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***L’intervento*** Il credito religioso di CRISTIANA ALICATA

agosto 20, 2009 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi propone ora questo splendido commento della ‘nostra’ Cristiana Alicata. La giovane esponente del Partito Democratico affronta qui sulle nostre pagine un tema delicato e fondamentale, ma soprattutto di grandissima attualità; l’ora di religione, i crediti che i professori di questa “materia” potranno attribuire ed i problemi che pone tale insegnamento, a fronte della sempre più multietnica composizione delle classi italiane. Buona lettura!

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Nella foto, Cristiana Alicata

di Cristiana ALICATA

E così malgrado la sentenza del Tar che ne contestava la “regolarità”, i prof di Religione conferiranno i crediti agli studenti che partecipano alle loro lezioni.

In poche parole i nostri piccoli allievi, soprattutto se un pò asini nelle altre materie e bisognosi di accumulare punti, sono obbligati a frequentare l’ora di religione.

L’ora di religione, ai miei tempi, era più o meno frequentata da tutti. Magari era ficcata in mezzo e così c’era poco da fare. Qualcuno ascoltava le cuffiette, qualcuno se la spassava in bagno, qualcun altro stuzzicava il prete o la vergine plurilaureata di turno, sulle grandi questioni. C’era anche pò di crudeltà nel fare cadere le parole: rapporti prematrimoniali, preservativi, aborto, omosessualità, eutanasia. E lì, ignavo, di destra o di sinistra, un pò godevi a vedere il rossore sulle guance della vergine o la rabbia iconoclasta del prete di turno. Non che non si dibattesse anche in altre ore di grandi questioni. Ma l’ora di religione era l’ora della polemica. L’ora di religione non rovina nessuno. Questo no. Anzi. Più l’insegnante è integralista più libera le menti degli studenti mal(capitati).

Ma il mondo, da quando noi andavamo a scuola, non è più lo stesso.

Oggi le classi non sono fatte soltanto di italiani bene o male di origini giudaico-cristiane. Ci sono un sacco di bambini non battezzati. E molti, moltissimi, bambini mussulmani.

L’ora di religione dovrebbe essere un’ora laica in cui si alternano tutti i punti di vista. Una volta il rabbino, una volta il prete, una volta uno dello UAAR, una volta un mussulmano, ecc, ecc. Insomma, se l’ora di religione fosse un’ora di insegnamento alla tolleranza e alla conoscenza di tutte le religioni, e non ci fosse il crocifisso appeso nelle classi, a dire con arroganza che lo stato Laico è un sogno di pochi, allora sarebbe sano e giusto che l’ora di religione fosse addirittura obbligatoria, come momento culturale.

Se l’ora di religione è una forma di lobotomizzazione e indottrinamento, spero davvero che per principio, ora che si erogano crediti, i giovani si rifiutino di seguire l’ora di religione. Spero che, in seguito alle aule semivuote, tutti gli insegnanti di Religione vengano impiegati in altre attività, pagate, non dalle mie tasse, ma dal loro datore di lavoro: la Chiesa.

CRISTIANA ALICATA

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