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Diario Politico: Frattini sugli immigrati eritrei: “Tutti noi europei, tutti i 27, ci dobbiamo fare carico di queste persone”

agosto 23, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi propone ora il Diario Politico, che in questa domenica di fine agosto viene dedicato in gran parte alla trentesima edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, iniziato stamani a Rimini. A questo hanno partecipato fra i tanti anche il titolare della Farnesina ed il ministro Mara Carfagna; ed entrambi si sono pronunciati in merito alla polemica di questi giorni fra il senator Umberto Bossi ed i vertici della Curia romana. Il servizio, di Ginevra Baffigo.

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Nella foto, Il ministro franco Frattini alla 30° edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli

di Ginevra BAFFIGO

“La conoscenza è sempre un avvenimento”. Questo è stato il titolo prescelto per il 30° Meeting per l’amicizia fra i popoli che stamani ha aperto i battenti in quel della Fiera di Rimini. All’importante appuntamento estivo hanno partecipato e parteciperanno in questi giorni esponenti del mondo dell’ economia, della politica, dell’ arte, della cultura e dello sport. Il programma è, tanto per usare un eufemismo, ambizioso; 8 mostre, da Sant’Agostino a Galileo, 26 spettacoli, fra i quali spicca uno dei capolavori della drammaturgia europea, il “Miguel Mañara” di Oscar Milosz, 10 manifestazioni sportive e 116 incontri con 299 protagonisti da ogni parte del mondo; da Murdoch figlio, erede del magnate dell’informazione, a Tony Blair, ed ancora, a Ramos e Marcos Zerbini, leader del movimento brasiliano “Sem Terra”. L’Italia, paese ospite, mette la sua quota di partecipazioni pescando direttamente nelle file del governo; ben nove i ministri a presenziare incontri e dibattiti; da Angelino Alfano a Giulio Tremonti. Ma vi saranno inoltre anche i più illustri fra i nostri imprenditori, sindacalisti ed esponenti dell’opposizione, come ad esempio il candidato alla segreteria nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani. E così’ anche quest’anno il Meeting farà da palestra per il dibattito politico ed economico, che poi riprenderà a pieno ritmo nelle prossime settimane. A dominare il centro del dibattito sarà comunque la ricerca di una “strada” per uscire dalla crisi, tema su cui è atteso, per il prossimo mercoledì 26, l’intervento del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Che il Meeting si riveli sorprendentemente escatologico, sarà da vedere; quel che è certo è che gli organizzatori dell’evento sembrano aver tratto l’ispirazione per il tema fulcro del Meeting, ovvero la “crisi: soluzioni per uscirne”, dal loro stesso preventivo spese! Rispetto all’anno scorso hanno dovuto effettuare un taglio del 25% e fortunatamente un 70% dei 7,4 milioni di euro spesi per l’evento verranno coperti dagli sponsor (tra i principali Finmeccanica, Bombardier, Intesa San Paolo e Sai Fondiaria). Anche i numeri dei volontari non sono gli stessi delle edizioni passate, ma restano pur sempre impressionanti; 3.000 volontari su un’area di 170mila metri quadrati. Dall’altra parte questo, malgrado la crisi economica, resta pur sempre il più grande festival estivo al mondo, non si poteva non essere all’altezza di tale reputazione.
In mattinata ad aprire le danze vi è stato anche l’intervento del ministro degli Esteri, Franco Frattini, che si è espresso sui conflitti, troppo spesso dimenticati, della vicina Africa.

Frattini e la polemica sull’immigrazione. A seguito delle polemiche fra il leader del Carroccio ed i vescovi italiani, è oggi intervenuto il titolare della Farnesina, Franco Frattini, nel tentativo di calmare gli animi pronunciatisi sul controverso tema dei flussi migratori, che ogni giorno feriscono il Mare Nostrum, in una tratta che troppo spesso finisce con la morte in mare di chi sacrifica tutto per il sogno di un futuro migliore. Talvolta solo di un futuro. Secondo il ministro degli Esteri il nostro Paese non avrebbe responsabilità alcuna in merito alla tragedia degli immigrati eritrei (si pensa che ben 73 persone, fra uomini, donne e bambini, abbiano perso la vita in mare). Ma al contrario, lo stesso Frattini da Rimini ha ribadito a tal proposito che “è mancata l’Europa, al di là dei finanziamenti e delle dichiarazioni politiche. Tutti noi europei, tutti i 27, ci dobbiamo fare carico di queste persone. Quando questa risposta sarà data, allora la Ue avrà dimostrato solidarietà” . E sempre il ministro degli Esteri prosegue dichiarando “dobbiamo considerare questo problema come il problema dell’Europa. La Ue ha fatto molte dichiarazioni, anche all’ultimo Consiglio europeo dello scorso giugno, ma non ha ancora risposto su cosa debba succedere quando un gruppo di immigrati giunge alla porta d’Europa. Se vi sono persone che hanno bisogno di un sostegno internazionale devono trovare accoglienza in tutti i Paesi dell’Unione europea. Per l’Italia i rifugiati devono trovare alloggio e sostentamento secondo un criterio di distribuzione in tutti i Paesi”. Ma se il flusso ha come destinazione l’Europa, e quindi a ragione il ministro richiama l’attenzione della Ue su tal problema, dall’altra è risaputo che questi flussi intraprendono la pericolosa traversata mediterranea salpando da porti libici, e su quest’ultimo punto la risposta della Farnesina sembra quanto meno elusiva. “Con la Libia abbiamo un rapporto ormai consolidato che non è anzitutto economico ma è di collaborazione mediterranea” chiosa rapidamente Frattini e poi devia il discorso riportando l’attenzione sul “negoziato che dura da 10 anni con Malta”, ed infatti a tal riguardo prosegue dichiarando quanto “quello spazio di mare sia indispensabile per l’intera comunità internazionale. Ma Malta ha detto di no e per negoziare bisogna essere in due”. Infine il numero uno della Farnesina rivolgendosi al leader della Lega, lo invita ad evitare certe polemiche; il tema è molto delicato. Ed in un appello con doppio destinatario aggiunge “Credo che i problemi non debbano essere affrontati con le polemiche, ma con le cose concrete. L’Italia certamente di questa ultima tragedia non è responsabile, ma è stata parte della soluzione”.

E sul tema si pronuncia anche Mara Carfagna. Rispetto al ministro degli Esteri la bellissima Mara Carfagna, anche lei in quel di Rimini per il Meeting, prende una diversa posizione. Dalla titolare del Ministero delle Pari Opportunità infatti giunge l’incontrovertibile approvazione della posizione espressa dai vescovi; “non mi permetterei di giudicare le parole dei vescovi. Ritengo giusta la preoccupazione: quando si tratta di diritti umani credo abbiano più che diritto ad esprimere preoccupazione e dire la loro”. Il ministro ha voluto inoltre aggiungere che il governo si è oltremodo battuto per la difesa della “tradizione di ospitalità dell’Italia” nei confronti dei profughi ed è “assolutamente sensibile al tema e cosciente che gli immigrati vadano accolti nel nostro Paese: stiamo per regolarizzare centinaia di migliaia di badanti e collaboratrici domestiche. Vogliamo che gli immigrati possano integrarsi e svolgere un lavoro dignitoso e rispettoso dei loro diritti e della dignità. Ma siamo anche fermamente rigorosi nel contrastare il racket dell’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani. Il Governo ha dimostrato di voler rendere omaggio alla tradizione italiana che ci vede pronti ad accogliere chi viene. Ma il principio dell’accoglienza va contemperato con quello della legalità, principio molto caro anche alla Chiesa cattolica”.

GINEVRA BAFFIGO

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