Top

***L’opinione delle grandi firme*** Feltri-Belpietro, il minuetto di GAD LERNER

agosto 26, 2009 di Redazione 

In apertura di questa giornata di fine agosto il quotidiano della politica italiana vi offre un intervento di Gad Lerner che torna a parlare – lo aveva fatto anche proprio dalle nostre pagine – della nuove direzioni dei due quotidiani di centrodestra “Il Giornale” e “Libero”. Con la sua consueta arguzia ed ironia l’ex direttore del Tg1 analizza le possibili conseguenze e ripercussioni di questo avvicendamento. Ma leggiamo insieme il contributo.

-

Nella foto, il giornalista Gad Lerner

di Gad LERNER

Non sarò certo io a mettere in discussione la lealtà berlusconiana di Maurizio Belpietro. Ma basta leggere l’incipit del suo editoriale su “Libero” di oggi per capire che la nuova posizione editoriale gli garantisce una libertà di movimento prima sconosciuta. Ha intuito che c’è una porzione di elettori di destra a disagio per il feeling tra Berlusconi e Gheddafi, con tanto di Frecce tricolori in Libia e tenda beduina piantata nel centro di Roma, e protesta subito a nome loro, vezzeggiandoli con epiteti come “cammelliere” rivolti al colonnello.
Ve lo immaginate Belpietro che critica Berlusconi e chiama “cammelliere” Gheddafi su Canale 5, “Panorama” o “Il Giornale”?
Queste, direte voi, sono libertà che può permettersi solo un purosangue fuori dal coro come Vittorio Feltri. E invece, che strano, passato da “Libero” al “Giornale” di proprietà berlusconiana, sul viaggio libico del Cavaliere il direttore purosangue ammutolisce. Pubblica al massimo un poco fantasioso attacco a Sergio D’Elia, deputato radicale che osa criticare i rapporti fra il governo e Gheddafi nonostante il suo passato di terrorista. Insomma, Feltri, aggira l’ostacolo perchè nonostante i suoi proclami d’indipendenza anche per lui l’editore è l’editore.
Stai a vedere che dirigendo un quotidiano di proprietà degli Angelucci come “Libero”, Belpietro scopra l’ebbrezza di fare un giornalismo di destra capace di raccontare -da destra- anche la crisi del berlusconismo. In tal caso, nonostante i quattrini con cui viene alimentata l’impresa di Feltri, quest’ultimo rischia di vedere i sorci verdi.

GAD LERNER

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom