, Israele, USA e Sudafrica.

In Italia la non discriminazione è regolata dall’ Articolo 3 della Costituzione (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”) che però non nomina esplicitamente l’ orientamento sessuale. A livello di codice penale, le discriminazioni sono regolate dalla Legge Mancino che nella sua prima formulazione prevedeva esplicitamente anche l’orientamento sessuale, che però venne eliminato dal testo nella stesura definitiva. Allo stato, a oggi in Italia non esiste quindi nessuna legislazione penale esplicita né contro la discriminazione né contro gli atti di omofobia e di incitamento all’odio sulla base dell’orientamento sessuale.

Dopo gli ultimi fatti accaduti, sono molti i deputati che si sono mobilitati affinché anche in Italia venga approvata una legge contro l’ omofobia. Su tutti bisogna ricordare l’ onorevole PD Paola Concia, rappresentante della comunità LGBT in Parlamento, la quale ha depositato un disegno di legge, che ha ottenuto l’ appoggio di tutti e tre i candidati segretari PD, Bersani, Franceschini e Marino, oltre a quello del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il quale ha dichiarato che “una legge contro l’ omofobia non è più rimandabile”. In ultimo, è importante anche la promessa del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di visitare il Gay Village.

MICHELE SAVINO

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