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***L’opinione delle grandi firme*** L’Afghanistan e la democrazia per finta di GAD LERNER

agosto 22, 2009 di Redazione 

Mentre prosegue lo spoglio dei voti in Afghanistan, ipotesi di brogli elettorali, e talvolta di vera e propria farsa democratica, sovrastano i quotidiani di tutto il mondo. Il Politico.it segue con attenzione ciò che sta avvenendo in uno dei centri nevralgici dello scacchiere internazionale e vi propone ora le parole, a tratti amare, di Gad Lerner. L’acuto giornalista si pronuncia ora in merito alla questione afghana, ai contingenti internazionali e dei motivi, reali o addotti, che li trattengono così lontani da casa.

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Nella foto, Gad Lerner

di Gad LERNER

Non mi faccio illusioni, in Afghanistan, perché i candidati con qualche chances di vittoria esprimono su questioni fondamentali del diritto civile, della convivenza tra generi e fedi, dei diritti umani, posizioni che considero inaccettabili. Più precisamente: non sono molto diversi dai Talebani se non nelle loro (momentanee) alleanze.

Stare o non stare in Afghanistan è decisione che concerne gli equilibri geopolitici asiatici e mondiali, non la costruzione di una democrazia locale che, semmai un giorno si affermerà, non sarà per via di un modello importato dall’esterno. Ci fu un tempo in cui ci dicevano che bisognava andare in Afghanistan per salvare le donne dalla schiavitù, ma la realpolitik sovrasta ogni altro progetto.

GAD LERNER

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